ANCHE IL SAN DOMENICO ERA UN RUDERE DA ABBATTERE COL TEATRO SACRIPANTI NON UN MONUMENTO DA RESTAURARE.

4 agosto 2013 di Verdi Forlì Lascia un commento »

Vi ricordate il san Domenico ? Con gli alberi nei viali forlivesi adottano la stessa ricetta.

D’altronde sono sempre gli stessi, hanno cambiato nome, hanno cambiato simboli ma la cultura è sempre quella .

Applicano alle alberature stradali dunque la stessa impostazione che diedero per i San Domenico : lo consideravano un rudere senza valore sul quale era giusto e bello realizzare un intervento di devastzione totale inserendovi dentro un teatro progettato dal professor Sacripanti, quello che voleva a Roma fare parcheggi in via Giulia, tanto per capirci, quello che ha abbellito Forlì con il parkeggio bunker di piazza Guido da Montefeltro.

Le alberature stradali cittadine hanno subito il nevone di 2 anni fa e quindi… sono pericolose, messe male, brutte e così via.

Per cui i viali non si devono restaurare , gli alberi mancanti non devono essere ripiantati, quelli malandati curati adeguatamente, sono da abbattere per poi , più avanti ripiantare alberelli in loro sostituzione che ci metteranno decenni per ripristinare un po’ di ombra nelle strade massacrate dalle seghe.

Sul San Domenico  la storia ci ha dato ragione, all’inizio eravamo soli a batterci contro l’idea devastante dei comunisti al governo della città, anche allora supportati dalla commissione dell’ordine degli architetti.

Ora gli ideali continuatori delle azioni devastanti che avrebbero massacrato il San Domenico si sfogano sulle alberature stradali , d’altronde i pini furono una pianta scelta dal regime fascista per abbellire le strade e quindi devono essere rimossi, proprio come volle fare col porfido il comunista professor Sacripanti che al grido “il porfido è un materiale fascista ” decise di mettere nell’osceno parcheggio un composto chimico-plastico che a suo dire era in uso nelle portaerei e che sarebbe durato in eterno ( nei fatti durò qualche mese !)

Bellini e Balzani sono ora supportati nel loro devastante progetto dalla “commissione del verde” con tanto di vivaisti, ingegneri della CMC e così via e, curiosamente,  dal WWF di Forlì che in un colpo solo, per motivi incomprensibili, getta alle ortiche le proprie ragioni fondanti .

Come allora sconfiggemmo Zanniboni e L’ordine degli architetti, questa volta sconfiggeremo Bellini e la sua commissione  del verde . L’altra volta eall’inizio eravamo soli , ci volle molto tempo per conquistare il consenso dei cittadini ma questa volta non siamo soli, tantissimi cittadini la pensano come noi.2013-07-29 11.15.07 cittadini

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