L’inceneritore di Forlì non l’ha voluto Berlusconi

Nel disincanto del dopo elezioni, ad un anno da un’assillante campagna elettorale, tutta incentrata sui guasti prodotti dal governo berlusconiano, ecco evidenziarsi agli occhi dei cittadini, in tutta la sua gravità , la responsabilità  di scelte locali che nulla hanno da invidiare agli orientamenti economicistici e pregiudizievoli per il bene comune del tanto deprecato governo centrale.

Ora sappiamo con certezza ad esempio che l’iniziativa di far costruire un inceneritore a Forlì non è imputabile a Berlusconi, ma frutto di improvvide politiche tutte nostrane. Ed è oltremodo sconfortante, mentre la classe dirigente al governo del paese sta compiendo la sua parabola discendente, non certo per merito dell’opposizione delle forze di sinistra, anch’esse decadenti ed inconcludenti, constatare che nel nostro territorio si scontano gli esiti di scelte amministrative fondate sul primato del mercato e dell’economia sopra ogni altro valore. (altro…)

Agenda 21 sul piano rifiuti

Striscioni e bandiere (anche verdi) in piazza Morgagni. no all’inceneritore si al riciclo.
La sala è stracolma, il caldo è torrido (forse l’incenerimento comincia da qui).
I facilitatori del forum di A21 Marotta e Costa, hanno il compito arduo di organizzare i lavori.
Le tre riunioni separate proposte nella convocazione paiono inutili, i temi sono troppo simili e si sceglie il tavolo unico.
Si parte con una fila continua e di interventi critici al piano e propositivi di un percorso alternativo, non entro nel dettaglio i contenuti sono quelli di sempre, riduzione, riuso, riciclo, poi valutazione delle necessità  di incenerimento. (altro…)

Inceneritore: quante sciocchezze!

Le vicende di questi giorni hanno messo in chiaro, come se ce ne fosse ancora bisogno, chi comanda nella nostra provincia (e forse non solo): Hera detta la linea e Bulbi esegue.

Le inaccettabili dichiarazioni del direttore generale di Hera dimostrano che la società  multiservizi di cui i Verdi hanno sempre contestato la costituzione opera solo a fini aziendali, ma soprattutto dettando le linee programmatiche che alcuni rappresentanti istituzionali come Bulbi si affrettano a metter in atto.

Si ribalta così il principio cardine su cui si fonda il rapporto istituzioni e aziende strumentali. E i Verdi non si stancheranno mai di ricordare che Hera che opera in regime monopolistico, con affidamento diretto e senza gara deve essere solo uno strumento di esecuzione della volontà  dei cittadini e non di programmazione per i suoi interessi aziendali.

Vorremmo inoltre sapere se Hera detta la linea anche all’Asl dal momento che dice di essere a conoscenza, già  oggi, di un parere positivo che sarà  reso a fine mese in Conferenza dei Servizi sull’inceneritore. Come è possibile ciò? (altro…)

I paradossi della c.d. “democrazia rappresentativa”.

La vertenza che oggi vede coinvolta la federazione provinciale dei Verdi, ha dato, localmente, evidenza ai paradossi della c.d. “democrazia rappresentativa”. Un vero esempio. Benché qualcuno voglia attribuire alla vicenda, presa a paradigma, dignità  politica, si tratta di uno scontro sull’ amministrazione dell’esistente. Visioni, una più appiattita su posizioni di “maggioranza”, l’altra riformistica, entrambe compatibili al sistema, entrambe non lo mettono in discussione. Una prospettiva seriamente politica contemplerebbe almeno il tentativo di cambiamento dell’esistente…
(altro…)