In ogni opera contano due cose: l’obiettivo e la competenza di chi lo persegue. Se l’obiettivo è sbagliato, anche il miglior intervento tecnico produce un errore.

La recente nevicata è stata usata come pretesto per abbattere alberi sani e non pericolosi, inseguendo le paure amplificate sui social invece di scelte ponderate. Il compito dell’amministrazione dovrebbe essere fare la cosa giusta, non quella che garantisce consenso immediato.

Lo abbiamo già visto lungo i fiumi: per “sicurezza” si è eliminata la vegetazione, ottenendo l’effetto opposto. Senza piante, gli argini sono più deboli e le piene arrivano più velocemente a valle, aumentando il rischio nelle città.

Lo stesso accade lungo le strade. La scienza è chiara: nei pini le potature vanno ridotte al minimo. Interventi invasivi compromettono la chioma e la forma aerodinamica che li rende resistenti al vento. Gli alberi che cadono, infatti, sono spesso quelli indeboliti da potature aggressive o da lavori stradali eseguiti senza tutela delle radici.

Si continua così a danneggiare un patrimonio storico ed estetico: si rovinano le radici, si indeboliscono le piante e poi si invoca l’abbattimento. Eppure le alternative esistono. A Riccione, ad esempio, si proteggono i pini con vespai aerati e terreni strutturali, garantendo stabilità del suolo e salute degli alberi nel tempo.

Il verde urbano non è arredo: è fondamentale per la qualità della vita e la mitigazione del microclima. Trattarlo con superficialità significa rendere le città più calde, grigie e fragili.

La nevicata è stata una prova di forza: gli alberi rimasti in piedi hanno dimostrato di essere sani e resistenti. Per gestire i rischi residui, l’amministrazione potrebbe affiancare un monitoraggio serio a una copertura assicurativa per eventuali danni, come avviene per molte opere umane.

Quando l’abbattimento è inevitabile, il regolamento prevede la ripiantumazione, spesso disattesa, come dimostrano ceppi e aiuole trasformate in asfalto.

I pini sono in Romagna da oltre duemila anni: hanno costruito navi, ispirato poeti, adornato città. È incomprensibile che incompetenza, mancanza di aggiornamento scientifico e cedimento alle spinte populiste possano giustificare il massacro di un patrimonio che appartiene a tutti.

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