Morgagni non è più nero ma l’inquinamento resta

29 giugno 2011 di admin Lascia un commento »

Statua di G.B.Morgagni : ottimo il lavoro di ripulitura ma durerà ben poco se non si curano le cause dell’inquinamento.

Tre anni fa i Verdi avviarono una campagna di sensibilizzazione riguardante le qualità dell’aria che i cittadini forlivesi respirano, usando come testimonial due statue annerite dallo smog, quella di G.B.Morgagni nella omonima piazza di fronte alla Provincia, e quella di Icaro in piazzale della Vittoria.

Quelle statue, nere come i nostri polmoni grazie al traffico motorizzato dilagante, agli inceneritori graziosamente autorizzati dalla provincia e alle altre emissioni nocive provenienti ancora da molti impianti di riscaldamento o di altro tipo funzionanti a gasolio o a olio combustibile, sono il simbolo del pericolo che incombe sui cittadini .

Scegliemmo proprio Morgagni sia perché sorgeva esattamente di fronte agli uffici di chi aveva operato perché , invece della raccolta differenziata, Hera potesse fare i propri profitti bruciando in un nuovo inceneritore e perché da tutta Italia potesse crescere il quantitativo di rifiuti ospedalieri che vengono inceneriti a Forlì, sia perché come insigne medico, padre della medicina moderna, rappresentava un monito ed un insegnamento per gli amministratori.

Con un apprezzabile e meritorio atto il Rotary Club Forlì ha finanziato l’opera di ripulitura della statua del nostro insigne concittadino che è tornata a risplendere nel suo illuminante candore. Temiamo però che il candore durerà assai poco.

Infatti non vediamo all’orizzonte alcuna misura volta a ridurre concretamente il traffico motorizzato, impegnata com’è l’Amministrazione a promuovere nuovi parcheggi che anche i più sprovveduti sanno generatori di traffico mentre la Provincia, che quotidianamente invoca altre strade, non ha messo in campo nessuna azione volta a modificare l’autorizzazione riguardante le quantità che Hera può incenerire, visti i risultati lusinghieri della raccolta differenziata porta a porta, dei tre maggiori comuni del forlivese.

Alleghiamo, ancora una volta dati che oltre a fare riflettere dovrebbero indurre a misure assai significative riguardanti il traffico che, dispiace dirlo, non sembrano profilarsi all’orizzonte.

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