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ROMAGNA ACQUE : LA GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA NE RIVELA LE POLITICHE VECCHIE, FATTE DI NUOVI INVASI E CARROZZONI DEGLI ANNI 2000

21 Marzo 2019

Bene ha fatto il WWF a mettere in evidenza, in concomitanza con la giornata mondiale dell’acqua, i progetti di Romagna acque, già sommariamente e parzialmente esposti dal suo presidente in una intervista del dicembre scorso  e ci auguriamo che la discussione che sembra aprirsi faccia la necessaria chiarezza su un tema assai delicato, la carenza di acqua, che richiede soluzioni diverse e più avanzate di quelle che si mettevano in campo in passato e che sembra si vogliano ripetere oggi.

Forse il clima natalizio aveva distolto l’interesse nei confronti delle opere allora ipotizzate da Bernabè ma dopo la pubblicazione delle notizie e delle osservazioni critiche espresse dal WWF si sono levati gli scudi protettivi dei soliti sostenitori di qualunque opera purchè sia fatta di cemento e costi molto, anche se non prevista da alcuno strumento di pianificazione.

Ancora una volta si procede al di fuori ed in assenza di una pianificazione  e si pretende che la s.p.a. che gestisce le fonti idropotabili della Romagna faccia autonomamente il programma delle opere e le realizzi, secondo suoi obiettivi che ci permettiamo di non condividere.

Sono passati più di 30 anni da quando l’acquedotto di Romagna è in funzione e negli anni sono aumentati i consumi, l’acqua distribuita e quindi gli introiti dell’azienda.

Sono anche più di trenta anni che si conoscono i problemi riguardanti la scarsità di acqua e più recentemente è entrata prepotentemente in campo anche la riduzione delle precipitazioni tanto che si sono registrate ben 4 crisi idriche.

In tutto questo lungo periodo però non è stata messa in atto una sola azione di carattere strutturale per ridurre i consumi idrici, risparmiare la risorsa acqua e promuoverne il riuso.

Fa male al cuore, passando da via Correcchio, vedere migliaia di metri cubi di acqua provenienti dal depuratore sversarsi nel Ronco senza che se ne preveda il riuso. E questo succede a Cesena, Rimini, e per tutti gli altri depuratori. Opportunamente trattata potrebbe sostituire l’acqua dei pozzi e del CER  impiagata in agricoltura.

Anche in questo caso si sarebbe da tempo dovuta mettere in campo la politica delle 3 R trattandosi di una risorsa sempre più scarsa e preziosa, il cui approvvigionamento ha enormi implicazioni in campo ambientale visti i delicati sistemi in cui va ad operare.

Con scarsa lungimiranza si insiste lungo la strada già trattata 50 anni fa : costruiamo dighe, progettiamo invasi.

I Verdi invece, ancora una volta, chiedono che sia la pianificazione, promossa da un soggetto terzo e democraticamente eletto, fatta a scala regionale, a individuare il modo in cui si deve far fronte alla nuova situazione, sottoponendo i piani alla VAS , Valutazione Ambientale Strategica ( come chiede la legge ) e alla partecipazione popolare , sottraendo le decisioni ad un soggetto, la s.p.a. Romagna Acque, in palese ed evidente conflitto di interesse.

Infatti come può un soggetto che vende l’acqua ( e più ne vende più aumentano i suoi introiti,) a impegnarsi per ridurre la quantità di risorsa che mette sul mercato ?

La s.p.a. ritiene che questa sia la sua missione, “produrre “ ( e vendere ) l’acqua, mostrando l’impressionante deficit di cultura ambientale che da sempre la connota. L’azienda infatti agendo con spirito di impresa  definisce la propria attività come “ produzione di acqua” incapace di rendersi conto che l’acqua al massimo si può solo raccogliere mentre al sua “produzione” appartiene ai cicli della natura che gli uomini stanno influenzando negativamente.

Purtroppo in questi anni la mistica di Ridracoli e il contorno di racconti che l’hanno accompagnata con i quali si sono contrapposti gli ambientalisti e i Verdi ( i cattivi ) al Consorzio acque prima e a Romagna acque poi ( i buoni ) ha fatto dimenticare i fatti principali e le ragioni fondanti la contrapposizione  : anche la diga nacque al di fuori della pianificazione regionale che aveva indicato nel CER in realizzazione lo strumento più economico ed efficace per dare da bere ai comuni della Romagna.

Così come motivo di conflitto fu l’allargamento dei numero dei Comuni serviti e le enormi previsioni di consumi pro capite sul modello americano, 450 litri/abitante /giorno che erano alla base della scelta delle opere da realizzare che prima previdero la captazione del Fiumicello a cui avrebbe dovuto seguire quella del Rabbi e poi ancora una diga sul Savio ecc. ecc.

Sarebbe servita allora una pianificazione degna di questo nome e non l’esercizio muscolare del proprio peso politico che doveva costantemente, a suon di feste, salsicciate, fontane zampillanti e son e lumière, confermare la scelta di un modello che nel giro di 3 decenni, anche di fronte a mutate condizioni climatiche, mostra tutti i suoi limiti.

Ci chiediamo a cosa serva la proprietà pubblica dell’acqua, come nel caso della Società delle Fonti se questa si muove come una qualunque società privata che cerca di scrollarsi di dosso ogni condizionamento ( la pianificazione ) ogni suo controllo ( la VAS ) rifuggendo da ogni impegno realmente di tipo sociale ed ecologico insieme, non tenendo in alcun conto la politica delle 3R sopra ricordata, che dovrebbe oggi essere al centro delle sue azioni.

Romagna acque ha affidato dunque alla DICAM il compito di progettare i futuri interventi : gli ambientalisti conoscono bene questo soggetto dell’Università di Bologna, lo hanno visto all’opera sugli inceneritori e non ne hanno affatto apprezzato l’operato, troppo “confermativo” delle opzioni del committente.

E contemporaneamente ( in questo l’unica somiglianza con l’operato dei carrozzoni pubblici ) si inventa una nuova società di progettazione fatta insieme con la Sapir, che si occupa del porto di Ravenna, assorbendone il personale che evidentemente, dopo avere manomesso le piallasse per la costruzione delle nuove banchine non ha granchè da fare e peserebbe sul bilancio dell’ente portuale : meglio rifilarlo a Romagna acque che, dimentica di Alpina e della sua fallimentare vicenda, è pronta a d accettare tutto quello che i ravennati propongono.

Romagna acque tratta questioni ambientali e tutta la documentazione riguardante i suoi atti, i suoi progetti ecc. dovrebbe essere disponibile alla consultazione, lo dispone la legge che obbliga che tutto ciò che riguarda l’ambiente deve essere a disposizione del pubblico e invece ci si deve accontentare di quel poco che si legge nel sito o delle interviste del presidente…

Quindi ci si deve limitare al piano pluriennale degli investimenti che abbiamo letto attentamente tutto : a parte le dichiarazioni riguardanti la scarsità di acqua e la necessità di  cercare altre fonti non c’è nulla, non ci sono le dighe piccole o grandi dell’intervista di Bernabè del dicembre scorso,  c’è l’incarico al Dicam e null’altro : un po’ poco perché si possa disporre degli elementi che consentano una discussione democratica di questioni che non possono essere lasciate alla solo distratta valutazione di una assemblea di sindaci, più attenti alle questioni che attengono ai rapporti politici e al peso delle rispettive federazioni che al resto.

Bene Balzani, ripubblicizziamo non solo l’acqua ma anche i rifiuti

15 Giugno 2011

I cittadini non più clenti da spennare ma utenti a cui fornire il servizio migliore al prezzo più basso.

I Verdi di Forlì sono d’accordo con la proposta del Sindaco Balzani di trasferire la gestione del servizio idrico ad una società di diritto pubblico, alla luce del buon risultato dei referendum abrogativi.

Quale che sia la società destinataria dell’affidamento, occorrerà in futuro una maggiore trasparenza ed un maggiore coinvolgimento di tutta la cittadinanza nelle sue scelte: anche una società pubblica non migliorerà la situazione, se le strategie continueranno ad essere prese in stanze chiuse da amministratori nominati esclusivamente sulla base del principio di appartenenza politica.

Siamo contenti del cambio di rotta, ci apettiamo, dopo le importanti dichiarazioni del sindaco, che anche la maggioranza che guida l’amministrazione finalmente, dopo anni, ammetta i propri passati errori sulla scelta della privatizzazione e sulla nascita di Hera, contro la quale purtroppo i nostri voti nei Consigli Comunali rimasero inascoltati.

Facciamo inoltre presente che il primo quesito referendario ha abrogato l’articolo 23 bis della legge 133 del 6 Agosto 2008 che, seppur incentrato principalmente sulla gestione dell’acqua, parla genericamente di “Servizi pubblici locali a rilevanza economica”.

Quindi l’occasione di una ridiscussione sull’affidamento del servizio idrico deve riguardare anche gli altri servizi pubblici gestiti attualmente da Hera, compreso quello dei rifiuti.

La nostra proposta è quella di creare un consorzio pubblico, come in altre regioni d’Italia, al quale affidare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che tenga finalmente in considerazione della volontà dei cittadini di aumentare la raccolta differenziata con il sistema del porta a porta, più volte implicitamente o espressamente osteggiato da Hera S.P.A.

Oggi serve un atto di coraggio ed un cambio di rotta in questo senso sarebbe un bel segnale di coerenza e di forza da parte dell’amministrazione.

Vogliamo che i cittadini tornino ad essere utenti e non clienti, come li definisce la multiutility quotata in borsa, non più clenti da spennare ma utenti a cui fornire il servizio migliore al prezzo più basso.

Assemblea 2 SI per “ACQUA BENE COMUNE”

21 Febbraio 2011

Convocazione Assemblea

COMITATO REFERENDARIO 2 SI per “ACQUA BENE COMUNE” Lunedì 21 Febbraio, ore 20.30

presso CGIL Via Pelacano,7 – Forlì

Ordine del giorno:

  • Comunicazioni
  • Incontro contro con le Associazioni e forze politiche del territorio: resoconto
  • Resoconto dell’incontro con i segretari di categoria
  • Filctem-FP-CGIL, Femca -Fit-CISL, Uilcem
  • Resoconto della presentazione odg”Acqua bene Comune” in C.Comunale -Forlì del 21 -02-2011
  • Autofinanziamento per la campagna referendaria­
  • Protocollo d’ intesa Comitato Acqua e R. Acque Società delle fonti
  • Seminario Su HERA il 18 marzo 2011
  • ­ Campagna referendaria: organizzazione e manifestazione nazionale del 26 marzo a Roma.
  • E’ importantissima la partecipazione di tutti coloro i quali sono attivi o vogliono attivarsi sui territori.

    Partecipa e invita a partecipare
    …il cambiamento dipende da ognuno di noi Sorridente

    LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE

    Saluti Marilena

    Acqua pubblica, Hera e molto altro ancora

    19 Marzo 2010

    Manifestazione Nazionale Acqua PubblicaVERDI E SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ DELLA PROVINCIA DI FORLI’ – CESENA : aderiamo alla campagna per “ acqua bene comune “ e sarempo presenti domani sia a Roma alla manifestazione nazionale sia in piazza Saffi per raccogliere le firme sulla petizione in favore dell’acqua bene pubblico che nella nostra provincia ( e in Italia ) si trasforma sempre più in un affare privato, grazie anche a Bartolini, al presidente dell’ATO, al ministro Ronchi e ad Hera.

    “Andiamo per ordine” hanno dichiarato Nicoletta Naldini, candidata alle regionali nella circoscrizione Forlì-Cesena nella lista Sinistra Ecologia Libertà – Verdi, Marisa Fabbri, coordinatrice di Sinistra Ecologia e Libertà di Forlì e SauroTurroni, portavoce dei Verdi.

    “Aderiamo alla manifestazione nazionale per l’Acqua Pubblica che si terrà a Roma sabato 20 marzo a partire dalle ore 14. Il punto di ritrovo è alle ore 13,30 in piazza della Repubblica (5 minuti a piedi dalla Stazione Termini) di fronte alla Basilica” ha dichiarato Turroni. Continua a leggere: Acqua pubblica, Hera e molto altro ancora

    Fiumi in agonia- soffocati da un’economia cieca e da una politica assente

    14 Ottobre 2008

    Ogni estate sempre peggio; il regime delle piogge si è talmente alterato da aver trasformato a tutti gli effetti i nostri fiumi (che peraltro sono sempre stati definiti “a carattere torrentizio”) in torrenti.

    Di questo se ne sono accorti tutti, ma pare non abbiano alcuna intenzione di accorgersene tutti quei soggetti che traggono profitto attingendo a piene mani dalle acque pubbliche e liberandosi dei propri rifiuti liquidi riversandoli nel più vicino corpo idrico disponibile. Continua a leggere: Fiumi in agonia- soffocati da un’economia cieca e da una politica assente