Gruppo Amadori: basta con i ricatti e le minacce

9 novembre 2008 di omordenti Lascia un commento »

GRUPPO AMADORI: BASTA CON I RICATTI OCCUPAZIONALI.
BASTA CON LE MINACCE DI TRASFERIMENTO DELL’AZIENDA.
DIFENDIAMO LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI.

Il dossier riservato consegnato diversi mesi fa dal Gruppo Amadori ai membri della Giunta del Comune di Cesena, e reso pubblico domenica 2 novembre dal Corriere di Cesena, è  drammaticamente rappresentativo di un rapporto anomalo esistente nella nostra città fra i cosiddetti poteri forti (i poteri economici dell’impresa) e la politica di governo della città.

Analizziamo alcuni punti del dossier pubblicato dal Corriere di Cesena.

Il primo punto è quello che lo stesso quotidiano definisce “l’avvertimento” di Amadori alla politica, ai sindacati, alle istituzioni,
sulle eventuali conseguenze che potrebbero esserci se non si accogliessero e se non si autorizzassero le istanze del Gruppo di San Vittore: un piano di sviluppo e di espansione dell’attività pari ad un investimento di 50 milioni di euro.

Il Gruppo Amadori è una realtà imprenditoriale che sta saldamente sul mercato con fatturati e utili miliardari.

Un gruppo imprenditoriale serio e responsabile non dovrebbe lanciare avvertimenti – ultimatum – ricatti di questo genere, soprattutto alla luce del fatto che l’ultimo PRG approvato nel 2003 consente al Gruppo Amadori di realizzare un consistente piano edificatorio di ampliamento ed espansione produttiva a San Vittore di Cesena.

Il secondo punto è l’irritazione manifestata dalla dirigenza di Amadori per le continue pubblicazioni di notizie riguardanti fatti incontestabili accaduti all’interno degli stabilimenti del Gruppo imprenditoriale.

Un imprenditore serio e responsabile dovrebbe confrontarsi pubblicamente con le istituzioni, con le forze politiche, con le organizzazioni dei lavoratori, con gli operatori dell’informazione; la strategia adottata da Amadori del sottrarsi al confronto istituzionale, la strategia del silenzio-stampa adottata dall’Azienda fa sospettare che non si voglia fare trasparenza su tutte le vicende, soprattutto per le questioni riguardanti la salute, la sicurezza, gli infortuni, le malattie professionali dei lavoratori Amadori.

L’opinione pubblica e la pubblica informazione devono fare la propria parte, evitando di censurare notizie scomode. Conoscere per deliberare: questo è il fondamento della democrazia, della partecipazione, della trasparenza.

Noi Verdi ringraziamo pertanto il “Corriere di Cesena” che, attraverso la pubblicazione di quel dossier, ha di fatto reso visibili gli omertosi e ricattatori retroscena a cui partecipa la politica locale.

Alla luce della pubblicazione del suddetto dossier, noi Verdi comprendiamo meglio le ragioni della Giunta del Comune di Cesena di tenere sempre e comunque un tono molto basso sulla vicenda dei malori dei lavoratori Amadori; la Commissione Consiliare secretata, voluta dall’attuale maggioranza di governo della città, in palese violazione della legalità, andava – guarda caso – nella stessa direzione voluta dall’imprenditore Amadori.

I Verdi chiedono con forza alla politica, attualmente inadeguata (soprattutto all’attuale Giunta composta da P.D. – R.C. – P.D.C.I., che ha ricevuto il dossier riservato di Amadori e lo ha tenuto nelle segrete stanze del  “Palazzo”), di non essere asservita alla volontà dell’imprenditore economico di turno, ma di essere la regista delle trasformazioni e dei cambiamenti della società, regista delle iniziative di interesse pubblico a favore della salute e della sicurezza dei lavoratori.

I Verdi da tempo propongono alla politica uno scatto di ruolo e di responsabilità: con coraggio e determinazione bisogna proporre all’ impresa economica Amadori chiari impegni sul fronte della sicurezza dei lavoratori e sulla riorganizzazione produttiva, al fine di promuovere un preciso impegno a favore della cultura della prevenzione e della sicurezza; per far ciò l’Azienda Amadori deve occuparsi in maniera sistematica di valutazione e gestione dei rischi nell’ambito dell’attività produttiva, al fine di ridurre i tanti infortuni sul lavoro, le tante malattie professionali, per tutelare in definitiva la salute e il benessere dei lavoratori.

Distinti saluti
Cesena, 4 novembre 2008

Esecutivo comunale dei Verdi di Cesena
Leonardo Cuni  – il presidente
I membri Davide Fabbri, Rita Faggi, Andrea Gazzoni, Mario Truglia

Pubblicità

Lascia un commento