LA RIDUZIONE DEGLI INCENTIVI ALLA PROGETTAZIONE È UN ERRORE E PRODURRÀ COSTI CRESCENTI

2 giugno 2009 di admin Lascia un commento »

LA RIDUZIONE DEGLI INCENTIVI ALLA PROGETTAZIONE È UN ERRORE E PRODURRÀ COSTI CRESCENTI, AUMENTERÀ IL CLIENTELISMO, FARÀ FUGGIRE I TECNICI MIGLIORI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Una dichiarazione dell’on. Sauro Turroni, (verdi) già presidente della commissione ambiente e lavori pubblici della Camera e candidato a Presidente della Provincia di Forlì – Cesena

Con il taglio degli incentivi per la progettazione Brunetta favorisce il ricorso alle consulenze, fa crescere la spesa pubblica e impoverisce la Pubblica amministrazione.

Saranno questi i risultati della manovra anticrisi, anticipata dalla legge 133/08 e credo che il professor Brunetta, ministro pro tempore, non si sia reso conto fino in fondo di quanto ha fatto.

Gli incentivi alla progettazione interna furono introdotti da un mio emendamento alla legge Merloni nel 1992, poi confermati in seguito nei diversi provvedimenti legislativi di modifica e traevano origine da tre considerazioni che mantengono interamente la loro validità : ridurre la spesa per progettazioni e consulenze, eliminare, in parte, la sacca di clientelismo insita negli affidamenti esterni dei progetti ai “soliti” amici, incentivare la permanenza all’interno della P.A. di tecnici professionalmente preparati e capaci, altrimenti indotti a lasciare il campo a causa dei bassi stipendi a fronte di alte responsabilità.

E’ necessaria alla pubblica amministrazione la presenza di tecnici capaci di progettare, dirigere i lavori, collaudare, agire nell’esclusivo interesse della amministrazione di appartenenza, affrontando alla pari i tecnici delle imprese molto spesso ben attrezzate per richiedere varianti, amenti dei costi, dichiarare imprevisti, eccetera.

Per chiudere il cerchio si passerà definitivamente ad affidare, attraverso appalti integrati, la progettazione e la realizzazione delle opere agli stessi soggetti, con , proporzionalmente, gli stessi “risparmi” verificatisi con le scelte, nefaste per le casse dello Stato, di dare a General Contractor la realizzazione dell’Alta Velocità, impoverendo definitivamente una struttura tecnica, Italferr, dotata di grande competenza e capacità progettuale.

Paradossalmente il ministro Brunetta riproduce quanto venne fatto con i contratti dell’inizio degli anni settanta dall’appiattimento egualaristico e sindacale dell’epoca che azzerò , come sta facendo lui adesso, gli incentivi di progettazione.

I migliori se ne andarono e non ci fu più, dentro alla pubblica amministrazione chi seppe o volle progettare opere come lo stadio di San Siro, mirabile progetto dell’ingegnere capo del Comune di Milano dell’epoca.

Sauro Turroni

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