Forni crematori per animali d’affezione: se solo i nostri amministratori locali si informassero prima di parlare

La notizia di un probabile ok definitivo alla variante urbanistica, che permetterà a soggetti privati di realizzare un impianto di cremazione per animali domestici, è preoccupante non solo per la possibilità che venga realizzato un ulteriore inceneritore nel nostro territorio, ma anche perché motivata da ragioni incomprensibili.


Il vero “atto di civiltà” – per citare il nostro vice sindaco – sarebbe non tanto la realizzazione di tali strutture, ma piuttosto la presenza di amministratori locali a conoscenza dei servizi già disponibili sul territorio.

L’istituto Zooprofilattico di Forlì, ente pubblico, fornisce da anni il servizio di smaltimento (ossia cremazione) carcasse e, se richiesto, smaltimento con restituzione delle ceneri. Non solo, ma è anche disponibile ad effettuare indagini autoptiche in caso di dubbi relativi al decesso dell’animale, il tutto con un tariffario chiaro e dettagliato, facilmente reperibile online.

Ci chiediamo, dunque, quale sia la reale motivazione alla base di questa solerte modifica al piano urbanistico, perché per fare fronte alle esigenze dei proprietari di animali d’affezione, sarebbe sufficiente pubblicizzare quello che già c’è e serve, invece che permettere la creazione di qualcosa di nuovo, che non serve.

Maria Grazia Creta, coportavoce Europa Verde Forlì

Categorie: Generale

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