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	<title>Commenti a: Incontro sul porta a porta a Cesena</title>
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	<description>Il sito della Federazione dei Verdi della Provincia di Forlì - Cesena</description>
	<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 23:12:36 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Alessandro Ronchi</title>
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		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 21:38:36 +0000</pubDate>
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		<description>Questo il comunicato stampa di Tiziana Lugaresi:

IL PORTA A PORTA SBARCA A CESENA


E’ quanto di meglio ci si possa augurare per il futuro  delle nostre comunità. Lo scenario che si prospetta, nel campo della gestione dei rifiuti, se non ci saranno significative inversioni di tendenza, è infatti fortemente allarmante. Le scelte adottate in passato e, purtroppo, anche in tempi  recenti  nella nostra provincia, segnalano la volontà di indirizzare la maggior parte delle risorse e tecnologie verso la parte impiantistica (discariche ed inceneritori), senza affrontare l’aspetto risolutivo del problema, cioè la necessità  di ridurre la produzione dei rifiuti  e di gestire nel modo più adeguato l’intera filiera a monte dell’attività di smaltimento e trattamento, finalizzandola al recupero e riuso dei materiali. In realtà già da tempo le conoscenze tecniche e soprattutto le esperienze pratiche delle realtà più avanzate del nord Europa, ma anche del nord d’ Italia, hanno  introdotto nuovi modelli di gestione in materia di rifiuti.  Prima fra tutti la raccolta differenziata cosiddetta del Porta a Porta, che si è  rivelata la strategia vincente per ridurre enormemente il ricorso all’aberrante pratica dell’incenerimento. L’esperienza definita pilota del Comune di Forlimpopoli, presa ad esempio anche dal Comune di Forlì, che ha recentemente approvato l’adozione di questo metodo di raccolta differenziata, estendendolo anche alle aree più densamente urbanizzate, sta dando una svolta all’intero sistema di gestione dei rifiuti.  E a Cesena cosa succede?
A Cesena non succede nulla. Come è ormai noto, nel campo della tutela ambientale, il nostro Comune, anche in questo caso, mantiene quasi incontrastato la posizione  del fanalino di coda. Infatti, nonostante il pesante ritardo maturato, gli interventi in questo settore si riducono alle circonvoluzioni dialettiche del sindaco, alle generiche rassicurazioni  su base pseudoscientifica delle istituzioni preposte, alle scialbe (e disertate) iniziative di sensibilizzazione pubblica,  corredate per di più (ci vuole un bel coraggio!) dal tentativo dei referenti politici  di autocelebrarsi, riportando  dati che, letti invece correttamente,  dimostrano tutt’altro e cioè  l’assoluta inosservanza delle norme che fissano gli obiettivi minimi di raccolta differenziata. 
A fronte delle  evanescenti posizioni delle nostre   figure istituzionali, sullo sfondo delle politiche gestionali di Hera, legate alla logica del cassonetto inteso come baluardo imprescindibile dell’attività di gestione dei rifiuti, vista unicamente sotto il profilo imprenditoriale,  qualcosa si può fare.
La sollecitazione al cambiamento di prospettiva  non può che venire dai quartieri, ora che iniziano a  riappropriarsi di un  ruolo attivo  nella conoscenza   dei problemi  della collettività e nella individuazione delle soluzioni atte a dar risposte ai bisogni dei cittadini, soprattutto  quelli prioritari  della salute  e della qualità della vita.
Cesuola, Fiorenzuola e Centro Urbano (ma già altri quartieri stanno dimostrando la stessa sensibilità) hanno unito le loro forze per organizzare sul tema un pubblico dibattito con  esperti che tutto rispetto: il dott. Natale Belosi, consulente tecnico dell’esperienza di Forlimpololi, la dott.ssa P.Gentilini emato-oncologa, responsabile dell’Associazione Medici per l’Ambiente  di Forlì. Il dott. P.Marongiu  presidente dell’Associazione Ricerca Tumori ed gli amici del MIZ, attivissimo movimento cittadino che ha fatto della realizzazione della raccolta differenziata  Porta aPorta,  il proprio impegno prioritario.
Tali autorevoli apporti di carattere scientifico non potranno che stimolare un costruttivo dibattito utile ad una riflessione comune sulla necessità di adottare comportamenti individuali più consapevoli, ma anche sull’urgenza di richiamare gli amministratori locali all’attuazione di scelte  finalmente al servizio del cittadino. 
								Tiziana Lugaresi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo il comunicato stampa di Tiziana Lugaresi:</p>
<p>IL PORTA A PORTA SBARCA A CESENA</p>
<p>E’ quanto di meglio ci si possa augurare per il futuro  delle nostre comunità. Lo scenario che si prospetta, nel campo della gestione dei rifiuti, se non ci saranno significative inversioni di tendenza, è infatti fortemente allarmante. Le scelte adottate in passato e, purtroppo, anche in tempi  recenti  nella nostra provincia, segnalano la volontà di indirizzare la maggior parte delle risorse e tecnologie verso la parte impiantistica (discariche ed inceneritori), senza affrontare l’aspetto risolutivo del problema, cioè la necessità  di ridurre la produzione dei rifiuti  e di gestire nel modo più adeguato l’intera filiera a monte dell’attività di smaltimento e trattamento, finalizzandola al recupero e riuso dei materiali. In realtà già da tempo le conoscenze tecniche e soprattutto le esperienze pratiche delle realtà più avanzate del nord Europa, ma anche del nord d’ Italia, hanno  introdotto nuovi modelli di gestione in materia di rifiuti.  Prima fra tutti la raccolta differenziata cosiddetta del Porta a Porta, che si è  rivelata la strategia vincente per ridurre enormemente il ricorso all’aberrante pratica dell’incenerimento. L’esperienza definita pilota del Comune di Forlimpopoli, presa ad esempio anche dal Comune di Forlì, che ha recentemente approvato l’adozione di questo metodo di raccolta differenziata, estendendolo anche alle aree più densamente urbanizzate, sta dando una svolta all’intero sistema di gestione dei rifiuti.  E a Cesena cosa succede?<br />
A Cesena non succede nulla. Come è ormai noto, nel campo della tutela ambientale, il nostro Comune, anche in questo caso, mantiene quasi incontrastato la posizione  del fanalino di coda. Infatti, nonostante il pesante ritardo maturato, gli interventi in questo settore si riducono alle circonvoluzioni dialettiche del sindaco, alle generiche rassicurazioni  su base pseudoscientifica delle istituzioni preposte, alle scialbe (e disertate) iniziative di sensibilizzazione pubblica,  corredate per di più (ci vuole un bel coraggio!) dal tentativo dei referenti politici  di autocelebrarsi, riportando  dati che, letti invece correttamente,  dimostrano tutt’altro e cioè  l’assoluta inosservanza delle norme che fissano gli obiettivi minimi di raccolta differenziata.<br />
A fronte delle  evanescenti posizioni delle nostre   figure istituzionali, sullo sfondo delle politiche gestionali di Hera, legate alla logica del cassonetto inteso come baluardo imprescindibile dell’attività di gestione dei rifiuti, vista unicamente sotto il profilo imprenditoriale,  qualcosa si può fare.<br />
La sollecitazione al cambiamento di prospettiva  non può che venire dai quartieri, ora che iniziano a  riappropriarsi di un  ruolo attivo  nella conoscenza   dei problemi  della collettività e nella individuazione delle soluzioni atte a dar risposte ai bisogni dei cittadini, soprattutto  quelli prioritari  della salute  e della qualità della vita.<br />
Cesuola, Fiorenzuola e Centro Urbano (ma già altri quartieri stanno dimostrando la stessa sensibilità) hanno unito le loro forze per organizzare sul tema un pubblico dibattito con  esperti che tutto rispetto: il dott. Natale Belosi, consulente tecnico dell’esperienza di Forlimpololi, la dott.ssa P.Gentilini emato-oncologa, responsabile dell’Associazione Medici per l’Ambiente  di Forlì. Il dott. P.Marongiu  presidente dell’Associazione Ricerca Tumori ed gli amici del MIZ, attivissimo movimento cittadino che ha fatto della realizzazione della raccolta differenziata  Porta aPorta,  il proprio impegno prioritario.<br />
Tali autorevoli apporti di carattere scientifico non potranno che stimolare un costruttivo dibattito utile ad una riflessione comune sulla necessità di adottare comportamenti individuali più consapevoli, ma anche sull’urgenza di richiamare gli amministratori locali all’attuazione di scelte  finalmente al servizio del cittadino.<br />
								Tiziana Lugaresi</p>
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