Incontro pubblico a Cesena – Per una PartecipAzione Vera

25 maggio 2004 di admin Lascia un commento »

Mer. 26 maggio – ore 21 – Vicolo della Stazione 52, spazio politico culturale polivalente a Cesena

Incontro pubblico – Per una PartecipAzione Vera

Elettori il 12 e 13 giugno, cittadini 365 giorni l’anno
Essere cittadini non è solamente andare a votare ogni 5 anni

Alberto Tarozzi – Rete dei Nuovi Municipi
Leonardo Cuni – candidato indipendente al Consiglio Comunale di Cesena per i Verdi
Davide Fabbri – Candidato Sindaco a Cesena per i Verdi – tel. 333.1296915 – 0547.600294

Per una PartecipAzione vera – Percorsi per una Democrazia partecipativa
di Leonardo Cuni e Davide Fabbri

clicca su “continua” per leggere l’articolo completo.
Partecipare alla vita della propria città  (del proprio territorio) è un dovere/diritto di ogni persona che vive questa città /territorio.

Il partecipare, lessere cioè parte di qualcosa più grande di sé, non può limitarsi ad andare a votare una volta ogni tanto. Si rischia di cadere nella trappola della democrazia di delega. Sarebbe come dire: Io ti ho votato, ora i miei diritti ed i miei doveri sono tuoi. Amministrali al meglio a mio vantaggio. Io ho altro da fare.

La democrazia la vita comune è altro: ne siamo convinti!

Proprio per questo le proposte dei Verdi in tema di democrazia partecipativa vanno in due direzioni. La prima è verso lapparato amministrativo ed è la richiesta di mettere tutti i cittadini, tramite strumenti semplici, nella possibilità  di essere partecipi alle decisioni che riguardano la nostra comunità  comunale.

La seconda è, invece, verso i cittadini ed è volta a superare unidea che noi cittadini culliamo nelle nostre menti e nei nostri cuori. Superare lidea che gli affari dellamministrazione non ci riguardino, poichè non siamo professionisti della politica e che, comunque, non saremmo capaci di gestirli.

Vorremmo dunque cercare di rimuovere alcuni dei tanti ostacoli che si pongono fra le persone ed il loro diritto/dovere/desiderio di partecipare. Cercare di rimuovere alcuni degli ostacoli burocratici amministrativi ed alcuni degli ostacoli che noi stessi cittadini ci creiamo.

I Verdi pertanto propongono la creazione di un semplice programma di educazione amministrativa che incominci dalla conoscenza della gestione del denaro pubblico.

I bilanci comunali sono pubblici ma sono scritti in un linguaggio da tecnici, in una lingua che noi non parliamo.

Vogliamo tradurre questi bilanci in una lingua che tutti parlano, raccontarli a più persone possibile, scriverli sui giornali, appiccicarli ai muri, discuterli in incontri pubblici, così da rispondere a domande quali: quanto costa asfaltare una strada? e curare i giardini pubblici? quanto guadagna un dipendente comunale? e un assessore?

Vogliamo che questo rendere pubblico il bilancio pubblico di un ente pubblico diventi anche un momento di educazione al linguaggio ed alle dinamiche dellamministrazione.

Vogliamo che le persone che vivono la città /territorio esercitino un controllo, vigilando su Consigli comunali, Commissioni consiliari, delibere ed ordini del giorno, pronte ad alzare la mano e la voce per dire: Qui cè qualcosa che non va!

Sappiamo che quello che abbiamo scritto è solo una parte dei diritti/doveri che la nostra Costituzione sancì quasi sessantanni fa. Lo sappiamo ma ci sembra importante ricordarlo, anche perché non tutto quello che si scrive su carta è poi presente nelle realtà  amministrative e nei cuori e nei comportamenti di ognuno di noi.

I Verdi propongono, inoltre, un primo esperimento di Piano Regolatore Partecipato.

La creazione cioè di uno schema/proposta della sistemazione urbanistica di alcune aree della città /territorio. Creazione preparata, attraverso brevi e semplici incontri pubblici e gruppi di lavoro, da quelle persone che la città /territorio la vivono. Vogliamo che questo esperimento sia una delle occasioni per incominciare a demolire le ingiustificate idee che ci siamo costruiti e che portiamo incrostate nella mente, secondo cui la gestione della città /territorio è cosa che non ci riguarda.

Noi diciamo allora: occupiamoci di ciò che non ci riguarda!

Non andiamo oltre nelle proposte, poiché sappiamo che la partecipazione nasce dal basso e che la strada che va percorsa per raggiungerla (ma forse la partecipazione è proprio questa stessa strada) non può essere preparata dallalto, ma va aperta camminandola.

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