SS67: La ToRo ha dunque fallito?

23 aprile 2005 di admin Lascia un commento »

Se è necessario un nuovo strumento che si occupi della SS67 si sia coerenti fino in fondo e ci si attivi per lo scioglimento della ToRo – I Verdi saranno a fianco di Bulbi

Leggiamo sulla stampa che Massimo Bulbi, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, si è attivato per creare un nuovo strumento, un nuovo tavolo che raccolga sindaci e politici attorno al capezzale di quell’idea per lo meno bislacca di voler fare della SS67 una superstrada che colleghi Ravenna con Livorno.

Se Bulbi ha sentito questa necessità  è evidente che non crede negli strumenti già  realizzati dai suoi predecessori con particolare riferimento alla Società  ToRo, nata appositamente con l’obiettivo di realizzare la nuova SS67 e di cui fanno parte ormai quasi tutti gli enti locali attraversati da questa arteria

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Su questo punto non possiamo che essere d’accordo con Bulbi. La ToRo ha fallito e quindi sarebbe opportuno trarne le dovute conseguenze attivandosi per scioglierla al più presto.

Oltre ad evitare di fare ulteriori danni alla valle dell’Acquacheta con il suo scioglimento si libererebbero anche risorse economiche ed energie da indirizzare verso azioni più utili per l’intera collettività .

La ToRo, nata negli anni ’90, e presentata con fanfare e grancasse come lo strumento che avrebbe risolto ogni problema, ha per fortuna fallito la sua mission e saremo a fianco di Bulbi se sarà  coerente fino in fondo.

Non va infine dimenticato che, mentre si è continuato a propagandare per anni la volontà  di intervenire sulla SS67, al momento della riclassificazione di tutta la rete viaria nazionale si è fatta la scelta di lasciare l’arteria nelle mani statali. Una scelta che ha comportato l’implicito disimpegno da parte degli Enti locali e l’accettazione da parte degli stessi di un ruolo da comprimari nelle scelte sul suo futuro.

Da quel momento tutti coloro che hanno operato per difendere la vallata hanno potuto cominciare a dormire sonni tranquilli e vorrebbero continuare a farlo.

Forlì, 23 aprile 2005

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