AMPLIAMENTO DELL’INCENERITORE : 45 GIORNI DI ASSORDANTE SILENZIO DELLE AMMINISTRAZIONI

3 ottobre 2011 di admin Lascia un commento »

AMPLIAMENTO DELL’INCENERITORE : 45 GIORNI DI ASSORDANTE SILENZIO DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI E PROVINCIALE.

INTANTO I VERDI HANNO PRESENTATO LA LORO OSSERVAZIONE.

Uno strano e inusuale silenzio ha fatto seguito per settimane alle iniziali dichiarazioni dei Verdi che esprimevano la loro contrarietà al progetto di Hera di ampliare le quantità di rifiuti da bruciare nell’inceneritore.

Poche preoccupanti parole del presidente Bulbi, che dopo aver dichiarato che l’inceneritore brucerà solo 120 mila tonnellate massimo, ha avvalorato la tesi di Hera (strano ma vero) secondo la quale la sostituzione del metano con le biomasse avverrebbe “ per mantenere la migliore funzionalità “, dal momento che anche i bambini sanno che il potere calorico delle biomasse è inferiore a quello del metano.

Più articolate le dichiarazioni congiunte dell’assessore comunale e del sindaco, che pur esprimendo una contrarietà di fondo, comunque recepivano in un testo dall’apparenza assai “tecnico” la tesi secondo cui bruciare biomasse potrebbe essere positivo.

Nulle fino a 2 giorni fa le prese di posizioni delle associazioni, che per quanto si conosce, si sono limitate a presentare una osservazione avventurandosi a suggerire migliorie tecniche all’impianto, a disquisire sulla natura delle biomasse e a prendersela col piano provinciale dei rifiuti.

I Verdi temono questo silenzio, temono che la accattivante parola “biomasse” possa essere il grimaldello per fare accettare l’ampliamento delle quantità di materiali da incenerire a Coriano.

La maggiore preoccupazione deriva dal modo con cui Hera, avendo evidentemente chiaro con chi ha a che fare, ha cercato di accreditare la tesi che di colpo l’impianto di smaltimento di rifiuti di via Grigioni possa d’incanto trasformarsi in una “ centrale ibrida”.

Così non è, l’inceneritore smaltisce rifiuti e la pianificazione provinciale non ammette il superamento delle quantità concesse che anzi devono essere “adeguate” alle quantità residue di rifiuti urbani indifferenziati dopo i risultati della raccolta differenziata. Dalle 120 mila tonnellate si deve solo scendere, questo è l’impegno delle amministrazioni e questo è il contenuto del piano dei rifiuti.

I Verdi hanno chiesto preliminarmente alla provincia di rigettare la proposta dal momento che è fondata su falsi presupposti ( non è una centrale ibrida ) ed è in contrasto con la pianificazione provinciale e comunale

La proposta avanzata confligge con leggi e piani e non trova altra motivazione che nelle arbitrarie interpretazioni della multiutility e nel suo scoperto tentativo di ulteriore guadagno ai danni della salute dei cittadini.

L’osservazione ha l’obiettivo preciso di dimostrare, pur sotto diverse angolazioni, che la proposta di screening presentata non può né deve essere presa in considerazione in quanto trattasi di uno scoperto e artificioso tentativo di piegare in proprio favore norme aventi tutt’altra finalità e scopo, travisandone il significato e addirittura le finalità.

Comunque i Verdi sottolineano come della proposta si debba discutere apertamente con i cittadini, coinvolgendoli in pubblici dibattiti, in modo che la popolazione possa essere edotta dei danni alla salute che l’ampliamento delle quantità di materiali inceneriti sicuramente provocherà alla loro salute.

Infine l’osservazione sottolinea il fatto che aumentare le quantità incenerite confligge irrimediabilmente con i piani di qualità dell’aria e con le pur modeste politiche di risanamento messe in atto a livello regionale e locale.

Nella denegata ipotesi che la provincia ritenga di dover comunque prendere in esame la richiesta di screening , nonostante le palesi carenze di presupposti, si è osservato e motivato ampiamente che l’ampliamento dell’impianto può avere possibili effetti negativi e significativi sull’ambiente e che pertanto esso dovrà essere sottoposto a VIA.

Per i Verdi per la costituente ecologista di Forlì
Fausto Pardolesi

Forlì, 3 ottobre ’11

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