Risultato delle primarie del simbolo degli Ecologisti e Civici

Sono 255 i cittadini e le cittadine che sabato e domenica scorsa, a Forlì, hanno partecipato alle Primarie per la scelta del simbolo del nuovo soggetto politico ecologista verde e civico, esprimendo la propria preferenza nel seggio allestito in piazza Saffi.

All’interno del gazebo è stato allestito un vero e proprio seggio elettorale con tanto di cabina, urna e lista dei votanti .

69 hanno scelto il simbolo presentato dalla Federazione dei Verdi, 89 quello presentato dall’Appello “Abbiamo un sogno”, 35 quello presentato dalla “Costituente ecologista” e 62 quello presentato dai Sindaci della buona amministrazione. Non vi sono state schede bianche o nulle.

Bilanciata la partecipazione di genere al voto: 46,7% gli uomini, 53,3% le donne.

“ Siamo molto soddisfatti” – ha dichiarato Fausto Pardolesi, responsabile del seggio insieme con Elena Galeazzi dell’appello Abbiamo un Sogno, – “ l’iniziativa innovativa è stata accolta positivamente dai cittadini e ha offerto un risultato molto incoraggiante, a dimostrazione che in Italia si avverte molto forte l’esigenza di una formazione politica ecologista, autonoma e autorevole, appassionata e competente, come quella che insieme con tante realtà e soggetti stiamo costruendo”

Seguono i risultati delle primarie a livello nazionale: (altro…)

IL POTERE del CEMENTO – Serata di Riccione

Io e Roberto Mercadini ci stiamo divertendo portando in ogni città dell’Emilia-Romagna lo spettacolo tratto da un mio libretto, il POTERE del CEMENTO… A Riccione – teatro del Mare – è andata molto bene: una partecipazione popolare incredibile…. Prossimi appuntamenti dello spettacolo: Forlì, S.Arcangelo di Romagna, Rimini, Ravenna, Reggio Emilia, Leggi tutto

LADAKH E SOCCORSI : ABBIAMO VISTO UNA REALTA’ DIVERSA DA QUELLA RACCONTATA

LADAKH E SOCCORSI : ABBIAMO VISTO UNA REALTA’ DIVERSA DA QUELLA RACCONTATA

SAURO TURRONI , ex parlamentare Verde, in Ladakh durante l’alluvione per un progetto umanitario per un villaggio di bambini tibetani profughi, dichiara : “ma quali soccorsi dall’Ambasciata, tutti si sono dovuti arrangiare da soli e le compagnie aeree hanno preteso soldi in più per rimpatriare le persone che intendevano tornare a casa, approfittando della catastrofe come i soldati corrotti che pretendevano mazzette per far salire la gente sugli aerei a Leh”.

Turroni e i due ingegneri che erano con lui, Niccolò Saraca e Enzo Capanna, sono tornato alcuni giorni prima poichè non era più ragionevole restare, e sarebbero stati d’intralcio come tutti i turisti.

“Per 2 giorni non siamo riusciti a saper nulla del villaggio. Il Tibetan Children Village di Choglamsar, il luogo maggiormente colpito dall’evento calamitoso. Dentro al villaggio quella notte c’erano 950 bambini” – ha dichiarato Turroni. (altro…)