One word, one dream, free Tibet.

7 settembre 2008 di admin Lascia un commento »

Le olimpiadi sono ormai passate e con loro si allontana dalle prime pagine il Tibet e la tragedia del suo popolo oppresso dall’occupazione operata dalla fine degli anni 50 dall’esercito cinese.

Quando alcune settimane addietro sono stato contattato dall’amico Sauro Turroni per collaborare al progetto Water For Children per fornire acqua potabile e realizzare fognature nel villaggio del nord dell’India che ospita alle falde del massiccio dell’Imalaia oltre duemila bambini profughi dal Tibet,
ho subito aderito perché penso, che aldilà delle polemiche su boicottaggi e privazione dei diritti civili, sia importante fare qualcosa di utile subito.

Il progetto promosso dall’Associazione italiana Italian Amala vede come partner la Facoltà di Ingegneria di Bologna, la società Drillmec SpA, la Regione Emilia Romagna, lo studio Farina di Rimini. Indispensabili per la redazione di un progetto esecutivo tenere conto di dislivelli e distanze le più precise possibile.

Così mi ritrovo a partire per questa sperduta regione dell’India, il Ladakh, la sua capitale Leh dove sorge il Tibetian Children Village di Choglamshar. Con il collega Gregori faremo una campagna di rilievi topografici dell’intero villaggio estesi alle fonti di approvvigionamento di acqua più vicine: un
pozzo, una piccola sorgente, il fiume Indo. Preleveremo campioni di acqua per analisi di qualità.

I problemi da superare sono la fragilità delle reti che con le gelate (- 35) ad oltre 3500 metri di quota fanno saltare gli impianti ad ogni inverno, l’incremento dei punti di prelievo dell’acqua ora pochissimi ed all’aperto da portare all’interno di ogni fabbricato, la realizzazione di un corretto trattamento dei reflui, sostituzione delle vecchie pompe a diesel con più economiche e sostenibili energie rinnovabili.
le problematiche indotte da questo stato di cose sui piccoli ospiti del villaggio sono dissenterie, gastriti, vermi intestinali infezioni vie urinarie.

Il progetto di massima si articola in tre fasi:
• realizzazione della captazione, accumulo, trattamento e distribuzione in ogni fabbricato di acqua;
• Realizzazione di servizi igienici, rete fognaria e impianto di fito depurazione con sub irrigazione del terreno dei reflui provenienti da ogni fabbricato del villaggio;
• Realizzazione di una centrale eolica per l’autosufficienza energetica per il sollevamento dell’acqua.

Ovviamente questo viaggio comporta il convincimento di fare qualcosa di utile che potrà essere tale solo se si troveranno i fondi per l’intera concretizzazione del progetto. Anche su questo versante ci si muove ma i costi sono consistenti.

Per parte sua la Regione Emilia Romagna ed in particolare il Servizio Tecnico Bacino Fiumi Romagnoli mettono a disposizione una parte del supporto tecnico, un piccolo ma significativo gesto.

Fausto Pardolesi, portavoce dei Verdi di Forlì

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