CONTRO LA FUSIONE HERA/ACEGAS-APS SOSTENIAMO LA DECISIONE DI BALZANI

8 ottobre 2012 di admin Lascia un commento »

Inutile dire che appoggiamo e sosteniamo la posizione assunta dal Sindaco di Forlì Roberto Balzani sulla fusione di HERA SpA con ACEGAS-APS SpA.

Soprattutto condividiamo le sue parole quando afferma di stare dalla parte dei cittadini e non di quella di una spa impegnata a fare utili, in un regime di monopolio, a spese degli utenti.

I Verdi hanno partecipato alla coalizione che ha sostenuto Balzani e ne hanno condiviso il programma e hanno pagato dei prezzi politici per questa decisione ma riteniamo che alcune delle cose positive fatte da questa amministrazione a proposito dell’inceneritore e di Hera a cui è stata negata la cessione delle reti, siano obiettivi positivi raggiunti anche grazie al loro contributo di idee e di proposte.

Certo che questo non è sufficiente a compensare le tante delusioni su altre scelte che consideriamo totalmente negative, come quelle sul traffico e i parcheggi, su cui le decisioni assunte sono addirittura peggiorative rispetto a quelle prese dalla giunta Masini per le quali i Verdi uscirono sbattendo la porta, o come quelle sugli animali e il loro benessere nei confronti dei quali si è registrato una assenza totale di azioni positive, per il disinteresse ampiamente dimostrato.

La questione della fusione di HERA SpA con ACEGAS-APS SpA ha una grande rilevanza , tutta negativa, per i cittadini forlivesi e la presa di posizione del Sindaco è coerente con i principi che su cui costruimmo la nostra alleanza e quindi la appoggiamo con grande nettezza.

Il Management di HERA ha deciso di proseguire la politica delle fusioni e dei processi che porteranno alla privatizzazione dell’azienda, a partire dalla fusione di HERA SpA con ACEGAS-APS SpA azienda che gestisce i servizi pubblici locali a Padova e Trieste e con propaggini in Bulgaria e in Serbia.

Senza che nessun cittadino dell’Emilia-Romagna lo abbia mai discusso si procede su una strada contraria alla volontà referendaria e che toglie dai territori la gestione dei servizi pubblici locali per consegnarla ad una Mega azienda di dimensione sovraregionale e addirittura Multinazionale.

È della partita anche il fondo Fondo Strategico Italiano (90% Cassa Depositi e Prestiti e 10% Fintecna) che diventerà azionista . FSI è uno strumento teso a sviluppare l’ingresso in aziende con l’obiettivo di favorire fusioni/privatizzazioni; FINTECNA ha già privatizzato aziende come Autostrade, Tirrenia ed altre 200 aziende pubbliche.

Oltre all’ingresso in HERA, FSI sta decidendo di entrare anche in IREN per favorire l’ulteriore fusione fra le multiutility fino a creare la mega multiutility del NORD.

La fusione HERA/ACEGAS-APS si configura quindi come il primo tassello di un processo più ampio che toglierà definitivamente il controllo dei servizi pubblici locali dalle amministrazioni pubbliche per consegnarli completamente al management ed al mercato privato. È un’operazione finanziaria supportata dal Ministro Passera e dal Governo Monti che toglie dai territori la gestione dei servizi pubblici locali per consegnarli al mercato.

Questa fusione la pagheranno i cittadini con le loro bollette, l’ambiente e la qualità della risorsa.

Inoltre aumenterà il numero di dirigenti e Manager strapagati che oggi costano ad HERA circa 19 milioni di € all’anno, cifra destinata a crescere dopo la fusione.

Cresce anche la parte di utile dell’azienda che si intascano i privati che è ormai arrivato al 50%(azionisti privati + soci terzi ), mentre in azienda rimane solo il 4% dell’utile.

E’ una operazione oscura della quale non solo i cittadini, ma anche i consiglieri comunali, le giunte e moltissimi sindaci non sanno nulla. I comuni dell’Emilia-Romagna che già contavano poco nell’indirizzo dell’azienda, da domani conteranno meno e se le fusioni continueranno non conteranno più nulla (già dopo questa fusione la quota dei comuni Emiliano Romagnoli scenderanno nel Patto di sindacato dei soci pubblici dal 51% al 42%).

I Verdi si oppongono alla fusione HERA/ACEGAS-APS e alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali, per la democrazia, per il rispetto del referendum e della volontà di 27 milioni di Italiani, contro un’operazione finanziaria che toglie ai territori la gestione dei servizi pubblici locali per consegnarli in mani private.

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