135 DEPUTATI DEL PARTITO DELLE LIBERTÀ PER UNA NUOVA LEGGE CONTRO I TUTTI CITTADINI FORLIVESI E LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

12 maggio 2009 di admin Lascia un commento »

Sono queste le libertà del principale partito che sostiene Rondoni!
L’hanno firmata tutti i deputati del PDL dell’Emilia – Romagna
Sia onesto e la smetta di parlare di ambiente

Libertà di inquinare, libertà di manomettere territorio, paesaggio e ambiente, libertà di mettere a rischio la salute dei cittadini anche se gli atti con cui sono assunte le decisioni e approvati i progetti sono illegittimi, è quanto hanno proposto i 135 deputati di AN e CdL , pochi giorni prima di riunirsi sotto il nuovo tetto del PdL. Ora il PdL va in commissione.

Centinaia e migliaia di cittadini forlivesi negli anni hanno usufruito della norma prevista dalla legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente, ( presidente del consiglio Craxi, ministro Alfredo Biondi poi Zanone ), ricorrendo al TAR, in collaborazione con le associazioni ambientaliste, contro opere che illegittimamente ledevano il loro diritto ad un ambiente sano, ad un territorio non compromesso da opere spesso devastanti.

Numerosi sono i casi che possiamo ricordare : i ricorsi contro gli inceneritori, contro la strada statele 67, contro la derivazione del Fiumicello, contro il teatro nel San Domenico, contro la centrale di Durazzanino, contro le piste da sci in Campigna, contro le deroghe sulla caccia, contro l’acquafan di Castrocaro ecc.

Nel prossimo futuro, se il progetto di legge dovesse passare, non sarà più possibile ricorrere contro le pale eoliche alla Acquacheta, anche se esse dovessero compromettere il paesaggio cantato da Dante .

Già 3 anni fa, con il decreto legislativo 152/06, il c.d. codice dell’Ambiente il ministro Matteoli aveva cancellato gran parte dell’art.18 della legge istitutiva del Minambientem lasciando solo il comma 5, quello che consente i ricorsi al TAR delle associazioni ambientali riconosciute e livello nazionale; già 3 mesi fa, tutto il centrodestra compatto , con l’art.20 del così detto “decreto anti crisi “ aveva fatto salve da qualsivogli, contestazione opere pubbliche dichiarate “ prioritarie per lo sviluppo economico del territorio “

Questa è la compagine che sostiene Rondoni che non si capisce più a che titolo parli di ambiente

Tutti quei cittadini che negli anni , insieme con le associazioni ambientaliste, hanno presentato ricorsi in sede amministrativa per contrastare opere sbagliate o nocive devono essere informati di cosa preparano gli esponenti del così detto partito delle libertà, che anche in questo caso si manifesta come partito delle libertà negate e che a Forlì si presenta nascosto dalla faccia mite e perbene di Rondoni.

Si tratta di un vero e proprio manifesto politico della intolleranza verso la funzione di controllo di legittimità che la legge istitutiva del ministero dell’ambiente assegna alle “individuate” “associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale”,riconoscendo ad esse la legittimazione a ricorrere davanti al giudice amministrativo per l’annullamento degli atti illegittimi lesivi dei valori ambientali.

Ma l’intolleranza innanzitutto verso le stesse garanzie di legalità previste dal sistema per tutti i comportamenti della pubblica amministrazione, che è stata manifestata dal “decreto anti-crisi” (convertito nella l. 28/01/ 09, n. 2), espressamente richiamato nella relazione, non solo abolendo la “facoltà sospensiva” del giudice amministrativo investito del ricorso, ma perfino sopprimendo la sua potestà di annullare l’illegittimo atto amministrativo, impugnato, che le approva.

“Lo snellimento delle procedure non permetterà più che sia il *TAR *a decidere se un’opera si debba fare o meno”, recita la relazione del pdl, che intende completare la manovra con una energica misura di intimidazione delle associazioni che si permettessero di invocare il rispetto della legalità nel governo dell’ambiente.

Le misure punitive previste per le associazioni dalla proposta di legge: :

– nel primo comma riprende un istituto processuale di carattere generale e quindi applicabile a tutte le parti che abbiano agito in giudizio in mala fede o colpa grave e sono perciò tenute al risarcimento dei dannicosì cagionati alla parte vittoriosa.

– nel il secondo comma che solo che varrebbe solo per le associazioni (quindi in palese contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza dell’art. 3) amplia la responsabilità processuale, a prescindere dalla colpa, prevedendo la condanna (anche d’ufficio del giudice, indipendentemente dalla domanda della parte pubblica) al risarcimento dei danni, quando il ricorso sia respinto perché manifestamente infondato. E’ chiaro insomma il proposito discriminatorio e dissuasivo, di condizionare cioè negativamente l’esercizio del diritto di agire in giudizio, che è garantito dall’art. 24 Costituzione.

Pregiudizi, insofferenza verso la legalità, idee di fondo basate sul disprezzo della costituzione che all’art. 9 tutela il paesaggio e i beni culturali anche nella loro accezione più ampia di ambiente, esplicita volontà di negare ogni diritto anche quello previsto dall’art.32 che assicura a tutti i cittadini il diritto fondamentale alla salute, ecco come si manifestano i sostenitori di Rondoni con progetti di legge presentati in parlamento.

Fra essi spiccano gli emiliano – romagnoli Raisi, Bartolini, Foti, Garagnani, Lunardi e una vecchia conoscenza più volte eletto con i voti dei romagnoli,Giorgio LaMalfa.

Quando verranno a far passerella a Forlì per sostenere la loro “ donna dello schermo” ?

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