Pericolosa per i centri storici l’apertura indiscriminata di locali notturni e diurni di ogni tipo

4 febbraio 2012 di admin Lascia un commento »

In premessa vogliamo dire che condividiamo la filosofia della liberalizzazione di servizi oggi ingessati dal potere di corporazioni consolidate. Tuttavia pensiamo anche che, quando si decide la sorte di beni culturali come i centri storici che formano il cuore del patrimonio storico-artistico (e anche turistico) del Paese non si possano rimuovere vincoli e tutele che sono semmai da rafforzare.  

La liberalizzazione indiscriminata degli orari delle attività commerciali rappresenta una scelta pericolosa per le nostre città storiche che anche ora soffrono non poco per la cosiddetta “movida” notturna. E’ già accaduto con precedenti decreti i quali hanno trasformato dei semplici forni in pizzerie aperte tutta la notte. Ora pub e discoteche potrebbero rimanere sino all’alba, ma – secondo quanto denuncia la stessa Confcommercio – anche locali da ballo potrebbero venire aperti senza licenza preventiva. Allo stesso modo si potrebbero  vendere cibi e bevande alcoliche senza bisogno di alcuna autorizzazione, con i clienti autorizzati a sedersi e a consumare sul posto. 

Negozi che possono aprire anche nelle vie tutelate e nei locali dove ci sono attività protette. Tutto ciò può produrre un autentico stravolgimento del tessuto urbano aumentando grandemente il numero dei locali notturni. Con un inquinamento acustico che allontanerebbe ancor più i residenti, invece indispensabili, a far vivere i centri storici, con un ulteriore abbassamento del decoro urbano e con la conseguente scomparsa dei locali storici e di qualità. Non si può inoltre ignorare che nei grandi centri, a partire da Roma, numerosi esercizi risultano (dai sequestri della magistratura) aperti in serie e gestiti dalla malavita organizzata. 

Le nostre Associazioni chiedono pertanto al governo Monti di porre con urgenza, in sede di conversione del decreto, dei precisi paletti, richiamandosi esplicitamente al Codice per i Beni Culturali, a liberalizzazioni che, se realizzate in modo selvaggio, snaturerebbero e stravolgerebbero le nostre città storiche facendone dei luna-park e dei bazar notturni e diurni, col risultato (negativo anche sul piano delle attività economiche qualificate e durevoli) di allontanare residenti e turisti, e di creare seri problemi di ordine pubblico,di controllo e repressione del traffico di droga e di altre forme di criminalità che prosperano nelle città antiche deserte di abitanti veri e quindi prive di ogni controllo sociale oltre che di polizia.

Comitato per la Bellezza,Desideria Pasolini dall’Onda
Vittorio Emiliani, Vezio De Lucia, Luigi Manconi
Alessandra Mottola Molfino, Italia Nostra
Associazione “R. Bianchi Bandinelli”, Marisa Dalai
Touring Club Italiano, Franco Iseppi
Rete Comitati, Alberto Asor Rosa
Eddyburg , Edoardo Salzano, Maria Pia Guermandi
Associazione “Cesare Brandi”, Giuseppe Basile
Verdi Ambiente Società, Guido Pollice
Comitato associazioni residenti Centro storico di Roma, Roberto Tomassi
Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte
Antonio Pinelli, storico dell’arte
Anna Donati, assessore al Comune di Napoli
Pier Luigi Cervellati, architetto e urbanista
Mario Pirani, giornalista e scrittore
Andrea Emiliani, storico dell’arte
Bernardo Rossi Doria, architetto e urbanista
Sauro Turroni, architetto
Paolo Berdini, urbanista

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