Leggiamo reazioni entusiastiche per gli annunci di Ryanair di aumentare il flusso dei voli nell’aeroporto di Forlì. Del resto da anni il potere di questa compagnia aerea è stato tale da determinare spesso le scelte politiche, come quando di decise di finanziare con ingenti somme di denaro pubblico lo scalo negli anni 2000, fino a quando non fu più economicamente sostenibile.
Wilson, CEO di Ryanair, sta sostanzialmente minacciando il Governo di non investire in nuove rotte e mezzi in Italia a meno che non venga abolita in tutta Italia l’addizionale municipale. Il rapporto tra pubblico e privato dovrebbe essere più sano ed equilibrato, a nostro parere.
Ma la domanda principale è se Forlì possa sostenere davvero la crescita del suo aeroporto.
Per avere una sostenibilità economica gli studi dicono sia necessario suparare il milione di passeggeri l’anno. Per avere un paragone, secondo i dati FA SRL pubblicati dalla stampa, nel 2025 i passeggeri sono stati 115.891, un calo di quasi il 12% rispetto al 2024.
Questo significa che per andare in pareggio il numero di voli dovrebbe moltiplicarsi circa 10 volte rispetto all’attuale, un costo collettivo per la città in termini di vivibilità, inquinamento e rumore inaccettabili.
Il finanziamento tramite l’abolizione della Council Tax della regione, ripartita secondo i passeggeri dei 3 scali minori della regione, impiegherà circa 400’000 euro l’anno per il Ridolfi, una cifra che non salverà i bilanci della società di gestione.
Il bilancio 2023, l’ultimo disponibile pubblicamente, registra una perdita di esercizio di più di 13 milioni di euro, quasi uguale all’intero capitale sociale.
La città e lo scalo non possono reggere un numero di voli decuplicato rispetto all’attuale: Più voli significano più emissioni, più rumore, più pressione sulla salute delle persone. Se vogliamo parlare di sviluppo, dobbiamo considerare anche i costi collettivi.
Per questo dovremmo investire il denaro pubblico per lo sviluppo delle tratte ferroviarie, per incentivare il turismo e lo sviluppo economico locale in maniera strutturale e sostenibile a lungo termine
Cristina Mengozzi e Alessandro Ronchi
Europa Verde – Verdi

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