La notizia della richiesta di riapertura dell’allevamento di Roncadello ha giustamente scosso i residenti, preoccupati delle conseguenze in termini di odori per il vicinato dell’impianto.

Come Verdi abbiamo lottato per decenni contro il modello degli allevamenti intensivi e nell’esprimere la nostra contrarietà anche in questo caso ci piacerebbe che si allargasse il dibattito a tutta la provincia, riportandolo ad una riflessione più ampia sul nostro modello di consumo insostenibile.

La società moderna vuole sempre più polli, ma solo nel piatto, spesso ignorando la realtà di forte impatto ambientale negativo che esiste dietro questa pretesa.
L’aumento del consumo di carne ha come conseguenza la necessità di produrne sempre di più, e con sistemi sempre più intensivi.

Tra le attività umane questa è una delle maggiori cause dell’emergenza climatica, ed è quindi sempre più urgente comprendere la necessità di rivedere le nostre abitudini alimentari riducendo significativamente il consumo dei prodotti di origine animale, senza trascurare l’importanza etica di una scelta di questo tipo.

Finché non saremo disponibili a fare un ragionamento complessivo saremo costretti a fronteggiare le conseguenze dell’insediamento di nuovi allevamenti, e non ci solleverebbe affatto allontanarli dalle zone abitate deturpando e cementificando altra campagna vergine.

Gli incentivi e gli sgravi fiscali di cui gode questo settore sono certamente un altro problema che andrebbe affrontato e rimodulato, per evitare di promuovere attività che puntano sulla quantità piuttosto che sulla sostenibilità e qualità.

I cambiamenti climatici, le pandemie, l’inquinamento dovrebbero spingere ciascuno a fare la propria parte, ed in questo modo otterremmo benefici per la nostra salute ed il futuro non solo del nostro vicinato, ma di tutto il Pianeta in cui viviamo.


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