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	<title>Ecologisti e Reti Civiche Forlì-Cesena &#187; Urbanistica</title>
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		<title>Pericolosa per i centri storici l’apertura indiscriminata di locali notturni e diurni di ogni tipo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 18:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[In premessa vogliamo dire che condividiamo la filosofia della liberalizzazione di servizi oggi ingessati dal potere di corporazioni consolidate. Tuttavia pensiamo anche che, quando si decide la sorte di beni culturali come i centri storici che formano il cuore del patrimonio storico-artistico (e anche turistico) del Paese non si possano rimuovere vincoli e tutele che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In premessa vogliamo dire che condividiamo la filosofia della liberalizzazione di servizi oggi ingessati dal potere di corporazioni consolidate. Tuttavia pensiamo anche che, quando si decide la sorte di beni culturali come i centri storici che formano il cuore del patrimonio storico-artistico (e anche turistico) del Paese non si possano rimuovere vincoli e tutele che sono semmai da rafforzare.  </p>
<p>La liberalizzazione indiscriminata degli orari delle attività commerciali rappresenta una scelta pericolosa per le nostre città storiche che anche ora soffrono non poco per la cosiddetta “movida” notturna.  E’ già accaduto con precedenti decreti i quali hanno trasformato dei semplici forni in pizzerie aperte tutta la notte. Ora pub e discoteche potrebbero rimanere sino all’alba, ma – secondo quanto denuncia la stessa Confcommercio – anche locali da ballo potrebbero venire aperti senza licenza preventiva. Allo stesso modo si potrebbero  vendere cibi e bevande alcoliche senza bisogno di alcuna autorizzazione, con i clienti autorizzati a sedersi e a consumare sul posto.  </p>
<p>Negozi che possono aprire anche nelle vie tutelate e nei locali dove ci sono attività protette. Tutto ciò può produrre un autentico  stravolgimento del <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/tessuto-urbano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tessuto urbano">tessuto urbano</a> aumentando grandemente il numero dei locali notturni. Con un inquinamento acustico che allontanerebbe ancor più i residenti, invece indispensabili, a far vivere i centri storici, con un ulteriore abbassamento del decoro urbano e con la conseguente scomparsa dei locali storici e di qualità. Non si può inoltre ignorare che nei grandi centri, a partire da Roma, numerosi esercizi risultano (dai sequestri della magistratura) aperti in serie e gestiti dalla malavita organizzata.  </p>
<p>Le nostre Associazioni chiedono pertanto al governo Monti di porre con urgenza, in sede di conversione del decreto, dei precisi paletti, richiamandosi esplicitamente al Codice per i Beni Culturali, a <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/liberalizzazioni/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con liberalizzazioni">liberalizzazioni</a> che, se realizzate in modo selvaggio, snaturerebbero e stravolgerebbero le nostre città storiche facendone dei luna-park e dei bazar notturni e diurni, col risultato (negativo anche sul piano delle attività economiche qualificate e durevoli) di allontanare residenti e turisti, e di creare seri problemi di ordine pubblico,di controllo e repressione del traffico di droga e di altre forme di criminalità  che prosperano nelle città antiche deserte di abitanti veri e quindi prive di ogni controllo sociale oltre che di polizia. </p>
<p>Comitato per la Bellezza,Desideria Pasolini dall’Onda<br />
Vittorio Emiliani, Vezio De Lucia, Luigi Manconi<br />
Alessandra Mottola Molfino, Italia Nostra<br />
Associazione “R. Bianchi Bandinelli”, Marisa Dalai<br />
Touring Club Italiano, Franco Iseppi<br />
Rete Comitati, Alberto Asor Rosa<br />
Eddyburg , Edoardo Salzano, Maria Pia Guermandi<br />
Associazione “Cesare Brandi”, Giuseppe Basile<br />
Verdi Ambiente Società, Guido Pollice<br />
Comitato associazioni residenti Centro storico di Roma, Roberto Tomassi<br />
Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte<br />
Antonio Pinelli, storico dell’arte<br />
Anna Donati, assessore al Comune di Napoli<br />
Pier Luigi Cervellati, architetto e urbanista<br />
Mario Pirani, giornalista e scrittore<br />
Andrea Emiliani, storico dell’arte<br />
Bernardo Rossi Doria, architetto e urbanista<br />
Sauro Turroni, architetto<br />
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		<title>ANCORA UN ALTRO SCEMPIO. Questa volta tocca al Macello di Meldola</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 10:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Federazione dei Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
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		<description><![CDATA[CHIEDIAMO AL SINDACO VENTURI UNO SLANCIO DI CIVILTÀ: SOSPENDA I LAVORI E RIVEDA LA DECISIONE ASSUNTA Circa 20 giorni fa i Verdi di Forlì emettevano un comunicato stampa che aveva il seguente titolo : ABBATTIMENTO DEL MURO DELL&#8217;EX MANGELLI IN VIALE DELLA LIBERTA&#8217; &#8211; ANCORA UN ALTRO SCEMPIO”. PARE SCRITTO PER IL MACELLO DI MELDOLA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CHIEDIAMO AL SINDACO VENTURI UNO SLANCIO DI CIVILTÀ: SOSPENDA I LAVORI E RIVEDA LA DECISIONE ASSUNTA</strong></p>
<p>Circa 20 giorni fa i Verdi di Forlì emettevano un comunicato stampa che aveva il seguente titolo : ABBATTIMENTO DEL MURO DELL&#8217;EX MANGELLI IN VIALE DELLA LIBERTA&#8217; &#8211; ANCORA UN ALTRO SCEMPIO”. PARE SCRITTO PER IL <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/macello/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Macello">MACELLO</a> DI <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/meldola/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con Meldola">MELDOLA</a> E PER L’ITALIA INTERA</p>
<p>Il comunicato iniziava  così:</p>
<blockquote><p>“Con beata inconsapevolezza la amministrazione che se ne sta andando continua a cancellare parti della nostra storia  e a demolire pezzi di città così come il disegno del passato ce li ha consegnati e che costituiscono, tutti insieme, la nostra identità.<br />
(&#8230;)<br />
Il muro doveva essere conservato interamente e protetto, avrebbe dovuto essere ben restaurato, essendo sia un esempio di come anche una <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/fabbrica/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con fabbrica">fabbrica</a> poteva inserirsi bene nel <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/tessuto-urbano/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con tessuto urbano">tessuto urbano</a>, sia un esempio di uso sapiente del cemento invece di costosi marmi, ma a quanto pare in questa città l&#8217;insipienza di alcuni, incapaci di misurarsi col proprio passato, determina la perdita di beni che sono di tutti”.</p></blockquote>
<p>Cambiando solo poche parole quello che dicevamo a proposito di quello storico muro potrebbe essere utilizzato per commentare l’analogo abbattimento, anch’esso frutto di una decisione sbagliata e priva di lungimiranza e consapevolezza, dell’ex macello di Meldola.</p>
<p>Ma se ripercorressimo le vicende che spesso segnano i periodi elettorali ci accorgeremmo che sempre più spesso amministrazioni poco attente nei confronti della propria storia e delle testimonianze del nostro passato compiono demolizioni, manomissioni, distruzioni, per fare opere inutili e per stendere cemento.</p>
<p>A Meldola nell&#8217;area dell’ex macello sorgerà un “bel” parcheggio : invece di dare qualità alla città l&#8217;area finisce  nello squallore urbano più desolante.</p>
<p>Quando si avvicinano o si entra nelle <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/campagne-elettorali/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con campagne elettorali">campagne elettorali</a> una vera e propria frenesia si impossessa degli amministratori e in pochi giorni si distrugge più di quanto si sia riusciti a fare negli anni precedenti, promettendo nuove e più importanti opere al posto di quelle irrimediabilmente perdute.</p>
<p>In provincia di Forlì ciò è accaduto e accade con preoccupante frequenza , perfino nei confronti di beni tutelati. Alcuni esempi di recenti demolizioni : gli edifici storici della ex Forlanini di Forlì, gli storici depositi dell’ex Eridania di Forli, l’ex Eridania di Cesena, l’ex Mangelli di Forlì, le storiche alberature della Cervese segate, come si voleva fare con tutti i pini della storica strada di accesso al quartiere intitolato all’impresa di Nobile e Amudsen  che sorvolarono il Polo in dirigibile, con le stesse  motivazioni accampate per viale della Repubblica a Meldola : le radici dei pini.</p>
<p>E potremmo continuare a lungo. Questo indica la incapacità di larga parte delle amministrazioni locali del nostro territorio di rispettare la propria storia e la propria memoria.</p>
<p><strong>I Verdi propongono che l’art .9 della costituzione che tutela il paesaggio e i beni culturali sia esteso anche ai beni di interesse storico testimoniale, anch’essi testimoni della nostra identità. </strong></p>
<p>Federazione Provinciale dei Verdi Forlì – Cesena<br />
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		<title>Via Piancastelli: gli alberi non verranno tagliati</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 13:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie alle nostre pressioni ed al dissenso dei residenti nei confronti dell&#8217;abbattimento dei Pini di Via Piancastelli siamo felici di dare una buona notizia: nei prossimi mesi verrà modificata la viabilità di via Piancastelli per ridurre il traffico veicolare, trasformandola in una strada a senso unico, inserendo una pista ciclopedonale e salvando tutti gli alberi.Articoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.verdiforlicesena.org/wp-content/uploads/2009/01/piancastelli.jpg"><img src="http://www.verdiforlicesena.org/wp-content/uploads/2009/01/piancastelli-277x300.jpg" alt="piancastelli 277x300 Via Piancastelli: gli alberi non verranno tagliati" title="piancastelli" width="277" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-820" /></a>Grazie alle nostre pressioni ed al dissenso dei residenti nei confronti dell&#8217;abbattimento dei Pini di Via Piancastelli siamo felici di dare una buona notizia: nei prossimi mesi verrà modificata la viabilità di via Piancastelli per ridurre il traffico veicolare, trasformandola in una strada a senso unico, inserendo una pista ciclopedonale e salvando tutti gli alberi.<strong>Articoli Simili:</strong>
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		<title>16000 metri quadri in più del dovuto</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 13:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio Comunale di Forlì si avvia ad approvare l’adeguamento del Piano Regolatore Generale vigente, alla legge regionale n.20/2000, un atto formale dovuto che si accompagna ad alcuni rimaneggiamenti delle normative, e ad alcune modifiche di destinazione di terreni che non rientravano nelle linee su cui ci si doveva muovere. Fra le centinaia di osservazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio Comunale di Forlì si avvia ad approvare l’adeguamento del Piano Regolatore Generale vigente, alla legge regionale n.20/2000, un atto formale dovuto che si accompagna ad alcuni rimaneggiamenti delle normative, e ad alcune modifiche di destinazione di terreni che non rientravano nelle linee su cui ci si doveva muovere. </p>
<p>Fra le centinaia di osservazioni pervenute quella contraddistinta dal n° 36F riguarda modifiche di esclusivo interesse dei richiedenti.</p>
<p>Su un terreno produttivo a Villa Selva di 20.000 mq. l’indice attuale di edificazione prevedeva 12.000 mq di superficie edificabile, la richiesta è di portare la superficie utile edificabile a 28.000 mq.</p>
<p>Gli uffici tecnici comunali hanno proposto il non accoglimento. </p>
<p>Con un incredibile giravolta invece la giunta propone al Consiglio di approvare la variante. </p>
<p>Di fatto sarebbe un precedente a cui appellarsi per tutti i lotti produttivi, portando a un sovraffollamento delle aree, anzi la nota politica dell’Assessorato <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/urbanistica-2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con urbanistica">Urbanistica</a>, che accompagna la scheda, invita gli uffici ad approfondire l’argomento affinché si facilitino in futuro analoghi interventi. </p>
<p>Dopo i casi scottanti delle aree al Ronco (Ferretti Querzoli) e a Pieve Acquedotto è l’ennesima ciambella senza buco che si tenta di fare passare. </p>
<p>Il caso fa parte dell’ordinaria gestione a livello nazionale, “calce e carrello” (non più falce e martello) parodia coniata in una interessante inchiesta TV su La 7 di qualche giorno fa in Umbria; analoga la situazione che si è verificata in questi giorni in Sardegna per il Presidente Soru dimissionario.  </p>
<p>Auspichiamo che il Consiglio Comunale di Forlì, procedendo con un voto disgiunto dall’intero complesso della variante, lunedì avrà modo di fare valere la propria  autonomia e sventare questo ennesimo attacco ad un territorio ormai assediato dal cemento. </p>
<p>Se questa è la campagna elettorale per le primarie della Giunta Masini il segnale è forte e chiaro. </p>
<p>Verdi Forlì<br />
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		<title>Blitz del PD &#8211; variante al piano regolatore di Cesena</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 21:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>omordenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento di Davide Fabbri, consigliere Comunale dei Verdi di Cesena Giovedì 6 novembre scorso, nella totale assenza di partecipazione dei cittadini ai lavori del Consiglio Comunale di Cesena, è stata adottata una importante Variante al Piano Regolatore del Comune di Cesena. Una variante in chiave elettorale, complessa, articolata, eterogenea, perché contempla diverse tematiche: il tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento di Davide Fabbri, consigliere Comunale dei Verdi di Cesena</p>
<p>Giovedì 6 novembre scorso, nella totale assenza di partecipazione dei cittadini ai lavori del Consiglio Comunale di Cesena, è stata adottata una importante Variante al Piano Regolatore del Comune di Cesena.</p>
<p>Una variante in chiave elettorale, complessa, articolata, eterogenea, perché contempla diverse tematiche: il tema del sistema produttivo, con riferimento ad ampliamenti per 15 aziende esistenti (per un totale di nuovi 10 ettari che da agricolo passano ad edificabile: ora il PRG ha ben 262 ettari di aree produttive); adeguamento delle normative sul commercio; riproposizione alquanto discutibile di alcune previsioni urbanistiche – lotti residenziali sparsi nella campagna – cassate in passato dalla Provincia per incoerenza rispetto ai principi di compattezza <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/urbanistica-2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con urbanistica">urbanistica</a>; nuove opere pubbliche legate alla viabilità.</p>
<p>Pertanto nessun &#8220;cambio di rotta&#8221; invocato dai Verdi, rispetto al tema del consumo del suolo, dell’urbanizzazione e dispersione abitativa, della cementificazione del territorio, spesso irrazionale e speculativa nella nostra città.</p>
<p>La cosa grave &#8211; sotto il profilo politico &#8211; è avvenuto quando il capogruppo del PD Maurizio Mancini, seduta stante, ha presentato un emendamento di sponsorizzazione plateale di un ampliamento di una azienda produttiva cesenate (La Gommaria spa di Calisese di Cesena, della famiglia Moretti: Andrea Moretti è capogruppo del PDL al Comune di Longiano).</p>
<p>Il metodo, in urbanistica, è sostanza politica.</p>
<p>Io sono in Consiglio Comunale a Cesena dal 1992 e non sono uno smemorato: non era mai accaduto in Consiglio Comunale che un amministratore presentasse un emendamento all’ultimo momento (un vero e proprio blitz, lo stesso giorno di adozione della Variante al PRG) chiedendo l’inserimento di una area produttiva.</p>
<p>Nel dibattito innescato dalla presentazione di questo anomalo emendamento, sono stato il primo consigliere comunale – nell’imbarazzo generale &#8211; a fare appello al PD per il suo ritiro, per ragioni metodologiche, etiche e di opportunità politica.</p>
<p>Niente da fare: il richiamo etico in politica non funziona a Cesena; l’emendamento non è stato ritirato ed è stato approvato con il voto favorevole della maggioranza, l’astensione di Forza Italia, il voto contrario dei Verdi, l’uscita dall’aula del PRI.</p>
<p>Maurizio Mancini e il PD hanno dato l’idea di ritenere l’urbanistica un servizio a domanda individuale.</p>
<p>La squallida vicenda ha dato l’impressione che basta andare dal Capogruppo di maggioranza per avere la possibilità di ottenere una corsia preferenziale nel dare risposte alle esigenze legittime degli imprenditori locali.<strong>Articoli Simili:</strong>
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		<title>Per una vera difesa del commercio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 09:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sandra Morelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<title>E&#8217; ripreso il processo alla società AL.NE.srl di Cesena</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 10:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>omordenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 100% delle quote della società sono intestate a Nerio Alessandri, noto imprenditore leader della Technogym. IL P.M. MONICA GALASSI: “IL COMUNE DI CESENA NON HA CONTROLLATO A DOVERE LE ISTANZE DI CONDONO EDILIZIO DELLA SOCIETA’ ALNE srl” Il sottoscritto Davide Fabbri, consigliere comunale dei Verdi di Cesena, sta seguendo da vicino questo importante processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 100% delle quote della società sono intestate a Nerio Alessandri, noto imprenditore leader della Technogym.</p>
<p>IL P.M. MONICA GALASSI: “IL COMUNE DI CESENA NON HA CONTROLLATO A DOVERE LE ISTANZE DI CONDONO EDILIZIO DELLA SOCIETA’ ALNE srl”</p>
<p>Il sottoscritto Davide Fabbri, consigliere comunale dei Verdi di Cesena, sta seguendo da vicino questo importante processo penale, partecipando dalla parte del pubblico alle udienze del Tribunale.</p>
<p>Tale processo è iniziato il 14 novembre scorso ed è proseguito ieri 16 gennaio in Tribunale a Forlì, per presunta lottizzazione abusiva a Celincordia di Cesena di mega villa e mega attrezzaia, realizzate dalla società ALNE srl (100% delle quote societarie sono dell’imprenditore Nerio Alessandri, patron di Technogym) nella prestigiosa e splendida collina cesenate dal punto di vista naturalistico e ambientale.<br />
I Verdi di Cesena continuano a seguire questo rilevante processo, poiché la Procura della Repubblica di Forlì era stata allertata da segnalazioni di cittadini, da denunce politiche dei Verdi e del WWF, da diversi resoconti ed inchieste giornalistiche della stampa locale.<br />
Indipendentemente dalla sentenza di questo processo (che verrà emessa il 12 marzo 2008), i Verdi desiderano tenere alta l’attenzione sull’uso comunque distorto del nostro territorio (lo diciamo a prescindere della sentenza del Tribunale), poiché il Comune di Cesena avrebbe potuto tutelare maggiormente il proprio territorio e avrebbe potuto evitare gli impatti ambientali di tali costruzioni, se avesse accolto le proposte dei Verdi sulla inedificabilità dei versanti collinari più pregiati dal punto di vista ambientale.<br />
Con la presente, si desidera contestare il parere della società ALNE srl che, tramite comunicato stampa emesso nella giornata di ieri, ha affermato che in Tribunale “dal confronto fra i periti è emersa la conformità di quanto realizzato da ALNE rispetto al progetto approvato dal Comune di Cesena”.<br />
I consulenti tecnici ing. Stefano Giunta e Avv. Donata Giunta (consulenti del Pubblico Ministero Monica Galassi)  hanno evidenziato, al contrario di quanto affermato da ALNE, una miriade di difformità fra il progetto presentato da ALNE, il progetto concessionato dal Comune, il progetto realizzato; le difformità segnalate dai consulenti tecnici del PM riguardano: dimensionamento della casa rurale e della attrezzaia; volumi interrati non completamente autorizzati, spostamento e traslazione degli edifici; sbancamenti &#8211; rimodellamento della collina e mega movimenti terra pari a 20.000 metri cubi,  destinazioni d’uso degli spazi;  tipologia dei fabbricati; assenza di vitalità delle aziende agricole acquistate da ALNE per poter realizzare gli interventi edificatori; altezza dei fabbricato più alto rispetto a quello autorizzato,  spostamento della strada via Termoli.<br />
Vi è poi un ulteriore aspetto importante, che dovrà essere chiarito, che coinvolge direttamente la responsabilità degli uffici tecnici del Comune di Cesena.<br />
Per il Pubblico Ministero Monica Galassi e per la consulente Avv. Donata Giunta, mai e poi mai il Comune di Cesena avrebbe dovuto rilasciare provvedimenti di condono edilizio su 4 delle 5 richieste di condono edilizio presentate, poichè – continua sempre l’accusa – la società industriale ALNE del Gruppo Tecnogym “avrebbe presentato dichiarazioni false (falsificazione cioè delle date della fine lavori) al fine di ottenere i condoni edilizi”; per l’accusa sono state cioè dichiarate realizzate delle opere che non si erano ancora completamente costruite a quella data.<br />
Il Pubblico Ministero Galassi e l’Avv. Giunta in aula hanno pertanto stigmatizzato il mancato e doveroso controllo del Comune sulle istanze di condono edilizio della ALNE srl; l’accusa ha segnalato in aula il comportamento poco chiaro del Comune di Cesena, poiché – hanno affermato in aula il P.M. e relativo consulente – i provvedimenti di condono del Comune sono ideologicamente falsi, poiché basati sulle dichiarazioni non veritiere della ALNE srl; inoltre il Comune di Cesena non ha rilevato la decadenza della validità della Concessione Edilizia relativa alla attrezzaia, concessione edilizia decaduta nel giugno del 2004.<br />
Sono anni che i Verdi di Cesena isolatamente denunciano politicamente con forza una continua  aggressione edilizia alla collina cesenate; per i Verdi tale territorio va tutelato e salvaguardato sotto il profilo ambientale, e il Comune di Cesena deve evitare di rilasciare Permessi di Costruire che legittimano una ingiustificata degenerazione edilizia alla collina (e alle zone rurali in genere) da parte di società industriali, costruttori di impattanti ville, di pseudo-agricoltori per la costruzione di fittizie case rurali mai state al servizio dell’attività agricola, di fittizie attrezzaie trasformate in residenza.</p>
<p>Distinti saluti</p>
<p>Cesena, 17 gennaio 2008</p>
<p>Davide Fabbri<br />
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		<title>Il Sindaco di Cesena condivide la tutela delle osterie e delle botteghe storiche</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 21:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>omordenti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel Consiglio Comunale di Cesena del 19 dicembre 2007, il consigliere comunale dei Verdi Davide Fabbri ha presentato al Sindaco Giordano Conti una interpellanza per chiedere alla Giunta Comunale una tutela delle osterie e botteghe storiche cesenati. Il Sindaco Giordano Conti, nel rispondere alla interpellanza, ha condiviso la proposta dei Verdi: al fine di evitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Consiglio Comunale di Cesena del 19 dicembre 2007, il consigliere comunale dei Verdi Davide Fabbri ha presentato al Sindaco Giordano Conti una interpellanza per chiedere alla Giunta Comunale una tutela delle osterie e botteghe storiche cesenati.</p>
<p>Il Sindaco Giordano Conti, nel rispondere alla interpellanza, ha condiviso la proposta dei Verdi: al fine di evitare pericolosi cambi di destinazione d’uso (attualmente possibili con le vigenti norme di PRG), il Sindaco si è preso l&#8217;impegno a predisporre una Variante normativa al PRG &#8211; così come da richiesta dei Verdi -al fine di tutelare la storia e le tradizioni di queste realtà, ed impedire pertanto cambi di destinazione d’uso a potenziale rischio di speculazione edilizia ed immobiliare.</p>
<p>I Verdi hanno segnalato che a Cesena sono ancora presenti diverse osterie &#8211; trattorie: tali osterie hanno un indubbio valore culturale e sociale; osterie intese come luogo di civile convivenza: il gusto di mangiare antico, la scelta dei vini e delle bevande, sono patrimonio e tradizione che non vanno persi, pena la caduta di quei valori fondamentali su cui si basa la nostra società.</p>
<p>Oltre a tutto questo, occorre anche la salvaguardia fisica ed ambientale dei luoghi dove questa civiltà si esprime, dato che il tessuto sociale della comunità trae linfa vitale da ciò che, fin dal secolo passato, l&#8217;osteria ha rappresentato per la nostra società.</p>
<p>L’osteria storica della città – la stessa da almeno 150 anni &#8211; è collocata in pieno centro storico, in via Fantaguzzi 26: Osteria Michiletta, una delle ultime osterie del centro della città.</p>
<p>Gli attuali gestori di tale attività (che sono in affitto da proprietari bolognesi) hanno ricevuto tre anni orsono, uno sfratto esecutivo, poiché la volontà della proprietà è di vendere gli spazi e di realizzare appartamenti in sostituzione dell’osteria, snaturando e cancellando una realtà storica importante.</p>
<p>Con la Variante Normativa al PRG, verrà tutelata l&#8217;Osteria Michiletta e tutte le botteghe storiche della nostra città.</p>
<p>I Verdi hanno espresso soddisfazione per la risposta data dal Sindaco alla interpellanza dei Verdi.</p>
<p>Distinti saluti</p>
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		<title>Interpellanza urgente sulla tutela delle osterie cesenati</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 19:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>omordenti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Cesena - per fortuna &#8211; sono ancora presenti diverse osterie-trattorie: tali osterie hanno un indubbio valore culturale e sociale; osterie intese come luogo di civile convivenza: il gusto di mangiare antico, la scelta dei vini e delle bevande, sono patrimonio e tradizione che non vanno persi, pena la caduta di quei valori fondamentali su cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Cesena - per fortuna &#8211; sono ancora presenti diverse osterie-trattorie: tali osterie hanno un indubbio valore culturale e sociale; osterie intese come luogo di civile convivenza: il gusto di mangiare antico, la scelta dei vini e delle bevande, sono patrimonio e tradizione che non vanno persi, pena la caduta di quei valori fondamentali su cui si basa la nostra società.</p>
<p><strong>Oltre a tutto questo, occorre anche la salvaguardia fisica ed ambientale dei luoghi dove questa civiltà si esprime, dato che il tessuto sociale della comunità trae linfa vitale da ciò che, fin dal secolo passato, l&#8217;osteria ha rappresentato per la nostra società. </strong></p>
<p>L’osteria storica della città - la stessa da almeno 150 anni &#8211; è collocata in pieno centro storico, in via Fantaguzzi 26: Osteria Michiletta, una delle ultime osterie del centro della città<strong>. </strong><br />
Gli attuali gestori di tale attività (che sono in affitto da proprietari bolognesi) hanno ricevuto tre anni orsono, uno sfratto esecutivo, poiché la volontà della proprietà è di vendere gli spazi e di realizzare appartamenti in sostituzione dell’osteria.<br />
Il Segretario della Confesercenti cesenate Graziano Gozi ha lanciato recentemente un appello agli amministratori della città, proponendo giustamente di avviare una iniziativa politico-amministrativa a tutela e a difesa delle nostre botteghe storiche.<br />
Il Sindaco Giordano Conti ha dichiarato pubblicamente qualche giorno fa di aver coinvolto - tramite comunicazione ufficiale &#8211; la Soprintendenza di Ravenna al fine di chiedere una tutela storica della destinazioni d’uso di una osteria così antica e prestigiosa</p>
<p>Premesso tutto questo</p>
<p>Con la presente interpellanza</p>
<p>il sottoscritto Davide Fabbri, Consigliere Comunale dei Verdi di Cesena</p>
<p>Chiede all’Amministrazione Comunale</p>
<p>- se gli alloggi ipotizzati dalla proprietà dell’immobile di via Fantaguzzi 26 sono compatibili dal punto di vista delle destinazioni d’uso con le vigenti norme di applicazione del PRG del centro storico<br />
- nel qual caso fosse possibile &#8211; da norme di PRG &#8211; il cambio di destinazione d’uso (da osteria ad alloggi residenziali), si chiede di predisporre immediatamente una Variante normativa al PRG al fine di tutelare la storia e le tradizioni di queste realtà, ed impedire cambi di destinazione d’uso a potenziale rischio di speculazione edilizia ed immobiliare</p>
<p>Distinti saluti</p>
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		<title>Area produttiva di Pievesestina: un brutto pasticcio</title>
		<link>http://www.verdiforlicesena.org/2007/area-produttiva-di-pievesestina-un-brutto-pasticcio/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 21:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>omordenti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento di Davide Fabbri Consigliere Comunale dei Verdi di Cesena Ieri sera in un Consiglio Comunale di Cesena deserto di pubblico è stata approvata una importante delibera di richiesta di partecipazione di soggetti privati per il decollo di una nuova società (la S.T.U.) per la gestione del P.I.P. di Pievesestina-San Cristoforo di Cesena. I Verdi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento di Davide Fabbri Consigliere Comunale dei Verdi di Cesena</p>
<p>Ieri sera in un Consiglio Comunale di Cesena deserto di pubblico è stata approvata una importante delibera di richiesta di partecipazione di soggetti privati per il decollo di una nuova società (la S.T.U.) per la gestione del P.I.P. di Pievesestina-San Cristoforo di Cesena.</p>
<p>I Verdi hanno votato contro la delibera, argomentando ampiamente la loro posizione.</p>
<p>La scelta politica della Giunta è devastante, è ingiustificata sotto il profilo politico, non fa giustizia della realtà delle cose, serve solo da un lato a coprire le responsabilità di SAPRO spa per il mancato decollo dell’area e dall’altro per tentare di uscire da una situazione di stallo, realizzando un intervento a forti spinte speculative.</p>
<p>La soluzione proposta dalla Giunta di Cesena per l’attuazione del Comparto produttivo tramite Società di Trasformazione Urbana aperta ai privati, è una cosa grave e negativa, che fa suscitare politicamente molto stupore e molto sconcerto.</p>
<p>L’area in questione è una delle aree piu’ vaste e complesse mai trattate da SAPRO spa e dal Comune, di ben 43 ettari di terreno (56 lotti), prevista da tempo come zona di insediamenti produttivi di iniziativa pubblica, prevista da anni e mai realizzata, bloccata da tempo per inerzia di SAPRO spa e del Comune di Cesena.</p>
<p>Il rapporto con SAPRO andava sicuramente chiuso prima.</p>
<p>Nel corso degli anni si è consentito, come se nulla fosse, a Società immobiliari di entrare nell’area PIP di insediamento pubblico.</p>
<p>Attualmente la società IRO spa con sede in Forli detiene il 47% delle aree del comparto.</p>
<p>La società IRO spa assieme ad altre Società e privati proprietari delle aree – proprietari della quasi totalità delle aree del comparto &#8211; – GIMO gruppo Immobiliare spa – la ditta Tulipani SRL -  si sono fatte rappresentare dal noto politico locale (ex Assessore Regionale) nonche’ dottore commercialista Vittorio Pieri.</p>
<p>La Giunta di Cesena, pur di uscire da una situazione di stallo indecorosa, che perdura da anni, è disposta a far decollare l’area a tutti i costi, ingigantendo i prezzi per i futuri assegnatari dei lotti, snaturando il principio ispiratore del PIP, che è il seguente: espropriare le aree a prezzi contenuti, assegnare i lotti agli aventi titolo tramite bando a prezzi non speculativi, piu’ bassi rispetto a quelli di mercato.</p>
<p>Il dramma e il paradosso è che a Pievesestina – in questo comparto &#8211; i prezzi di assegnazione dei lotti saranno i piu’ alti di tutta la città.</p>
<p>Come mai le associazioni di categoria non prendono posizione?<br />
Come mai le organizzazioni economiche, imprenditoriali e sindacali non si fanno sentire?<br />
Tali enti non sono preoccupati sul fatto che le aree verranno messe a disposizione delle aziende a prezzi speculativi?<br />
Il loro silenzio è alquanto sospetto.</p>
<p>Nella scelta politica della Giunta si prevede l&#8217;abbandono dei rapporti fra Comune e SAPRO spa, dato che Sapro non ha rispettato gli obblighi del convenzionamento col Comune, Sapro non ha rispettato le procedure, gli obblighi, i tempi nell&#8217;attuazione del comparto – inerzia durata piu’ di sette anni.</p>
<p>Al tempo stesso il Comune di Cesena, consapevole del forte ritardo nell&#8217;attuazione della convenzione da parte di SAPRO, consapevole che il contenzioso in atto è stato provocato essenzialmente da SAPRO, il Comune liquida SAPRO attraverso la STU, con un milione e 256.000 euro, soldi ingiustificati.</p>
<p>La Giunta copre le inadempienze di SAPRO, poiche’ il Comune è uno dei soci di maggioranza relativa della società SAPRO; il Comune di Cesena ha sempre avuto componenti nel C.D.A. della Sapro; la Giunta va a tutelare a prescindere gli amministratori di SAPRO, non mettendo in atto le indispensabili azioni sulle responsabilità pesantissime degli amministratori di SAPRO sul mancato decollo dell&#8217;area produttiva.</p>
<p>L’inerzia di Sapro ha provocato un grave danno alla economia del territorio e di tutte le imprese intenzionate a collocare a Pievesestina le loro attività: Sapro infatti non ha mai attivato le previste procedure di esproprio relative alla Convenzione SAPRO-Comune dell’agosto del 2000.</p>
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		<title>Area industriale di Pievesestina</title>
		<link>http://www.verdiforlicesena.org/2007/area-industriale-di-pievesestina/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 21:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>omordenti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cesena]]></category>
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		<description><![CDATA[I VERDI CHIEDONO DI FERMARE L’INGRESSO DEI SOCI PRIVATI NELLA NUOVA SOCIETA’ DI PIEVESESTINA Intervento del Consigliere Comunale dei Verdi Davide Fabbri La Giunta di Cesena ha fatto la scelta di procedere alla risoluzione del rapporto con SAPRO spa per il P.I.P. di Pievesestina e di dare attuazione al comparto industriale mediante la costituzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I VERDI CHIEDONO DI FERMARE L’INGRESSO DEI SOCI PRIVATI NELLA NUOVA SOCIETA’ DI PIEVESESTINA</p>
<p>Intervento del Consigliere Comunale dei Verdi Davide Fabbri</p>
<p>La Giunta di Cesena ha fatto la scelta di procedere alla risoluzione del rapporto con SAPRO spa per il P.I.P. di Pievesestina e di dare attuazione al comparto industriale mediante la costituzione di una nuova società (la S.T.U. – Società della Trasformazione Urbana) con l’apertura ai soci privati.</p>
<p>I Verdi fanno appello a tutte le forze politiche del Consiglio Comunale di Cesena (Consiglio che è sovrano rispetto alle volontà della Giunta): i Verdi chiedono di approvare una mozione politica per sospendere l’attuale procedura, dato che le perplessità dell’intera operazione sono fortissime.</p>
<p>L’area industriale di Pievesestina – prevista dal lontano 1995 &#8211; è di ben 43 ettari di terreno (è previsto l’insediamento di 56 aziende produttive), prevista da tempo e mai realizzata, bloccata per l’inerzia di SAPRO spa (società pubblica per lo sviluppo delle aree produttive).</p>
<p>La Giunta di Cesena è andata alla rottura definitiva dei rapporti con SAPRO per tale Comparto, liquidando SAPRO – tramite lo strumento della nuova Società denominata PIEVE 6 &#8211; con un corrispettivo ingente e ingiustificato (euro 1.256.000).</p>
<p>SAPRO spa rispetto agli impegni assunti all’atto della sottoscrizione della Convenzione col Comune di Cesena nell’agosto del 2000, non ha portato avanti (se si esclude la progettazione del Comparto) una significativa attività per la realizzazione dell’area produttiva di Pievesestina.</p>
<p>La Giunta di Cesena, consapevole del forte ritardo nell&#8217;attuazione della convenzione da parte di SAPRO, consapevole che il contenzioso in atto è stato provocato da SAPRO, la Giunta ha deciso di liquidare SAPRO – tramite la STU &#8211; per euro 1.256.000 euro, senza chiedere i danni a SAPRO per le inefficienze ed i ritardi nel far decollare l’area industriale; tali oneri concorreranno a far lievitare ulteriormente il prezzo di vendita delle aree PIP del Comparto.</p>
<p>La Giunta copre le inadempienze di SAPRO senza mettere in atto le indispensabili azioni sulle responsabilità pesantissime di SAPRO sul mancato decollo dell&#8217;area produttiva, in quanto SAPRO è risultata inadempiente a  impegni prioritari presenti nella Convenzione sottoscritta il 3 agosto 2000.</p>
<p>Il Comune va allo snaturamento del P.I.P. pubblico (il P.I.P. è un piano insediamenti produttivi di iniziativa pubblica) previsto sull&#8217;area, tramite la costituzione di una nuova società di trasformazione urbana, aperta agli imprenditori privati: il risultato è lo snaturamento del PIP pubblico, il risultato è che non si metteranno a disposizione degli operatori economici terreni urbanizzati a prezzi contenuti; anzi: così come si diceva in precedenza, la STU si farà carico di liquidare SAPRO per euro 1.256.000 per la risoluzione anticipata della Convenzione fra Sapro e Comune, oneri che andranno a far ulteriormente lievitare i prezzi di assegnazione dei lotti.</p>
<p>Il paradosso è proprio questo: la Giunta di Cesena, coprendo le responsabilità di SAPRO, chiude il rapporto con la spa pubblica per il PIP di Pievesestina, non chiedendo i danni a SAPRO per gli errori fin qui commessi ma liquidando a SAPRO – tramite la nuova S.T.U.  &#8211; una ingente somma</p>
<p>Per i Verdi SAPRO spa doveva essere liquidata dei soli costi e delle sole spese effettivamente sostenute per la progettazione del Comparto, valutando al contempo un risarcimento del danno arrecato al Comune per le inefficienze ed i ritardi nel far partire l’area industriale.</p>
<p>I Verdi porteranno in approvazione una mozione politica al prossimo Consiglio Comunale convocato per il giorno 22 novembre 2007.</p>
<p>Cesena, 16 novembre 2007<strong>Articoli Simili:</strong>
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		<title>Inizia un processo importante: presunti abusi edilizi e danni all&#8217;ambiente della collina cesenate</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 20:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>omordenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento di Davide Fabbri, Consigliere Comunale dei Verdidi Cesena e membro dell’Esecutivo Regionale dei Verdi dell’Emilia-Romagna Mercoledì 14 novembre 2007, alle ore 9, parte in Tribunale a Forli un importante processo per presunta lottizzazione abusiva che vede fra i rinviati a giudizio l’amministratrice unica della Società AL.NE. srl (Stefania Migani), moglie di Nerio Alessandri (il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento di Davide Fabbri, Consigliere Comunale dei Verdidi Cesena e membro dell’Esecutivo Regionale dei Verdi dell’Emilia-Romagna</p>
<p>Mercoledì 14 novembre 2007, alle ore 9, parte in Tribunale a Forli un importante processo per presunta lottizzazione abusiva che vede fra i rinviati a giudizio l’amministratrice unica della Società AL.NE. srl (Stefania Migani), moglie di Nerio Alessandri (il 100% delle quote di tale Società sono di Nerio Alessandri, leader imprenditoriale di Technogym) per la realizzazione di una mega costruzione rurale più mega attrezzaia sulle colline di Celincordia in via Termoli a Cesena, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale.</p>
<p>La mega lottizzazione ha comportato ingenti sbancamenti, modifiche sostanziali al territorio collinare, una aggressione edilizia ingiustificata in collina con la costruzione di fabbricati ad elevato impatto ambientale.</p>
<p>Il Sostituto Procuratore di Forli Monica Galassi (ora Pubblico Ministero nel processo) ha rinviato a giudizio 10 persone (dirigenti comunali, costruttori, progettisti, affittuari della lotto, rappresentante legale di ALNE srl) per diversi ipotesi di reato; i reati contestati sono: lottizzazione abusiva, abuso d’ufficio, concorso del reato, reato continuato, falsità ideologica.</p>
<p>La Procura della Repubblica fu allertata da segnalazioni di cittadini, dalle denunce politiche dei Verdi, dagli articoli della stampa locale; il tutto portò ad un sequestro preventivo dei fabbricati e dell’area in questione, realizzato tramite ordinanza del GIP del 13.10.2004.</p>
<p>ALNE srl fece ricorso contro il sequestro e il Tribunale del Riesame diede ragione al GIP in data 31.10.2005, confermando il sequestro.</p>
<p>L’atto accusa della PM Monica Galassi è pesantissimo: per il magistrato sono state violate le norme urbanistiche-edilizie; è stato violato il PRG; la lottizzazione è abusiva; le concessioni edilizie non potevano essere rilasciate; autorizzando tale lottizzazione è stato dato un ingiusto profitto patrimoniale alla Società ALNE (da misura camerale il 100% delle quote sono di NERIO ALESSANDRI, patron di Technogym) dato che le opere sono da ritenersi abusive.</p>
<p>I Verdi seguiranno da vicino il processo.</p>
<p>Si chiede gentilmente ai giornalisti di essere presenti al processo (il processo è a porte aperte al pubblico) e di dare ampia informazione a questo importante processo.</p>
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		<title>Edilizia a Cesena: controlli scarsi e poco efficaci</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 21:42:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervento di Davide Fabbri, Consigliere Comunale dei Verdi di Cesena Le ultime notizie dal fronte dei presunti abusi edilizi sono le seguenti: Mercoledì 14 novembre 2007 parte a Forli un importante processo per presunta lottizzazione abusiva che vede fra i rinviati a giudizio dirigenti comunali (Bonaretti, Brighi, Lorenzini) e l’amministratrice unica della Società AL.NE. srl [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento di Davide Fabbri, Consigliere Comunale dei Verdi di Cesena</p>
<p>Le ultime notizie dal fronte dei presunti abusi edilizi sono le seguenti:</p>
<p>Mercoledì 14 novembre 2007 parte a Forli un importante processo per presunta lottizzazione abusiva che vede fra i rinviati a giudizio dirigenti comunali (Bonaretti, Brighi, Lorenzini) e l’amministratrice unica della Società AL.NE. srl (Stefania Migani), moglie di Nerio Alessandri (il 100% delle quote della Società AL.NE. sono di Nerio Alessandri, leader imprenditoriale di Technogym) per la realizzazione di una mega costruzione sulle colline di Celincordia in via Termoli a Cesena.</p>
<p>Qualche giorno fa la Procura della Repubblica ha avviato una indagine per presunte violazioni alle leggi sull’edilizia in riferimento ad una imponente attrezzaia trasformata in agriturismo con tanto di sbancamenti e parcheggio in collina, in via Castello di Carpineta di Cesena (indagati la proprietà Daltri e il Dirigente comunale Bonaretti – ora in pensione).</p>
<p>Su ambedue le vicende i Verdi avevano segnalato in tempo utile all’Amministrazione Comunale (ben prima dell’arrivo dei sigilli della Magistratura) i presunti abusi edilizi in contrasto con gli strumenti di pianificazione <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/urbanistica-2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con urbanistica">urbanistica</a>; l’ Amministrazione Comunale, attraverso il proprio Dirigente Bonaretti, ha sempre risposto affermando che tutto era in regola.</p>
<p>Il Sindaco Conti ha sempre espresso il massimo rispetto e il pieno affidamento nell’ operato della Magistratura, confermando la propria fiducia nei confronti dei Dirigenti coinvolti.</p>
<p>Una considerazione politica credo che sia opportuna farla: gli amministratori di questa città non sono riusciti minimamente a contenere l’aggressione alla collina da parte di costruttori di ville, di fittizie case rurali che non sono mai state al servizio dell’attività agricola; gli amministratori di questa città non hanno posto con forza il tema del potenziamento della vigilanza pubblica nei confronti dell’attività edilizia.</p>
<p>In collina la legge consente l’edificazione solo ed esclusivamente nei confronti degli aventi titolo, e cioè i coltivatori diretti, gli unici aventi titolo in quanto lavoratori delle zone agricole.</p>
<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio fenomeno degenerativo di aggressione edilizia ingiustificata alla collina: costruzioni ad alto impatto ambientale, sia sotto il profilo idrogeologico che estetico &#8211; paesaggistico, progetti edilizi in collina preceduti da sbancamenti e movimentazioni terra di eccessive dimensioni, modificanti la morfologia dei versanti e il loro assetto originario; uso improprio di attrezzaie e proservizi agricoli, trasformati impropriamente in residenza o in agriturismo; mercato irregolare di certificati di imprenditore agricolo a titolo principale (essenziali per poter costruire in zona agricola).</p>
<p>I Verdi affermano che è arrivato il momento di dire basta all&#8217;aggressione edilizia in zona agricola, è arrivato il momento di effettuare controlli più mirati, più efficaci sulla legittimità ad intervenire in zona agricola.</p>
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		<title>Area Sapro &#8211; i Verdi chiedono chiarezza e trasparenza</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 18:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>omordenti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[I VERDI CHIEDONO CHIAREZZA E TRASPARENZA SUI TANTI SOLDI (EURO 1.256.000) CONCESSI A SAPRO PER LA ROTTURA DEI RAPPORTI FRA COMUNE E SAPRO. Il Consigliere comunale dei Verdi di Cesena presenta al Sindaco una interpellanza per chiedere chiarezza e trasparenza sulla risoluzione dei rapporti fra Comune e SAPRO spa per l’area artigianale &#8211; industriale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I VERDI CHIEDONO CHIAREZZA E TRASPARENZA SUI TANTI SOLDI (EURO 1.256.000) CONCESSI A SAPRO PER LA ROTTURA DEI RAPPORTI FRA COMUNE E SAPRO.</strong></p>
<p>Il Consigliere comunale dei Verdi di Cesena presenta al Sindaco una interpellanza per chiedere chiarezza e trasparenza sulla risoluzione dei rapporti fra Comune e SAPRO spa per l’area artigianale &#8211; industriale di Pievesestina.</p>
<p>Tale area è di ben 43 ettari di terreno (previsto l’insediamento di 56 aziende produttive), prevista da un decennio come zona di insediamenti produttivi di iniziativa pubblica, prevista da tempo e mai realizzata, bloccata per l’inerzia di SAPRO spa (società pubblica per lo sviluppo delle aree produttive) e del Comune di Cesena.</p>
<p>La Giunta del Comune con propria delibera n. 277 del 2 ottobre 2007 va alla rottura definitiva dei rapporti con SAPRO, liquidando tale società con una somma ingente e ingiustificata (euro 1.256.000), senza aver coinvolto come da promessa istituzionale il Consiglio Comunale, calpestando gli impegni che l’Assessore Miserocchi aveva preso con tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale.</p>
<p>Il rapporto con SAPRO andava sicuramente chiuso molto tempo fa, quando in diverse occasioni si è fortemente criticata l’inerzia di SAPRO sull’area di Pievesestina; infatti SAPRO, rispetto agli impegni assunti all’atto della sottoscrizione della Convenzione col Comune dell’ agosto del 2000, non ha portato avanti alcuna attività per la realizzazione dell’area produttiva di Pievesestina.</p>
<p>I Verdi sono d’accordo nel chiudere i rapporti con la società SAPRO di gestione dell&#8217;area, dato che Sapro non ha rispettato gli obblighi del convenzionamento col Comune, non ha rispettato le procedure, gli obblighi, i tempi nell&#8217;attuazione del comparto e si è dimostrata una società non efficiente.</p>
<p>Sul piano politico, la cosa grave è che la Giunta di Cesena, consapevole del forte ritardo nell&#8217;attuazione della convenzione da parte di SAPRO, consapevole che il contenzioso in atto è stato provocato da SAPRO, la Giunta decide di liquidare ingiustamente SAPRO per euro 1.256.000 euro: questa la cifra che si è inteso sborsare per chiudere i rapporti politici-amministrativi con Sapro per l’area di Pievesestina.</p>
<p>La Giunta del Comune di Cesena pertanto copre le inadempienze di SAPRO (il Comune di Cesena è socio di Sapro, ha avuto diversi consiglieri di amministrazione in Sapro – Leonardo Belli – Lorenzo Gasperoni), non mettendo in atto le indispensabili azioni sulle responsabilità pesantissime di SAPRO sul mancato decollo dell&#8217;area produttiva, in quanto SAPRO è stata inerte per più di sette anni, è risultata inadempiente agli impegni della Convenzione sottoscritta.</p>
<p>Il Comune inoltre va allo snaturamento del P.I.P. pubblico (il P.I.P. è un piano insediamenti produttivi di iniziativa pubblica) previsto sull&#8217;area, tramite la costituzione di una nuova società di gestione (la S.T.U.), una società di trasformazione urbana, aperta agli imprenditori privati: il risultato è lo snaturamento del PIP pubblico, il risultato è che non si metteranno a disposizione degli operatori economici terreni urbanizzati a prezzi contenuti.</p>
<p>Il paradosso è proprio questo: la Giunta di Cesena, coprendo le responsabilità di SAPRO, chiude il rapporto con la spa pubblica, non chiedendo i danni a SAPRO per gli errori fin qui commessi ma liquidando a SAPRO – tramite la nuova S.T.U. Società di Trasformazione Urbana &#8211; una ingente somma ingiustificata (per noi SAPRO doveva essere liquidata dei soli costi sostenuti per la progettazione del comparto, valutando al contempo un risarcimento del danno arrecato al Comune).</p>
<p>Nell’interpellanza al Sindaco il Consigliere Comunale dei Verdi chiederà conto su tali scelte e chiederà alla Giunta:<br />
•       come è stato determinata la cifra da concedere a SAPRO per la risoluzione della Convenzione,<br />
•       per quale motivo tale cifra non è stata decurtata da un onere di risarcimento a carico di SAPRO per l’avvenuto danno per tutte le inadempienze di SAPRO</p>
<p>Cesena, 27 ottobre 2007</p>
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		<title>Area Sapro di Pievesistina: grave scorrettezza della Giunta</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 20:01:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[I Verdi chiedono chiarezza e trasparenza sui tanti soldi spesi (euro 1.256.000) concessi a Sapro per la rottura dei rapporti fra Comune e Sapro Cesena &#8211; Davide Fabbri, Capogruppo Consiliare dei Verdi di Cesena, interviene sull&#8217;area Sapro I Verdi tornano sulla spinosa partita di una area importante, di ben 43 ettari di terreno (56 lotti), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I Verdi chiedono chiarezza e trasparenza sui tanti soldi spesi (euro 1.256.000) concessi a Sapro per la rottura dei rapporti fra Comune e Sapro</strong></p>
<p>Cesena &#8211; Davide Fabbri, Capogruppo Consiliare dei Verdi di Cesena, interviene sull&#8217;area Sapro</p>
<p>I Verdi tornano sulla spinosa partita di una area importante, di ben 43 ettari di terreno (56 lotti), prevista da tempo come zona di insediamenti produttivi di iniziativa pubblica a Pievesestina, prevista da anni e mai realizzata, bloccata da tempo per l’inerzia di SAPRO spa (società pubblica per lo sviluppo delle aree produttive) e del Comune di Cesena.</p>
<blockquote><p>Questa è la novità: La Giunta del Comune di Cesena va alla rottura definitiva dei rapporti con SAPRO, liquidando tale società con una somma ingente e ingiustificata (euro 1.256.000), senza coinvolgere e informare il Consiglio Comunale, calpestando gli impegni che la Giunta aveva preso con tutte le forze politiche presenti in Consiglio.</p>
<p>Il rapporto con SAPRO andava sicuramente chiuso prima, molto tempo fa, quando in diverse occasioni si è fortemente criticata l’inerzia di SAPRO sull’area di Pievesestina; infatti SAPRO, rispetto agli impegni assunti all’atto della sottoscrizione della Convenzione col Comune dell’ agosto del 2000, non ha portato avanti alcuna attività per la realizzazione dell’area industriale-artigianale di Pievesestina.</p>
<p>I Verdi sono d’accordo nel chiudere i rapporti con la società SAPRO di gestione dell&#8217;area, dato che Sapro non ha rispettato gli obblighi del convenzionamento col Comune, non ha rispettato le procedure, gli obblighi, i tempi nell&#8217;attuazione del comparto.</p>
<p>La cosa grave è che il Comune di Cesena, consapevole del forte ritardo nell&#8217;attuazione della convenzione da parte di SAPRO, consapevole che il contenzioso in atto è stato provocato da SAPRO, il Comune liquida ingiustamente SAPRO per euro 1.256.000 euro: questa la cifra che il Comune ha inteso sborsare per chiudere i rapporti politici-amministrativi con Sapro per l’area di Pievesestina.</p>
<p>La Giunta del Comune di Cesena pertanto copre le inadempienze di SAPRO (il Comune di Cesena è socio di Sapro, ha avuto diversi consiglieri di amministrazione in Sapro), non mettendo in atto le indispensabili azioni sulle responsabilità pesantissime di SAPRO sul mancato decollo dell&#8217;area produttiva, in quanto SAPRO è stata inerte per più di sette anni, è risultata inadempiente agli impegni della Convenzione sottoscritta.</p>
<p>Il Comune inoltre va allo snaturamento del PIP pubblico (il PIP è un piano insediamenti produttivi di iniziativa pubblica) previsto sull&#8217;area, tramite la costituzione di una nuova società di gestione, una società di trasformazione urbana, aperta agli imprenditori privati: il risultato è lo snaturamento del PIP pubblico, il risultato è che non si metteranno a disposizione degli operatori economici terreni urbanizzati a prezzi contenuti.</p>
<p>Il paradosso è proprio questo: Il Comune di Cesena, coprendo le responsabilità di SAPRO, chiude il rapporto con SAPRO, non chiedendo i danni a SAPRO per gli errori fin qui commessi ma liquidando a SAPRO – tramite la nuova S.T.U. Società di Trasformazione Urbana &#8211; una ingente somma ingiustificata (SAPRO doveva essere liquidata dei soli costi sostenuti per la progettazione del comparto, valutando al contempo un risarcimento del danno arrecato al Comune).</p>
<p>Cesena, 21 ottobre 2007</p></blockquote>
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		<title>Savignano sul Rubicone: quando comincerà la demolizione del capannone abusivo?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 07:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Federazione Provinciale dei Verdi è solidale con Davide Fabbri, membro dell’Esecutivo Provinciale, accusato ingiustamente dal Sindaco di Savignano sul Rubicone del reato di diffamazione per la vicenda della revoca delle deleghe all’Assessore Teresa Chiauzzi e degli abusi edilizi commessi dall’imprenditore Baldinini. L’Esecutivo Provinciale condivide le critiche politiche mosse da Davide Fabbri nei confronti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Federazione Provinciale dei Verdi è solidale con Davide Fabbri, membro dell’Esecutivo Provinciale, accusato ingiustamente dal Sindaco di Savignano sul Rubicone del reato di diffamazione per la vicenda della revoca delle deleghe all’Assessore Teresa Chiauzzi e degli abusi edilizi commessi dall’imprenditore Baldinini.</p>
<p>L’Esecutivo Provinciale condivide le critiche politiche mosse da Davide Fabbri nei confronti del Sindaco Elena Battistini ed auspica che venga accantonata l’annunciata querela nei confronti dei Verdi. </p>
<p>I Verdi sono in fiduciosa attesa degli interventi di demolizione del capannone della ditta Baldinini, misura che la legge prescrive nel caso di edifici costruiti abusivamente in zone non edificabili.</p>
<p>I Verdi contrastano l’abusivismo edilizio sia quando le opere illegali sono realizzate dalla malavita organizzata sia quando sono realizzate dagli speculatori edilizi sia quando sono messe in atto da imprenditori disinvolti. </p>
<p>Questa posizione, politicamente comune a tutto il centrosinistra a livello nazionale, sembra trovare pochi consensi a livello locale, soprattutto a Savignano sul Rubicone dove anche Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani tacciono sull’inerzia  clamorosa  dell’Amministrazione comunale, ferma se non addirittura immobile.</p>
<p>Questo immobilismo è tanto più sorprendente se si considera che la Dirigente del Settore Pianificazione territoriale, prima di dimettersi dall’incarico, ha emesso fin dal 26 aprile 2007 l’ordinanza di demolizione del capannone illegalmente costruito su un terreno agricolo.<br />
I Verdi si battono per la tutela dell’ambiente e per la corretta gestione <a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/urbanistica-2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con urbanistica">urbanistica</a> del territorio, e si aspetterebbero un identico impegno da parte di coloro che sono impegnati nella costituzione del Partito Democratico, a cominciare dai cosiddetti “ecodem”.</p>
<p>Ogni sanatoria, comunque mascherata, quali una variante urbanistica, un accordo di programma, una richiesta di trasformazione della destinazione d’uso dell’edificio per un improbabile allevamento di insetti, potrebbero configurarsi addirittura come un reato particolarmente grave.</p>
<p>I Verdi continueranno a vigilare attentamente per evitare che i reati finora commessi possano trovare copertura.</p>
<p>Infine i Verdi, ricordando che i condoni edilizi sono da sempre il cavallo di battaglia del centrodestra, intendono stigmatizzare il vergognoso documento di AN e FI con il quale questi due partiti hanno plaudito alla decisione del Sindaco di revocare la delega dell’Assessore all’urbanistica Teresa Chiauzzi dopo la scoperta dell’abuso edilizio e le conseguenti azioni volte a determinarne la demolizione.<strong>Articoli Simili:</strong>
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		<title>Davide Fabbri querelato dal Sindaco di Savignano</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 10:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[SESTO POTERE &#8211; Infomedia italia&#124; IL SINDACO DI SAVIGNANO HA QUERELATO DAVIDE FABBRI (VERDI) (Sesto Potere) &#8211; Cesena &#8211; 7 luglio 2007 &#8211; Pubblichiamo un intervento Davide Fabbri, membro dell’Esecutivo Provinciale di Forlì-Cesena e Regionale del Partito dei Verdi &#8220;Sono stato nuovamente querelato; denunciato questa volta dal Sindaco del Comune di Savignano sul Rubicone. Personalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&amp;rifcat=110&amp;Rid=129007" rel="nofollow" >SESTO POTERE &#8211; Infomedia italia</a><a href="http://www.sestopotere.com/index.ihtml?step=2&amp;rifcat=110&amp;Rid=129007" rel="nofollow" >| IL SINDACO DI SAVIGNANO HA QUERELATO DAVIDE FABBRI (VERDI)</a><br />
(Sesto Potere) &#8211; Cesena &#8211; 7 luglio 2007 &#8211; Pubblichiamo un intervento Davide Fabbri, membro dell’Esecutivo Provinciale di Forlì-Cesena e Regionale del Partito dei Verdi</p>
<p>&#8220;Sono stato nuovamente querelato; denunciato questa volta dal Sindaco del Comune di Savignano sul Rubicone.<br />
Personalmente sono stato querelato parecchie volte per l’ipotetico reato di diffamazione a mezzo stampa: alla fine sono sempre stato assolto o prosciolto prima del processo, poiché ho sempre detto la verità, scomoda ma di verità si trattava. L’iniziativa di chi querela, come in questo caso del Sindaco Elena Battistini, è riconducibile in larga misura ad azioni strumentali, che compromettono la serenità di un rappresentante politico, con grave incidenza sul diritto di libera espressione del pensiero, essenziale in un regime democratico. Il clima di intimidazione che si vuole determinare costituisce un fattore che reputo molto grave . Il motivo di questa querela va sicuramente ricercato nella mia rigorosa e scomoda attività politica, che, con tono critico ma senza ricorrere a offese o diffamazioni di alcun tipo, smascherano spesso e volentieri la cattiva gestione della cosa pubblica, denunciano i danni arrecati all’ambiente e alla legalità.<br />
Questo mio comportamento politico dà troppo fastidio; pertanto gli avversari di turno ricorrono alle chiare e significative intimidazioni nei  confronti di opinioni motivate di critica politica&#8221;.</p>
<p>E Fabbri aggiunge: &#8220;Il Sindaco Battistini dovrebbe chiarire pubblicamente quali sarebbero le mie affermazioni, ritenute dal Sindaco false, diffamatorie e tendenziose: io non ho leso e non intendo ledere l’onorabilità degli amministratori del Comune di Savignano&#8221;. &#8220;Una cosa comunque è certa: le intimidazioni non avranno il risultato di far zittire una voce libera o neutralizzare una presenza indispensabile in questa Provincia: quella dei Verdi. Al contrario, verrà rafforzata l’azione politica a Savignano sul Rubicone, con maggiore determinazione e rigore, continuando le battaglie ecologiste, di proposta e di denuncia. Sulla vicenda degli abusi edilizi della ditta Baldinini, chiediamo nuovamente al Sindaco una difesa delle ordinanze di ingiunzione alla demolizione emesse dalla Dirigente del settore pianificazione territoriale e ambiente: tali atti vanno difesi da eventuali ricorsi da parte della proprietà&#8221;: conclude Davide Fabbri<strong>Articoli Simili:</strong>
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		<title>L&#8217;urbanistica è morta, resta solo il cemento.</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 17:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo questo interessante articolo di Sauro Turroni sull&#8217;urbanistica. L’URBANISTICA È MORTA, RESTA SOLO IL CEMENTO Dai primi anni 60 si sono ripetuti numerosi tentativi di riforma della legge urbanistica, la 1150/42 tutti andati a vuoto, a cominciare dal disegno di legge Sullo affossato con sullo sfondo “un tintinnio di sciabole”. Ciò nonostante alcune leggi importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo questo interessante articolo di Sauro Turroni sull&#8217;<a href="http://www.verdiforlicesena.org/tag/urbanistica-2/" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post taggati con urbanistica">urbanistica</a>. </p>
<p>L’URBANISTICA È MORTA, RESTA SOLO IL CEMENTO </p>
<p>Dai primi anni 60 si sono ripetuti numerosi tentativi di riforma della legge urbanistica, la 1150/42 tutti andati a vuoto, a cominciare dal disegno di legge Sullo affossato con sullo sfondo “un tintinnio di sciabole”.</p>
<p>Ciò nonostante alcune leggi importanti negli anni successivi si aggiunsero, integrandola, alla legge urbanistica varata in periodo fascista, a cominciare dalla 167/62 per l’edilizia economica e popolare, ai decreti ministeriali del 68 sugli standard urbanistici, alla legge ponte, alla legge 10/77 fino alla legge 457/78 sulla casa.</p>
<p>Anche a livello regionale si approvarono leggi importanti, tutte volte a confermare che il governo  dell’assetto delle città e del territorio era pubblico.</p>
<p>Erano stati introdotti nuovi strumenti utili per guidare le trasformazioni urbane, per recuperare i centri storici, per garantire spazi e servizi pubblici, per comprimere la rendita fondiaria e speculativa.</p>
<p>Grandi lotte popolari, avanzati movimenti e forze politico-culturali, associazioni ambientaliste agguerrite, Istituti autorevoli e prestigiosi erano protagonisti del dibattito e della iniziativa politica, nelle città si sperimentavano azioni di governo del territorio con strutture pubbliche costituite ad hoc sul modello dei paesi più avanzati.</p>
<p>All’inizio degli anni 80 tutto ciò fu messo in discussione, la Milano da bere, l’aggressione craxiana ai “lacci e laccioli”, il condono edilizio colpirono al cuore il riformismo urbanistico, iniziando un’opera di deregulation continua e devastante che da allora non ha subito battute d’ arresto.</p>
<p>Una consistente parte della sinistra, sostenendo che vi era un abusivismo di necessità, non contrastò anzi condivise il condono e giunse a portare in parlamento un sindaco comunista siciliano alfiere degli abusivi dell’isola.</p>
<p>Della stagione riformista qualcosa continuò a reggere tanto è vero che vennero approvate nell’85 la legge Galasso, nell’89 la legge per la difesa del suolo, nel 91 la 394 sui parchi. Nessuna di queste leggi però poteva avere in sé la forza di mettere in discussione la rendita fondiaria e il parassitismo speculativo che sempre più violentemente tornavano a determinare le scelte.</p>
<p>La sinistra si è adeguata velocemente e con la motivazione della semplificazione, dello snellimento delle procedure, della concertazione sono stati creati e sono diventati ordinari gli sportelli unici, le dichiarazioni di inizio attività ma soprattutto gli accordi di programma e una infinita congerie di strumenti derogatori, tutti volti ad agevolare le operazioni immobiliari e a sottrarle al controllo e alla pianificazione pubblica.</p>
<p>La pianificazione urbanistica e territoriale veniva assimilata a quella dei soviet e nello stesso tempo cominciavano a trovare sempre più spazio le proposte di riforma incentrate sulla perequazione, sulla urbanistica contrattata, sulla privatizzazione della urbanistica ponendo nelle mani della proprietà immobiliare le trasformazioni del territorio.</p>
<p>L’Istituto nazionale di Urbanistica si faceva portatore di proposte di riforma assai discutibili, facendo una inversione di 180 gradi rispetto alle rigorose posizioni riformiste mantenute per decenni.</p>
<p>Anche il secondo condono edilizio trovò una modesta resistenza, solo le associazioni ambientaliste, i verdi e una parte della sinistra si batterono contro il nuovo “ tana liberi tutti” mentre gli altri alleati mantennero un atteggiamento ambiguo ( per usare un eufemismo, visto che dopo la caduta del governo Berlusconi del ‘94 il relatore della legge sul condono fu un senatore del PDS).</p>
<p>I verdi, che sono stati protagonisti assoluti della battaglia contro il condono, sono diventati nello stesso tempo proponenti delle proposte di riforma urbanistica, di finanziamento dei piani paesaggistici, di riforma dei sistemi di autorizzazione delle trasformazioni del territorio, di recupero dei centri storici eccetera.</p>
<p>Tutto ciò grazie anche al sostegno straordinario fornito al nostro partito da una persona eccezionale, recentemente scomparsa, Gigi Scano, che aveva messo a disposizione dei verdi le elaborazioni di una associazione, Polis, che raggruppava al suo interno coloro che non avevano mai inteso rinunciare a combattere una battaglia civile e democratica in difesa di un territorio che altri consideravano ormai come una merce e null’altro.</p>
<p>E’ verde la norma per la costituzione delle società di trasformazione urbana, uno strumento innovativo per affrontare in modo moderno le trasformazioni di parti di territorio complesse, attraverso società che traevano il proprio guadagno dalla propria attività e non dalla rendita parassitaria della speculazione fondiaria.</p>
<p>E’ verde la norma che retribuisce con un compenso aggiuntivo i tecnici della pubblica amministrazione che fanno al suo interno attività di progettazione urbanistica allo scopo di rafforzare strutture pubbliche di pianificazione.</p>
<p>Sono verdi le norme, poi purtroppo modificate, che escludono i centri storici dalla possibilità di applicare la loro interno le DIA, come sono verdi le norme che sottopongono alla valutazione preventiva della esistenza dell’interesse storico artistico gli immobili pubblici da alienare.</p>
<p>Verde è la resistenza contro l’inganno federalista che mina irreversibilmente i principi di governo unitario del territorio, separando e sottoponendo a potestà diverse elementi naturali e fisici non divisibili o separabili lungo confini amministrativi.</p>
<p>Scemano però le forze in campo, le forze del mattone e del cemento dilagano, scompaiono dalla scena alcuni degli uomini simbolo della battaglia per la tutela del territorio, del paesaggio e del patrimonio storico artistico della nazione. Con Antonio Cederna e Antonio Iannello vengono meno gli alfieri di questa battaglia.</p>
<p>La sinistra diessina presa in contropiede cerca di contrastare le iniziative dei verdi, contrappone proprie proposte di riforma urbanistica e giunge a rallentare per almeno due anni, durante il primo governo Prodi, l’iter della legge di riforma urbanistica perché intendeva attribuirne la competenza esclusiva alle regioni attraverso la modifica del titolo V della costituzione o, in caso ciò non fosse risultato possibile, di gestirla in proprio secondo la solita visione egemonica della politica.</p>
<p>Con queste premesse la riforma fallisce ancora una volta e i verdi non condividono la proposta della relatrice Lorenzetti, ritenuta insufficiente e troppo aperta alle deroghe e fondata su una non condivisibile contrattazione.</p>
<p>Con il ritorno del centrodestra al governo del paese ritorna un nuovo condono edilizio, diventato ormai strumento ordinaro di governo del territorio.</p>
<p>Questa volta solo i Verdi e le associazioni ( non tutte con la stessa determinazione) fanno una durissima opposizione ad una politica di un governo chiamato della “Casa abusiva delle Libertà” , solo i verdi tentano fino in fondo di impedire la svendita del patrimonio storico della nazione che costerà il posto al sottosegretari Sgarbi, solitario loro compagno di battaglia, ed è merito esclusivo dei verdi se viene bloccata al Senato la devastante proposta di legge Lupi.</p>
<p>Mentre nel paese importanti settori del mondo industriale si impegnano in attività finanziarie ed immobiliari, insieme e alla pari con personaggi espressione del mondo della rendita, i così detti immobiliaristi, scompare anche per ampi settori della politica e dell’impresa la distinzione fondamentale fra rendita e profitto di impresa e lavoro.</p>
<p>Il Berlusconismo dei bei tempi di Milano 2 diventa addirittura un modello positivo.</p>
<p>La P.di L. Lupi afferma Eddy Salzano è il “documento più espressivo del neoliberismo urbanistico” nel quale “si perseguiva l’obiettivo di privatizzare l’urbanistica”…”trasformandola in attività negoziale e contrattata con la proprietà immobiliare”. Quel progetto di legge che i verdi da soli hanno affossato ha trovato ampia condivisione in settori importanti del centrosinistra ed è anche stato trasposto in alcune leggi urbanistiche regionali.</p>
<p>Nello stesso tempo, mentre ormai viene meno nella sinistra ogni volontà di riforma intesa come restituzione al potere pubblico della pianificazione urbanistica e degli altri principi fondamentali che riconducono all’interesse generale il governo del territorio e alla necessità di sottoporre a tutela le parti fragili o costituenti gli elementi fondamentali del paesaggio, della natura o della storia della nazione nelle regioni, senza che venissero adeguatamente contrastate dai verdi, sono state approvate leggi che hanno consentito che anche in regioni a torto definite avanzate venisse realizzata la più grande e volgare opera di cementificazione del territorio.</p>
<p>Le Monticchiello o le Romilia e le infinite altre iniziative immobiliari avanzano ovunque e non si vedono adeguate resistenze, essendo troppo attratte le residue attenzioni sul territorio da altre emergenze, quali gli inceneritori o altre interventi di analogo tipo.</p>
<p>Gli stessi comitati che sono nati ovunque sul territorio per contrastare le opere sbagliate previste ogni dove e che non riconoscono nelle espressioni politiche tradizionali la propria rappresentanza, quasi mai si occupano degli scempi urbanistici con la stessa intensità ed efficacia con cui si dedicano ad interventi che influiscono sulla salute, sull’aria e sul clima, fatti salvi alcuni luoghi nei quali ancora alcune presenze verdi si uniscono idealmente con esponenti del mondo della cultura.</p>
<p>I verdi non sono più protagonisti delle proposte di riforma e nello stesso tempo non si mostrano capaci di contrastare come si dovrebbe quanto di peggio sta emergendo .</p>
<p>La più perniciosa iniziativa devastante è senza dubbio il disegno di legge Capezzone-Bersani, approvato alla Camera e non contrastato dai verdi.</p>
<p>Con la scusa della semplificazione e dello sviluppo economico ogni tipo di attività economica e produttiva, capannoni, banche, alberghi, attività commerciali, ipermercati ecc potrà essere costruita sulla base di una semplice domanda.</p>
<p>Se l’operatore economico decidesse di costruire il proprio immobile in area agricolao in altra area non destinata a quello scopo niente paura, dopo una conferenza di servizi da lui stesso convocata sarà approvata una bella variante.</p>
<p>E’ la soluzione finale per il nostro territorio, come se non bastasse quello che le regioni e i comuni hanno fatto in questi ultimi anni nei quali migliaia di ettari al giorno di terreno agricolo scompaiono per sempre ricoperti da quella che Cederna chiamava repellente crosta di cemento e asfalto.</p>
<p>E i verdi dove sono ?</p>
<p>Da altre parti forse, impegnati in altre emergenze, ma quello che emerge è che anche fra loro sono ormai pochi quelli rimasti ad occuparsi di territorio ed urbanistica.</p>
<p>Nelle Università l’urbanistica come azione di governo di natura pubblica è scomparsa, nelle regioni e nei comuni i nuovi esponenti politici si trovano a fare i conti con una cultura diffusa ed egemone di urbanistica “di mercato” che non ha neppure più luoghi di discussione pubblica, nelle associazioni ambientaliste la “questione urbanistica”gode di spazi sempre più ristretti.</p>
<p>Una stagione sembra definitivamente finita e dire che a fronte di un dilagante e pervasivo sprawl edilizio i verdi poterebbero farsi portatori della proposta di legge di tutela del territorio agricolo che Gigi Scano predispose per Italia Nostra nonché del progetto di rinnovo delle periferie urbane avanzato dal ministro verde che per riuscire ha bisogno di una forza politica che sappia raccogliere il testimone di una battaglia di civiltà da altri abbandonata perché ormai hanno assimilato le stesse idee del capo della casa abusiva della libertà. </p>
<p>Roma, 18 giugno 2007<br />
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