Rifiuti bis: ci manca solo che facciano bene alla salute

7 settembre 2007 di admin Lascia un commento »

Come nella occasione del precedente scandalo rifiuti i Verdi intendono mantenere un atteggiamento sobrio, ma fermo, non intendendo confondersi né con chi ha fatto per anni una politica ambientale devastante a livello nazionale, cancellando o peggiorando tutta la normativa volta a tutelare l’ambiente, favorendo così gli inquinatori di ogni risma, né con chi ha assunto i comportamenti delle tre scimmiotte che non vedono, non sentono, non parlano.

Siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo, sia perché l’esistenza di attività criminali così profondamente radicate nel nostro territorio, che lucrano sulla sua manomissione ed avvelenamento, sta a dimostrare che è venuto meno quel senso civico, quella concezione dei beni comuni che sono il collante di una comunità e ne costituiscono gli elementi fondamentali per la sua coesione e crescita sociale ed economica, sia per la quantità di imprese coinvolte.

Quello che era successo nel 2004 non era un campanello di allarme, quanto era emerso sembrava piuttosto il suono delle campane del Duomo sciolte a Pasqua con la differenza che il suono non era affatto festoso.

Con eccessiva solerzia in quella circostanza si cercò di dimostrare che in fondo non era accaduto granchè, che si trattava di marachelle, che era si corso un po’ di denaro fra qualche funzionario e qualche impresa un po’ troppo disinvolta ma che non c’era nulla da temere, che le analisi dimostravano che i terreni non erano contaminati e che non c’erano rischi per la salute

Altro non risulta.

Se non ci fosse stata la costanza e la determinazione dei Carabinieri del NOE, che intendiamo ringraziare per l’esemplare azione investigativa, passata la buriana, tutto sarebbe non solo ricominciato ma con intensità maggiore sarebbe proseguito chissà fino a quando.

E saremmo tutti consolati dalle giulive parole di un qualche assessore secondo cui gli spandimenti illegali non avevano provocato nulla di allarmante.

Invece ben 500 mila tonnellate di schifezze, stando ai risultati delle indagini, sono stati nuovamente sversati in fiumi, fossi, depuratori, terreni ecc.

Con identico leggiadro atteggiamento i cittadini romagnoli ( così ampia sembra essere l’area degli smaltimenti illegali) sono stati informati che anche in questo caso non risulta nessun problema per i suoli o per i corpi idrici e che caso mai le sostanze pericolose sono andate a finire in mare e li si sono ….diluite.

Riteniamo questi comportamenti irresponsabili e inaccettabili.

Esistono precisi doveri, derivanti dalle leggi dello Stato, dalle convenzioni internazionali, dalle direttive comunitarie che impongono la tutela dei suoli, dei corpi idrici e delle acque marine, che prevedono precisi controlli per le attività di smaltimento di rifiuti, per il loro trasporto e stoccaggio, che stabiliscono sanzioni penali e amministrative commisurate alla natura dei rifiuti smaltiti, alla correttezza e completezza dei loro documenti di accompagno, alla natura dell’inquinamento provocato, alla tipologia di inquinanti sversati ecc.

Le sanzioni penali ed amministrative, naturalmente, sono stabilite in ragione della gravità delle azioni illegali compiute e dalla natura e qualità degli inquinanti. Alcune di queste sanzioni, comprese le connesse attività di vigilanza, sono proprie della Provincia.

Ciò detto riteniamo che alcune domande debbano essere formulate :

Dopo i fatti del 2004 sono state impartite alla polizia provinciale antinquinamento delle direttive volte a prevenire il ripetersi di fatti analoghi a quelli già accertati? E’ stata riservata qualche forma di attenzione nei confronti di aziende coinvolte nel primo scandalo? E’ stato richiesto il controllo dei mezzi che trasportano rifiuti e dei documenti di accompagno? E’ stato richiesto il controllo dei registri di carico e scarico? Quanti sono i controlli effettuati? Quante le sanzioni comminate? Per quale tipo di infrazione? Si trattava solo di infrazioni di tipo amministrativo?

Le improvvide dichiarazioni di questi ultimi giorni più che a rassicurare i cittadini sembrano invece voler gettare qualche ciambella di salvataggio nel mare di liquami che ci circonda, minimizzando e dichiarando che il territorio e le acque non risulterebbero contaminate.

Questi compiti lasciamoli alla Magistratura ed ai periti che essa vorrà incaricare. Noi come sempre restiamo in vigile attesa, rispettosi del buon lavoro che gli inquirenti stanno facendo, supplendo l’inerzia di chi avrebbe il dovere di vigilare e prevenire e non sembra proprio averlo fatto.

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena

Forlì, 7 settembre 2007

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