Ecco cosa nasconde il “guarda, guarda, c’è un asino che vola !” : le operazioni immobiliari legate alla c.d. privatizzazione dell’aeroporto

25 settembre 2009 di admin Lascia un commento »

Ci siamo sforzati a pensare per quale motivo l’intero centrodestra, guidato da un leghista di cui sono note le attività in campo immobiliare, si fosse mobilitato tutto per sostenere una proposta come quella di “volare” che , mai come in questo caso, si può dire non stia né in cielo né in terra.

Non vorremmo che il parco tematico forlivese avesse magari una motivazione nascosta, e che magari potesse servire ad attrarre l’attenzione su un problema che non esiste, su una proposta farlocca, per far passare sotto silenzio qualche cosa d’altro.

Un puerile giochetto che si fa coi bambini piccoli quando, per distogliere la loro attenzione, indicandogli il nulla gli si dice : “ guarda, guarda, un asino che vola !”.

Troppo facile pensare ad una sparata oppure ad una convinta riedizione di uno qualsiasi dei così detti parchi tematici che vengono riproposti in giro per l’Italia da una ventina d’anni a questa parte mentre quelli esistenti , vedi Disneyland, sono sull’orlo del fallimento.

Cominciammo proprio in Emilia Romagna con un megaparco tematico denominato “Millennium” progettato nientedimeno da Rambaldi, il creatore di ET, proprio di fronte alla basilica di Pomposa, naufragato nel ridicolo.

Adesso di queste proposte prive di senso se ne è perso il conto ; ne sono ideati 2 in Sicilia, uno a Ragalbuto di cui , prima di farlo è iniziato lo smantellamento, uno vicino a Catania, Sicililand, anchesso “più grande di Disneyland” come quello vicino, uno “tematico della romanità” nel Lazio, uno dell’energia in val d’Agri, Basilicata, uno dell’arcipelago e mediceo a Livorno, due in Campania, uno dei quali a Lauro, prendendo a pretesto le imprese di Umberto Nobile.

E potremmo continuare a lungo. Non manca neppure quello dell’aviazione, esistente, seppure in piccolo, vicino a Rimini.

Tutti più grandi di Disneyland, tutti di centinaia di ettari, tutti capaci di attrarre milioni di turisti, tutti autofinanziati, tutti con migliaia di nuovi posti di lavoro. In realtà tutti bufale e nient’altro!

Allora abbiamo iniziato a porci delle domande : dietro il fumo degli aerei di Volare per caso si nasconde la grossa operazione immobiliare vera, connessa al piano di rilancio e privatizzazione dell’aeroporto?

E’ solo una coincidenza il fatto che, guarda caso, ha lavorato e lavora alla privatizzazione dell’aeroporto un altro leghista, l’on Pini, che, come risulta da articoli di stampa propone cordate imprenditoriali?

E per caso è un’altra coincidenza il fatto che il progetto di privatizzazione è nato sotto la direzione di quell’ex sindaco di Forlì, suocero di una leghista, che ha retto l’amministrazione nel periodo in cui sono state realizzate le più importanti operazioni immobiliari nella città?

Non ci interessa più di tanto dare risposte immediate a questi quesiti , sappiamo solo che non spenderemo più una parola per commentare ulteriormente la furbesca proposta dei leghisti mentre concentreremo tutta l’attenzione al nuovo sacco al territorio e alle finanze forlivesi che si prospetta con la così detta privatizzazione dell’aeroporto.

Federazione Verdi Forlì-Cesena

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