L’inceneritore di Forlì non l’ha voluto Berlusconi

1 agosto 2005 di admin Lascia un commento »

Nel disincanto del dopo elezioni, ad un anno da un’assillante campagna elettorale, tutta incentrata sui guasti prodotti dal governo berlusconiano, ecco evidenziarsi agli occhi dei cittadini, in tutta la sua gravità , la responsabilità  di scelte locali che nulla hanno da invidiare agli orientamenti economicistici e pregiudizievoli per il bene comune del tanto deprecato governo centrale.

Ora sappiamo con certezza ad esempio che l’iniziativa di far costruire un inceneritore a Forlì non è imputabile a Berlusconi, ma frutto di improvvide politiche tutte nostrane. Ed è oltremodo sconfortante, mentre la classe dirigente al governo del paese sta compiendo la sua parabola discendente, non certo per merito dell’opposizione delle forze di sinistra, anch’esse decadenti ed inconcludenti, constatare che nel nostro territorio si scontano gli esiti di scelte amministrative fondate sul primato del mercato e dell’economia sopra ogni altro valore.
E’ sotto gli occhi di tutti in questi ultimi anni l’emergere di una classe politica rampante che, seppelliti definitivamente gli ideali dei padri fondatori e dimentica delle finalità  di protezione sociale del proprio mandato, con molta disinvoltura è riuscita a subordinare il diritto collettivo ad una qualità  di vita migliore, agli interessi privatistici di una holding, quotata in borsa, a cui è stata affidata la gestione di servizi essenziali, il cui buon funzionamento è determinante per la nostra salute e benessere.

Non sussiste più alcun dubbio in proposito, dal momento che sono proprio i rappresentanti delle forze politiche cosiddette più avanzate a sostenere la necessità  di un inceneritore a Forlì: tolti Rifondazione e Comunisti Italiani, che in un sussulto di dignità  si sono schierati con i Verdi per chiedere la revisione del Piano Rifiuti, ne sono infatti convinti fautori la Margherita, capitanata dal Presidente della Provincia Massimo Bulbi, il quale per la sua assoluta indifferenza verso le problematiche sociali ed ambientali ha già  fatto rimpiangere alle persone dotate di senso civico il predecessore Gallina (il che è tutto dire) ed i DS. Sì, proprio gli assertori del “futuro in buone mani”, che smesse le rassicurazioni pre-elettorali, mostrano una tale caparbia ed ottusa determinazione nel sostenere scelte discutibili, da far perdere la trebisonda anche all’assessore all’ambiente dei Verdi.

Non è tutto perduto: il partito degli ambientalisti ha trovato unitarietà  e forza nei suoi massimi organi, impegnati a ricondurre le scelte amministrative nel giusto alveo degli impegni politici che stanno alla base del patto con i cittadini, garantendo così, come è sempre stato, tutto l’appoggio alle battaglie civili per una vita migliore.. La lotta contro la costruzione degli inceneritori ne rappresenta uno degli impegni prioritari, da quando questo nuovo attentato alla qualità  dell’aria ha cominciato ad incombere, nei nostri cieli, per motivi, guarda caso, di interesse economico. Nel nostro paese, a differenza di altre realtà  europee, dove incenerire ha un costo, tale operazione è infatti redditizia, a seguito della imperfetta normativa sulle energie rinnovabili ed il pasticciaccio dei certificati verdi. Di qui l’interesse, tutto italiano, a realizzare bruciatori di rifiuti, eufemisticamente ribattezzati termoconvettori.

Purtroppo, nonostante le più raffinate tecnologie, tali impianti emettono comunque in atmosfera sostanze inquinanti.

La qualità  dell’aria di Forlì (ma quella di Cesena non è da meno), tale da aver fatto inorridire perfino il ministro all’ambiente Matteoli (di destra), tanto da indurlo a bloccare le procedure per la costruzione della centrale elettrica di Durazzanino, non può sopportare un ulteriore peggioramento.

Paradossalmente i nostri amministratori locali di centrosinistra, al governo del territorio da oltre 30 anni e pertanto responsabili del degrado dei beni comuni più importanti (l’aria, l’acqua e il suolo), come risultanza di un modello di sviluppo economico privo di regole, centrato sulla produttività  e sul consumismo, invece di tentare di arginare tali fenomeni con scelte coraggiose, continuano ad imbottirci la testa con slogans sull’elevata qualità  della nostra vita, coadiuvati dai loro efficientissimi e superpagati (dai contribuenti) “Uffici per l’informazione ai cittadini”, capaci di farci assimilare valutazioni di dubbia validità  scientifica, attestanti la collocazione di Forlì-Cesena ai primi posti nelle classifiche delle città  in cui si vive meglio.

Come mai gli stessi uffici, nonostante la loro propensione per le statistiche, non abbiano provveduto a diffondere le informazioni pubblicate dalla Direzione Generale Per L’Ambiente della Commissione Europea, quali quelle dell’Institute for Applied System Analysis (Austria) che ci riguardano da vicino, è evidente. Si tratta di studi recenti che individuano nella nostra regione ed in tutta la pianura Padana, nel Benelux ed in poche altre ristrettissime zone dell’Ungheria e della Polonia i territori i cui abitanti risentono maggiormente di danni alla salute legati all’inquinamento dell’aria. Gli stessi studi mettono in evidenza la stima della riduzione delle aspettative di vita nei prossimi anni, nelle realtà  più contaminate, attribuendone, per quanto concerne l’Italia, il triste primato ovviamente alle regioni della pianura Padana.

Eppure, anche se tali notizie non vengono certo propagandate, noi semplici cittadini un’idea ce la siamo fatta in base alla nostra esperienza diretta, maturando l’amara consapevolezza che qui da noi ci si ammala (molto) e si muore per cause che hanno a che vedere con l’alterato rapporto con l’ambiente.

Ma non dobbiamo disperare!

Gli organi di stampa ci hanno riferito a più riprese che la soluzione verrà  da alcune iniziative a carattere imprenditoriale verso le quali i nostri amministratori hanno già  mostrato un certo interesse, e che, cavalcando miti salutistici promettono di realizzare nel territorio di Forlì Cesena una vera e propria “Valle del Benessere”, senza alcun aggravio di costi per le esauste casse degli Enti Pubblici, e soprattutto senza spese per gli utenti..o sbaglio ?

Tiziana Lugaresi, Verdi Cesena
e-mail: tlugaresi@virgilio.it
tel 333.1400844

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