Perché L’inceneritore di Mengozzi continua a bruciare?

2 ottobre 2007 di admin Lascia un commento »

La situazione è davvero sorprendente : il Tar ha accolto il ricorso del Comune di Forlì e del WWF e ha annullato le autorizzazioni, tutte, al raddoppio dell’inceneritore dei rifiuti ospedalieri del sig. Mengozzi ma dal camino dell’impianto continuano uscire fumi, come prima.

La Provincia ha preso tempo, molto per la verità, per “interpretare” l’ordinanza del Tar che a noi risulta ben chiara.

Riteniamo ormai che il lasso di tempo trascorso (oltre il ragionevole) abbia messo tutti nella condizione di capire la portata della sentenza del TAR sul potenziamento della capacità di bruciare dell’inceneritore di Forlì per rifiuti ospedalieri della ditta Mengozzi.

La sentenza annulla l’autorizzazione al raddoppio della capacità di incenerimento annuo che secondo quanto richiesto dalla ditta Mengozzi sarebbe stata portata da 16.000 tonnellate all’anno a 32.000 tonnellate all’anno.

Tale raddoppio non prevedeva opere sostanziali ma, guarda caso, il concreto riconoscimento della possibilità di sovradimensionare l’impianto originario.

Pare pertanto evidente che la ditta dovrà fermare la sua attività a 16.000 tonnellate all’anno.

Siamo ai primi di ottobre e ormai sono trascorsi i ¾ dell’anno e con ogni probabilità la ditta ha bruciato, visto che l’attività è stata costante così come sono stati visibilmente costanti i fumi che
fuoriescono dal caminone, almeno i ¾ del suo potenziale e quindi approssimativamente circa 24.000 tonnellate di rifiuti.

I Verdi a questo punto ritengono loro diritto-dovere porre alcune domande a chi ha la competenza in materia:
– sono terminati gli approfondimenti per capire la chiarissima ordinanza del Tar?
– Ritengono le autorità competenti di applicare le disposizione del TAR e quindi sospendere l’attività dell’inceneritore fino a fine anno o si ritiene che l’impianto possa bruciare 28.000 tonnellate anzichè 16.000?
– In tale ipotesi su quali basi giuridiche si fonderebbe tale decisione?
– gli organi competenti hanno verificato i registri dell’azienda per capire le quantità di rifiuti che sono state bruciate finora?
– Se, come si ha ragione di ritenere, è stata superata la soglia delle 16.000 tonnellate che cosa intende fare la competente amministrazione provinciale?
– Chi deve fare i controlli e conseguentemente chi deve fare rispettare le regole?
– Sono ancora attuali le dichiarazioni effettuate in pubbliche assemblee dei massimi livelli della Provincia secondo le quali ogni elemento giuridico o amministrativo sarebbe stato utilizzato per contrastare una attività inquinante di cui il nostro territorio non ha certamente bisogno?

Forlì, 2 ottobre ’07

ALLEGATO

STRALCIO DELLA ORDINANZA DEL TAR

“….se era il potenziamento strutturale dell’impianto a richiedere la valutazione di impatto ambientale, questa non poteva essere motivata proprio in ragione di tali future opere, escluse dalla maggioranza in Conferenza dei servizi e comunque ancora da approvare: ne deriva che
non è coperta da alcuna motivazione adeguata la VIA per la parte che eccede le 28.000 t/a, e che è conseguentemente fondato il quinto motivo di ricorso (illegittimità per eccesso di potere per illogicità manifesta, contraddittorietà e difetto assoluto di motivazione).

Tale vizio di origine si ripercuote, in via di illegittimità derivata, sugli atti successivi con i quali, sulla base dell’accertata compatibilita del potenziamento, sono state approvate le opere strumentali al potenziamento stesso: ciò vale sia per l’autorizzazione ,ex art. 27 d. lgs. 22/1997, sia per la successiva AIA (che si fonda anch’essa, come risulta dall’allegato alla delibera – A6 Procedura di impatto ambientale ai sensi delle l. reg. 9/99 e 35/00 – sulla valutazione di cui alla delibera di Giunta provinciale n. 30 /2004).

Il ricorso va conseguentemente accolto nei limiti di cui al punto che precede, e cioè per la parte dell’autorizzato potenziamento che eccede le 28.000 t/a. In questo senso vanno annullati i provvedimenti impugnati con il ricorso originario e con i motivi aggiunti.”

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