Rifiuti, municipalizzate e cose fuori dal Comune…

6 febbraio 2006 di admin Lascia un commento »

Politica imprenditoriale, scelte aziendali ed industriali a Forlì â?Š
anche qui la mano dei “furbetti del quartierino”?â?Š


A proposito della programmata e contestata costruzione di un nuovo inceneritore a Forlì
da parte di Hera con il beneplacito dell’amministrazione comunale, oltre ad essere quest’ultima
in maniera quanto meno disdicevole parte in causa in quanto detiene una partecipazione
azionaria in Hera ( cosa poi risaputa) quello che è paradossale è che la Fondazione cassa
dei risparmi di Forlì ,che siede nel consiglio di amministrazione di Hera con il suo presidente,
mentre da una parte partecipa alla costruzione di un apparecchio inquinante e quasi certamente fonte
di sostanze cancerogene dall’altra parte finanzia la costruzione di un moderno centro per lo studio
e la cura dei tumori (l’IRST con sede a Meldola).
C’ è allora da meravigliarsi se il direttore di quest’ultimo,noto oncologo a livello nazionale
e comunque persona ottima e stimata, ha poi assunto rispetto all’inceneritore una posizione possibilista?
Risulta pure che sia il precedente sindaco di Forlì(sotto la cui amministrazione è stato dato
il via libera ad Hera per l’inceneritore) ,sia il suo succitato collega oncologo sono soci storici
della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.
Fra le 3 banche che siedono, con loro rappresentanti, nel consiglio di amministrazione di Hera oltre
all’UNIPOL (ah..ah..proprio quella di Consorte!) e alla citata Fondazione forlivese c’è anche
la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna nella figura dell’ ex rettore
dell’ateneo bolognese Fabio Roversi Monaco intimo di Prodi (quasi tutti i suoi non pochi fratelli
e lui stesso sono stati docenti universitari ai tempi del suo rettorato).
Con questi presupposti c’è da meravigliarsi
se Romanone non è particolarmente recettivo a politiche energetiche e di smaltimento dei rifiuti
a basso impatto ambientale?
Il problema si complica se consideriamo che la Cassa di Risparmio di Forlì tramite le sue non poche
agenzie ha consigliato ai suoi non pochi correntisti l’acquisto delle azioni di Hera all’epoca della sua
quotazione in borsa . Ora in una dinamica di libero mercato ed in un’ottica strettamente finanziaria
non ci sarebbe nulla di male, anzi gli investitori sono attualmente gratificati con aumento
del valore azionario a 2 cifre, il problema però sorge quando nello stesso soggetto confluisce oltre
all’investitore, ripagato,e per questo condizionato, dal ritorno economico, anche il cittadino.
Infatti è quest’ultimo ad essere sensibile alla qualità  dell’aria che respira, e all’impatto sulla salute
delle scelte ambientali fatte dall’amministrazione che governa il territorio in cui vive. Ma là  dove
il cittadino è giustamente preoccupato e tenderebbe a porre limiti a politiche industriali che antepongono
logiche di profitto alla qualità  della vita nelle aree in cui operano, l’investitore vede solo
nell’aumento del profitto stesso il segno della validità  del suo operare,addirittura secondo
Max Weber l’indizio di una predestinazione… in termini religiosi.
Comunque dato che la nostra società  tende sempre più a dare importanza
alla dimensione monetaria questo conflitto, che il buon senso vorrebbe non esistesse per manifesto
rilievo della salute di fronte a qualsiasi altro valore, può essere tale da portare molti cittadini ad un
giudizio non imparziale sul problema in oggetto: il modo migliore per lo smaltimento dei rifiuti.
Io sono garantista e per principio salvo, fino a prova contraria,
la buona fede dei personaggi e degli istituti citati anche perché i fatti denunciati si inscrivono
nell’altro grande condizionamento (che pure i beppegrilli non prendono sufficentemente
in considerazione) e cioè l’automia e conseguente obbiettività  della pur indispensabile
ricerca scientifica ( e qui in Romagna forse influenzata anche a colpi di PET-TAC, RMN, defibrillatoriâ?Š)
che nella cronica mancanza di fondi ,stornati nelle grandi e spesso inutili opere che sappiamo,
è sempre più dipendente dal danaro erogato dalle grandi fondazioni quasi sempre legate a
gruppi industriali e a banche es. la Fondazione Agnelli, telethon e la Bnl,ecc….ecc

Pubblicità

Lascia un commento