Un altro condominio in via Medaglie d’oro al posto di una villa, rampe al posto degli alberi . Nella nostra città è il cemento a farla da padrone.

 

 

970969 10200655841350359 1848242672 n 300x160 Un altro condominio in via Medaglie doro al posto di una villa, rampe al posto degli alberi .                                     Nella nostra città è il cemento a farla da padrone.

prima della demolizione per sostituirla con il condominio

 

401951 10200655862910898 14417757 n 300x113 Un altro condominio in via Medaglie doro al posto di una villa, rampe al posto degli alberi .                                     Nella nostra città è il cemento a farla da padrone.

il nuovo condominio : le meraviglie della speculazione

Come a Roma si discute a vuoto e senza risultati sulle grandi questioni politico-istituzionali mentre il Paese continua ad arrancare e i suoi mali a crescere, a Forlì nell’ assessorato all’urbanistica si discute dei massimi sistemi e si producono dosi abbondanti di vuoto pneumatico mentre la speculazione continua ad andare avanti e a trasformare in peggio la città.

Senza che nessuno abbia pensato di porvi rimedio una norma assai poco meditata consente di trasformare l’edilizia cittadina, costituita in molte zone da villette e piccoli edifici, in squallidi condomini, che peggiorano la qualità urbana della nostra città.

Per carità, saranno tutti edifici magari con risparmio energetico, in bioedilizia, ad emissioni zero ma se ciò basta all’assessore questo è inaccettabile per i Verdi a cui sta soprattutto a cuore la qualità di un ambiente urbano che viene così sacrificato ai metri cubi della speculazione che, lucrando sulla qualità preesistente la divora distruggendola.

In uno dei viale più belli della urbanizzazione post 2° conflitto. è stata demolita l’ennesima villa e al suo posto sta sorgendo un condominio, il giardino sostituito da rampe per i garage interrati mentre il resto dell’area scoperta viene occupato da box che ricordano dall’esterno i modesti edifici definiti “stalletti” che riempivano le corti coloniche.

Già decine di ville hanno lasciato il posto a baracconi da 10 o 12 appartamenti. Continuare così non farà altro che rendere più squallida la città, estendendo zone che sempre più assomiglieranno a periferie senza qualità.

Non è solo problema di aspetto architettonico e urbanistico: ad esso si sommano i problemi legati all’aumento dei residenti, delle auto in strada, della scarsità dei servizi e ciò  non solo in strade definite di pregio ma anche in altre zone come ad esempio fra le piccole strade davanti allo stadio Morgagni, attorno a via Ugolino, solo per fare un esempio.

Molte altre parti della città stanno subendo analoghe trasformazione, si veda viale Marconi dove una villa liberty è stata sostituita da un condominio.

Pensiamo si debba al più presto introdurre una modifica al PRG decidendo di ridurre gli indici edificatori delle aree completamente edificate per interrompere un fenomeno speculativo che rischia di impoverire la qualità urbana della città , salvaguardando gli edifici di maggiore qualità formale, i giardini, le alberature.

Zero nuovi volumi deve essere la parola d’ordine per la città costruita e poiché non servono nuovi metri cubi, come testimonia l’enorme invenduto e inutilizzato, si consentano ristrutturazioni senza alterare i rapporti volumetrici  ma conservando gli edifici e gli spazi di maggiore bellezza.

E’ possibile e si deve fare.

Basta molto poco per ottenere questo risultato, un semplice cambio di colore nelle tavole di piano, riconoscendo come sature quelle nelle quali si sta accanendo la speculazione e questo scempio avrà fine.

Non dovrebbe essere difficile perfino per l’assessore, vista la sua attitudine a riempire sale e pannelli di tabelloni colorati di inutili esercitazioni universitarie, almeno in questo caso produrrebbe qualcosa di positivo per l’assetto della città.

 

Elezioni a Galeata, 4 domande ai candidati sindaci dal Forum “Salviamo il Paesaggio „

Elezioni a Galeata, 4 domande ai candidati sindaci dal Forum Salviamo il Paesaggio

Galeata alla volata finale per il voto. Urne aperte domenica dalle ore 8 alle 22, lunedì dalle ore 7 alle 15. Le operazioni di scrutinio inizieranno lunedì subito dopo la chiusura delle votazioni e l’accertamento del numero dei votanti. Gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto, devono esibire, oltre a un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale. Il forum Salviamo il Paesaggio pone ai candidati sindaci di Galeata alcune domande riguardanti il loro Comune e alcuni dei problemi territorialmente e paesaggisticamente più rilevanti che lo riguardano.

I problemi sul tappeto sono tanti, ma su alcuni vorremmo capire dai candidati cosa pensano esattamente, anche perché quanto emerso in questi giorni, anche da talune  dichiarazioni può lasciare spazio a fraintendimenti – evidenziano dal Forum -. Intendiamo porre poche domande, espresse chiaramente, su alcuni aspetti chiave a cui chiediamo di rispondere in modo semplice e altrettanto chiaro. Daremo poi  conto delle risposte ricevute inviandole alla stampa in modo che tutti i cittadini possano essere informati su quanto si propongono di fare i candidati una volta che saranno eletti”.

elezioni 2013 big 1 2 300x199 Elezioni a Galeata, 4 domande ai candidati sindaci dal Forum Salviamo il Paesaggio „La viabilità progettata a Pianetto - “Un progetto della Provincia a forte impatto sul Borgo Medioevale, impregnato su rotonda a Versara, propedeutica a un futuro sviluppo urbanistico, nuovi tracciati stradali, parcheggi altre rotonde interne, è stato prima accettato dalle amministrazioni precedenti. Un forte movimento di opinione, un intenso dibattito pubblico e l’approfondimento che ha coinvolto tantissimi cittadini, hanno portato l’amministrazione Deo ad adottare una nuova proposta che chiede lo spostamento e la revisione complessiva del progetto riducendo notevolmente l’impatto e garantendo la funzionalità della viabilità. Quale è la posizione dei candidati rispetto a questo tema? Sono per impegnarsi a ricondurre progettazioni e impegni economici in un ambito di sostenibilità territoriale e ambientale, oltreché finanziaria o intendono proseguire con il progetto della Provincia?

Le previsioni urbanistiche - “Il Paese di Galeata ha nel suo territorio enormi aree agricole che grazie a uno sventurato piano di sviluppo urbano, progettato dalla Provincia e accettato dalle precedenti Amministrazioni se attuato porterebbe a triplicare l’agglomerato urbano. Un non senso che per fortuna la crisi dell’edilizia pare scongiurare. Cosa pensano i candidati alla poltrona di Sindaco a questo riguardo, pensano che le aree di completamento presenti nel tessuto urbano esistenti siano sufficienti, o ritengano che ulteriore territorio debba essere consumato portando ad un impoverimento di fatto della collettività Galeatese che ha come prima risorsa il paesaggio, l’ambiente, il verde delle proprie colline e campagne?

Il patrimonio storico artistico e archeologico - ”Galeata conserva tracce importantissime del nostro passato, le testimonianze archeologiche, già oggetto in passato anche di studi e ricerche e tanto significative da aver consentito la realizzazione di un museo, restano di difficile fruizione e meriterebbero di essere maggiormente tutelate e valorizzate e rese accessibili per a visitatori e studenti. I candidati sindaco ritengono che tale patrimonio possa offrire un contributo significativo alla valorizzazione del territorio e alla sua economia e pensano che esso costituisca una priorità per l’azione della amministrazione e in tal caso cosa ritengono di dover fare?

I centri storici di Galeata e Pianetto e gli altri insediamenti storici sparsi nel territorio - “I due centri storici hanno subito negli anni processi di abbandono o, viceversa, interventi assai poco rispettosi delle caratteristiche degli edifici, delle loro tipologie e dei loro originali materiali costruttivi. La loro bellezza, adeguatamente valorizzata da interventi di attenta conservazione, potrebbe costituire un ulteriore elemento a sostegno della economia del luogo. Quali interventi ritengono i candidati Sindaco ritengono che debbano essere messi in atto per valorizzare e conservare i centri storici del Comune, per mantenervi gli abitanti e per farli diventare elementi attrattori turistici?

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LA FONDAZIONE SEPPELLISCE SOTTO TERRA PER UN INUTILE PARCHEGGIO ALCUNI MILIONI DI EURO E LA MENSA DEI POVERI CHIUDE !

caritas 2 300x225 LA FONDAZIONE SEPPELLISCE SOTTO TERRA PER UN INUTILE PARCHEGGIO ALCUNI MILIONI DI EURO E LA MENSA DEI POVERI CHIUDE !

la mensa dei poveri a Santa Maria del Fiore

 

La notizia della prossima chiusura della mensa dei poveri, istituita una trentina di anni fa a Santa Maria del Fiore da Padre Lazzaro ed ora gestita dalla Associazione San Francesco è davvero dolorosa e suscita grande preoccupazione.

 

Decine di famiglie perderebbero quel sostegno che la povertà crescente rende drammaticamente necessario, la mensa non riuscirebbe più ad assicurare un pasto caldo a tante persone in difficoltà e con tutto ciò la città perderebbe un presidio e un servizio tanto apprezzati quanto necessari.

 

Mancano i soldi affermano i responsabili della associazione .

 

Questo annuncio suona come un atto di accusa nei confronti di chi dovrebbe , per dovere statutari e istitutivo, sostenere iniziative come la mensa dei poveri, parliamo della Fondazione Cariforlì, che invece ci pare più interessata ad altro, soprattutto ad occuparsi di fare discutibili investimenti da cui discendano posti ben retribuiti in consigli di amministrazione per i propri vertici.

 

Grida vendetta infine il fatto che la Fondazione, invece di aiutare come dovrebbe la mensa dei poveri si impegna in assurde operazioni immobiliari , preferendo seppellire alcune milioni di euro sottoterra in un inutile parcheggio interrato a piazza Guido da Montefeltro da cui i forlivesi ricaveranno solo traffico e inquinamento in centro storico.

 

La Fondazione metta mano al portafoglio e stacchi un congruo assegno per consentire alla Associazione San Francesco di continuare la propria meritoria opera di soccorrere i più poveri assicurando loro un pasto caldo, farebbe un po’ di quel bene sacrificato alle troppe iniziative volte solo al profitto di pochi.

 

E’ appena il caso di notare che l’idea della operazione immobiliare sul parcheggio e le modalità di gestione e finanziamento sono state ideate dalla stessa società partecipata dalla Fondazione, la Sinloc spa,  proprio quella che aveva detto che erano praticamente risolti tutti i problemi di Sapro e che per l’aeroporto ci sarebbe stato un futuro radioso.

 

Restiamo speranzosi anche se le ultime notizie purtroppo ci dicono che la Fondazione non cambierà registro e continuerà ad operare nella continuità, ma di questo non potranno che rammaricarsi tutte quelle associazioni di volontariato che, per paura di perdere le briciole graziosamente elargite, hanno ritenuto di non alzare la propria voce per chiedere quel cambiamento che la società invoca in ogni ambito.

IL CANDIDATO 5 STELLE A SINDACO DI GALEATA È CONTRO HERA . DA QUANDO ?

 

 

Con molta sorpresa, lo ammettiamo, abbiamo letto di talune dichiarazioni programmatiche del candidato a Sindaco del movimento 5 stelle – grillino doc con tanto di certificato rilasciato dalla ditta Grillo & Casaleggio – a proposito di Hera e dei rifiuti.

 

Le ragioni del nostro sconcerto derivano dal fatto che il signor Mattia Foschi, evidentemente convertitosi sulla via di Galeata, per anni è stato il più fedele, leale e deciso sostenitore della azione politica dell’allora assessore provinciale Riguzzi, quello dell’inceneritore e del piano provinciale dei rifiuti, cacciato dai Verdi per incompatibilità politica.

 

Il signor Foschi, prima di abbracciare le tesi “rifiuti zero” , “chiudiamo tutti gli inceneritori” e così via, si batteva con durissimi interventi, mail e documenti contro i Verdi, che quelle cose sostenevano da sempre , in difesa dell’amico assessore e dei risultati della sua azione amministrativa e cioè dell’inceneritore e del suo piano dei rifiuti.

 

“Gli inceneritori sono il male minore” recitava uno dei tanti documenti sottoscritti dal candidato pentastellato insieme ad altri suoi amici, tutti poi confluiti negli ecodem del PD,  in cui si precisava : “laddove siano inseriti in un piano ben definito… “ facendo esplicito riferimento al Piano pro Hera varato dalla accoppiata Bulbi – Riguzzi.

 

Ci fa piacere questa inversione ad U in un percorso politico – personale inizialmente così segnato da opinioni così distanti da quelle attualmente professate e siamo rammaricati dal fatto che questi convincimenti siano giunti così tardi : se li avesse maturati prima probabilmente avrebbe potuto usare la sua influenza per cercare di impedire che il suo amico assessore adottasse provvedimenti così favorevoli ad Hera.

 

A SANTA SOFIA LE SEGHE LA FANNO DA PADRONE

alberi santa sofia 300x206 A SANTA SOFIA LE SEGHE LA FANNO DA PADRONE

A nulla servono neppure le leggi dello Stato per fare cambiare mentalità agli amministratori locali :

secondo loro gli alberi sporcano le strade,  richiedono manutenzione, costituiscono un pericolo e via dicendo e quindi appena possono mettono mano alle seghe e ne fanno strage.

E dire che il 14 gennaio di quest’anno è stata varata una legge , la n.10 /2013 , “ Noeme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” che qualcosa dovrebbe insegnare.

Ma è noto che in Romagna è stata allevata una progenie di amministratori che al solo sentire la parola ”albero” oppure  “ natura” oppure “verde” ci vede rosso e ne fa di tutti i colori per tagliare  alla radice tutto ciò che può abbellire i nostri viali e far respirare meglio i nostri polmoni.

L’incapacità di vedere oltre il proprio naso di questi amministratori non viene neppure soccorsa dagli esempi del passato  : in epoca fascista, come è ben documentato anche nellaa mostra sul 900 al San Domenico, chi progettava strade le abbelliva con file di alberi  che facevano parte integrante del progetto urbanistico, definendo l’aspetto degli insediamenti.

Che dire , meglio gli amministratori fascisti dei democratici di oggi ? osserviamo solo che i primi gli alberi li piantavano mentre i secondi li segano senza pietà

Spesso gli amministratori per giustificare i tagli hanno affermato che gli alberi che sono costretti a tagliare sono malati  : abbiamo sempre constatare che le malattie che colpivano quegli alberi segati erano tanto grandi quanto lo era l’intelligenza di chi metteva mano alle seghe.

Ecco gli alberi su ui si sono abbattute le seghe ;

 

Erano oltre 40 piante di Cupressus arizonica – Fam. Cupressaceae – Cipresso dell’Arizona (pianta sempreverde di forma conica con ramificazioni dense e fogliame leggero, glauco argentato. Ha corteccia liscia di colore porpora. Le foglie, piccole, ottuse, strettamente addossate, sono di colore grigio-azzurro. Le infiorescenze maschili, di colore giallo pallido, riunite in gruppi all’estremità dei rami, si formano da agosto in poi. I frutti (galbuli) a maturazione sono di colore porpora-marrone del diametro di 2-3 cm. )

Avevano impiegato diversi decenni a svilupparsi in dimensioni importanti che davano una bella ombreggiatura al viale che da Santa Sofia sale verso il passo della Calla .

Con una scelta discutibile il Comune le ha eliminate. Tutte. In pochi giorni.

Continua imperterrita l’attività della motosega senza risparmiare nè le piante sane (quelle t Santa Sofia erano sanissime) nè quelle che non rappresentano alcun pericolo per la viabilità e le persone.

Si impone un dibattito approfondito e serio, che su basi scientifiche detti linee di gestione della vegetazione urbana ed extraurbana. Non è più utile la sterile denuncia dei ripetuti interventi di taglio indiscriminato, si deve ragionare su possibili interventi di ristrutturazione e recupero delle alberature stradali, in che modi, in che tempi con quali essenze si possa intervenire a migliorare l’aspetto dei nostri centri abitati ma pensiamo che qualcosa si debba fare di meglio.

 

Nei giorni scorsi si è sollevato il problema del diserbo chimico dei fossi stradali questi interventi sugli alberi sono declinati nella stessa logica:

la vegetazione è da gestire, la soluzione è ELIMINARLA.

È la filosofia delle rotonde con il prato in erba sintetica, le aiuole con cemento colorato in verde

È accettabile?

Noi pensiamo di no.

 

Verdi Forlì e Cesena

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