Consegnate al Ministro Zaia le foto della strage di balene in Danimarca

21 maggio 2009 di admin Lascia un commento »

“Ministro Zaia, intervieni immediatamente per bloccare la strage dei cetacei alle isole Faroe – Danimarca “– ha chiesto il senatore Sauro Turroni, che da sempre si batte per la tutela delle balene in tutti i mari del mondo.

“Il 19 gennaio 2006 il Senato approvò una mozione da me presentata riguardante il divieto di caccia alle balene – ha dichiarato Sauro Turroni, candidato per i Verdi a presidente della provincia Forlì – Cesena – e con particolare sgomento ho preso visione della barbara strage di cetacei compiuta alle isole Faroe, un territorio che fa parte politicamente della Danimarca.”

“Il nostro paese, grazie ai Verdi, è sempre stato all’avanguardia a livello internazionale nella battaglia in corso all’interno della commissione baleniera (IWC) per la moratoria alla caccia a questi meravigliosi animali che continuano ad essere minacciati dalle flotte baleniere di due paesi, il Giappone e la Norvegia, a cui si è aggiunta recentemente l’Islanda”

La mozione, in particolare, impegnava il nostro governo ad ad intraprendere passi ufficiali in tutte le sedi internazionali opportune al fine di ottenere dal Giappone ( le cui baleniere stavano allora operando addirittura all’interno della zona naturale protetta del Trattato antartico) l’immediata cessazione di ogni attività.

Inoltre il governo veniva impegnato ad agire, in ogni sede internazionale, per evitare che la caccia alla balene effettuata con vari pretesti da Norvegia, Giappone e Islanda si traducasse, come già accaduto, anche in una parallela strage di pesce, danneggiando le normali attività di pesca e ad assumere l’iniziativa al fine di promuovere l’istituzione di una rete di aree marine protette con l’obiettivo di coprire una superficie pari ad almeno il quaranta per cento degli oceani;

E’ necessario attivarsi immediatamente perché il governo assuma ogni opportuna iniziativa per porre fine alla strage in atto in un paese europeo , strage barbara, crudele, immotivata.

Ho rivolto oggi stesso un appello il ministro Zaia, competente per materia, perché si attivi immediatamente.

Sono certo che non si sottrarrà alla richiesta che proviene anche da tutto il mondo ambientalista, ben conoscendo la storica e positiva posizione del suo ministero a questo proposito.

L’ho anche invitato a visitare il santuario dei cetacei del mar Ligure, istituito con una legge che porta la mia firma, perché possa comprendere meglio da vicino la bellezza di questi straordinari mammiferi marini e valutare la barbarie in atto.

SI ALLEGA COPIA DELLA MOZIONE APPROVATA DAL SENATO DELLA REPUBBLICA

Legislatura 14º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 941 del 19/01/2006

Turroni e altri

Il Senato,

considerato che:

la Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene, stipulata a Washington il 2 dicembre 1946, ha istituito la Commissione internazionale per la caccia alle balene (International Whaling Commission – IWC) la quale nel 1982 ha adottato una moratoria sulla caccia commerciale, prevedendone la definitiva, graduale cessazione a partire dal 1986;

alcuni paesi – in particolare Norvegia, Giappone e Islanda – mantengono tuttora una industria baleniera e, oltre ad adoperarsi in sede IWC per la revoca del citato divieto, continuano a cacciare i cetacei marini, nonostante il fatto che in soli cinquanta anni di caccia con metodi industriale la popolazione mondiale di questi mammiferi sia stata praticamente decimata;

mentre la Norvegia continua il programma di sfruttamento commerciale dei cetacei del Nord Atlantico, il Giappone sostiene dal 1987 di uccidere le balene nell’ambito di programmi di “ricerca scientifica” e sta in questi giorni operando le uccisioni nel Mare Antartico;

nonostante gli espliciti inviti rivolti dalla Commissione baleniera internazionale il Giappone ha aumentato il numero di balene cacciate, che hanno ormai raggiunto un numero superiore a quelle uccise negli oltre trenta anni precedenti la moratoria del 1986;

le navi della associazione ambientalista internazionale “Greenpeace”, “Esperanza” e “Arctic Sunrise” continuano in queste ore ad opporsi alle baleniere giapponesi nelle acque antartiche, dove la flotta baleniera giapponese ha avviato la caccia di quasi 950 balenottere minori;

negli ultimi giorni sono stati segnalati ripetuti episodi di speronamento da parte di navigli della flotta giapponese ai danni delle imbarcazioni di Greenpeace, a bordo delle quali si trovano anche cittadini italiani;

Argentina, Australia, Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna e Svezia, insieme al nostro paese, hanno chiesto al Giappone di fermare la caccia alle balene nel santuario dei cetacei nelle acque del Mare Antartico,

impegna il Governo:

ad intraprendere passi ufficiali in tutte le sedi internazionali opportune al fine di ottenere dal Giappone, le cui baleniere operano all’interno della zona naturale protetta del Trattato antartico, l’immediata cessazione di ogni attività in violazione del protocollo sulla protezione dell’ambiente antartico, di cui lo stesso Giappone è firmatario, in considerazione del fatto che tale attività di caccia alle balene non è stata previamente notificata al Segretariato del Trattato;

a ricorrere alle altre disposizioni del Trattato antartico e della Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio, che l’Italia ha firmato e ratificato, per garantire il ritorno alla legalità internazionale e fermare la caccia in corso, che ha fini puramente commerciali in quanto destinata al rifornimento del mercato interno giapponese;

ad intraprendere i passi necessari presso il Giappone al fine di assicurare l’incolumità dei cittadini italiani che, insieme agli altri attivisti provenienti da oltre settanta paesi (Giappone compreso), cercano di ostacolare con metodi non violenti la caccia in corso;

ad assumere l’iniziativa al fine di promuovere l’istituzione di una rete di aree marine protette con l’obiettivo di coprire una superficie pari ad almeno il quaranta per cento degli oceani;

ad adoperarsi attivamente in tutte le sedi internazionali, a cominciare dalla prossima riunione della IWC prevista a St.Kitts nel giugno 2006, affinché un maggior numero di paesi aderisca alla convenzione sulla protezione dei cetacei, promuovendo contemporaneamente la moratoria immediata di ogni tipo di caccia, compresa quella effettuata adducendo ufficialmente motivi “scientifici”;

ad agire, in ogni sede internazionale, per evitare che la caccia alla balene effettuata con vari pretesti da Norvegia, Giappone e Islanda si traduca, come già accaduto, anche in una parallela strage di pesce, danneggiando le normali attività di pesca;

ad attuare misure immediate per contrastare con maggior efficacia la pratica del cosiddetto by-catch, cioè la cattura accidentale di mammiferi marini nelle reti pelagiche usate nel Mediterraneo anche da pescatori italiani e francesi, nonostante il bando imposto dall’Unione europea;

ad attuare tutte le misure opportune per rendere effettiva la protezione dei cetacei nel santuario del Mediterraneo, promuovendo a tal fine anche l’istituzione di nuove aree di protezione, in considerazione del fatto che in questa area vivono circa diciotto specie di cetacei (in particolare la stenella e la balenottera comune) e che quelle maggiormente minacciate sono il delfino comune, il tursiope e il capodoglio.

Approvata all’unanimità

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