ICARO NON E’ PIU’ NERO MA L’INQUINAMENTO RESTA

15 novembre 2013 di Verdi Forlì Lascia un commento »

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IL CANDORE DELL’ICARO RESTAURATO NON ACCECHI L’AMMINISTRAZIONE IMPEDENDOLE DI DI VEDERE CHE LA CITTA’ SOFFOCA SEMPRE PER L’INQUINAMENTO. LA STATUA SARA’ SALVA QUANDO LO SARANNO ANCHE I POLMONI DI TUTTI I CITTADINI
Se da una parte dobbiamo apprezzare la meritoria azione del Fondo per la cultura e di tutti coloro che hanno collaborato per la ripulitura della statua dell’eroe del volo, che torna a risplendere in tutto suo illuminante candore, non possiamo che ribadire ancora una volta che quel candore durerà assai poco e che l’azione degli inquinanti che provocano il cancro del marmo continuerà inesorabile .

Un dato per tutti : a Forlì, nel 2012, per le sole PM 10, i limiti di emissione sono stati superati per ben 52 giorni su 365 , un giorno ogni 7 !
I livelli limite di inquinamento da poveri sottili sforati annualmente con frequenza inaccettabile, richiederebbero interventi drastici sul traffico veicolare e non i pannicelli caldi di qualche rastrelliera di bici o qualche colonnina per auto elettriche , peraltro messa in zona pedonale.

Purtroppo in questa città drammaticamente arretrata si torna a parlare di auto in piazza Saffi, di via Emilia bis, si plaude al nuovo disastro economico e ambientale dell’autostrada Ortte Cesena Mestre, appena licenziata dal Cipe.

Cinque anni fa noi Verdi avviammo una campagna di sensibilizzazione riguardante le qualità dell’aria che i cittadini forlivesi respirano.

Scegliemmo Icaro come immagine simbolo della nostra campagna perché l’aria nella quale il mitico personaggio si librò è la principale vittima dell’inquinamento da traffico e da altre emissioni nocive.

La statua, allora nera come i nostri polmoni grazie al traffico motorizzato dilagante che ancora oggi la Amministrazione comunale si ostina a favorire, agli inceneritori graziosamente autorizzati dalla Provincia e alle altre emissioni nocive provenienti ancora da molti impianti funzionanti a gasolio o a olio combustibile, sono il simbolo del pericolo che incombe sui cittadini .

Il cancro del marmo, come è noto, è provocato dai gas di scarico delle automobili e dagli impianti di riscaldamento domestico che, depositando biossido di zolfo sui marmi, forma solfato di calcio che mangia la pietra e la riduce in polvere con un processo non reversibile a causa della mancanza di sistemi di autorigenerazione.

Le polveri inquinanti non si depositano quotidianamente solo sui marmi : esse anneriscono in egual misura anche i nostri polmoni e le patologie che colpiscono gli uomini a causa dell’inquinamento dell’aria che respirano sono gravissime.

Non vediamo all’orizzonte alcuna misura volta a ridurre concretamente il traffico motorizzato, impegnata com’è l’Amministrazione a promuovere nuovi parcheggi in centro storico e ai suoi margini, che anche i più sprovveduti sanno essere generatori di traffico mentre la Provincia, che quotidianamente invoca altre strade e autostrade , non ha messo in campo nessuna azione volta a ridurre nella autorizzazione rilasciata le quantità che Hera può incenerire, visti i risultati della raccolta differenziata porta a porta, dei tre maggiori comuni del forlivese.

Forlì, 15 novembre 2013

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