Condividiamo con apprensione i comunicati stampa dei sindacati che lamentano la scarsità di forniture dei dispostivi di protezione individuale per il personale sanitario impegnato in prima linea in questa emergenza sanitaria. E’ chiaro che, in mancanza di adeguate protezioni (mascherine, camici sterili, guanti, dispositivi antischizzi) il personale rischierebbe di diventare veicolo di trasmissione del virus nelle nostre strutture, oltre che mettere in pericolo la propria salute e quella dei propri familiari.

Ad oggi il decreto “Cura Italia” approvato dal Governo ci rassicura solo in parte, in quanto dispone una deroga alle vigenti norme per la produzione di mascherine e stanzia incentivi a fondo perduto alle imprese che già le producono: occorre però dare la massima priorità alle verifiche necessarie per partire prima possibile.

L’aumentata produzione e disponibilità di tali DPI, unitamente ad altri, sicuramente migliorerà le condizioni di sicurezza degli operatori ma rimane comunque la scelta discutibile di effettuare i tamponi solo tra chi è sintomatico.  Noi chiediamo che tale fondamentale controllo venga esteso a tutti coloro che lavorano in prima linea nelle aree sanitarie di maggior rischio, in particolar modo terapie intensive, degenze di malattie infettive e pneumologia.

Allo stesso modo, occorre provvedere ad una riorganizzazione delle procedure, ove possibile, per ridurre i rischi ed escludere, come richiesto dai sindacati, la responsabilità penale e civile degli esercenti le professioni sanitarie per eventi avversi verificatisi nel periodo di durata dell’emergenza sanitaria.

Chi è oggi al fronte ha bisogno di sentirsi protetto, dal virus così come dalle possibili ricadute di un lavoro fatto per massimizzare il risultato e salvare il numero maggiori di vite.

Europa Verde rimane al loro fianco, come ha sempre fatto, e rinnova il suo sostegno al servizio sanitario pubblico, unica garanzia in tempi di crisi e di ordinaria amministrazione della tutela della salute dei cittadini.


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