Siamo allibiti per quanto è emerso in questi giorni sulla gestione dell’area Ex Eridania. L’assessore contraddice sé stesso e le sue delibere, anche per questo riteniamo che debba dimettersi

Poche settimane dopo l’estemporaneo annuncio del progetto – non previsto da alcun piano e mai presentato alla cittadinanza – di trasferimento degli uffici della Questura nell’area ricoperta di verde dell’ex Eridania, all’improvviso sono stati avviati lavori di disboscamento.

Interpellato dalla stampa, anche se era evidente che le macchine cingolate e gli operai non stessero facendo giardinaggio, l’Assessore al Verde Petetta ha dichiarato che sarebbero in corso “solo” operazioni di “esbosco”, parola scelta con accuratezza nel tentativo di addolcire la natura del devastante intervento all’attenzione dell’opinione pubblica.

In realtà la parola mette nero su bianco due cose: conferma che l’area è oggi coperta da un bosco, così come è definito dall’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 34/2018, e che si sta procedendo alla sua rimozione, nonostante le tutele paesaggistiche ai sensi dell’articolo 142, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 42/2004.

L’obiettivo dell’intervento è però un altro: l’allontanamento e lo smembramento dell’ampia colonia di aironi cenerini, aironi guardabuoi, garzette, nitticore e altre specie di uccelli mediante l’abbattimento di alberature, la raccolta dei nidi presenti in attesa di essere presto utilizzati dopo l’attuale periodo di accoppiamento, celando anche in questo caso la realtà dietro la parola “bonifica” con la quale a nostro parere si tenta di nascondere la distruzione di un habitat e la compromissione del suo stato di conservazione.

Gli aironi che abitavano quell’area, scacciati dai lavori, ora sono dispersi popolando i campi attigui, come si vede dalle foto dei residenti.

Anche alla luce degli esposti presentati dalle associazioni e da cittadini preoccupati, chiediamo che i lavori vengano immediatamente sospesi, e riteniamo che l’Assessore debba assumere le responsabilità delle sue contraddizioni e rimettere le sue dimissioni al Sindaco.

A tutto ciò si aggiunge che mentre ad agosto Petetta dichiarava che era da escludersi che la garzaia – l’area di nidificazione spontanea degli aironi – potesse rappresentare un problema sanitario, oggi invece afferma che l’intervento è necessario proprio per questo motivo. Quale delle due versioni è quella vera?

Il disciplinare tecnico allegato alla delibera di dicembre prevede espressamente l’abbattimento di alberature nella zona della garzaia, la raccolta e lo smaltimento di nidi, interventi di sanificazione, disinfezione e disinfestazione, l’installazione di “dissuasori al fine di prevenire la formazione di una nuova garzaia”.

Oggi invece afferma alla stampa che non verrà effettuato nessun taglio di alberi: possibile che non conosca i contenuti della delibera, di cui ha la responsabilità diretta, e dell’appalto fatto dai suoi uffici, nemmeno dopo l’avvio dei lavori e l’evidenza dei fatti, dopo le proteste della cittadinanza, dopo che i mezzi cingolati hanno iniziato a radere al suolo?

Come si fa a negare la compromissione dell’ecosistema che si è venuto a creare nei decenni di rinaturalizzazione, se l’obiettivo del progetto appaltato è eliminare ogni possibilità di recupero del luogo di nidificazione, esplicitato anche dall’installazione dei dissuasori?

Cosa ne sarà del polmone verde, e più in generale che ne sarà dell’intera area ex Eridania, priva di un progetto lungimirante, se invece di recuperare gli edifici di archeologia industriale, se invece di conservare intatta la vegetazione, la si smantellerà un pezzo per volta, cominciando proprio da quella boscata, la più preziosa per la salute dei cittadini e per il contrasto alle ondate di calore in estate?

Petetta dovrebbe rileggersi i titoli delle sue deleghe, tra le quali ci sarebbe quella di “Forlì Città Verde” e “Benessere Animale”, ammettere che non sta svolgendo correttamente il suo compito, e trarne le giuste conclusioni restituendo le deleghe al Sindaco.

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