Ricorso contro la caccia nel demanio, ci serve un aiuto!

In breve: stiamo raccogliendo piccole donazioni per finanziare il ricorso contro la caccia nel demanio pubblico. Tramite questo link puoi donare anche un solo euro per aiutarci!: www.buonacausa.org/cause/description/295

Nel dettaglio, la legge nazionale sulla protezione della fauna selvatica stabilisce che una percentuale minima del 20% del territorio agro silvo pastorale debba essere sottratto alla caccia.

La Provincia di Forlì-Cesena, nonostante non sia conforme neppure a questi limiti minimi, prevede di aprire alla caccia alcune migliaia di ettari del demanio forestale.

Per approvare questa espansione del territorio aperto alla caccia, la Regione ha richiesto 5000 ettari da destinare alla protezione della fauna per arrivare alla quota minima.

La risposta della Provincia è stata quella di includere in questa fetta di territorio “protetta dalla caccia” aree che sono prive di fauna cacciabile: rotatorie stradali, aree densamente urbanizzate, parcheggi asfaltati, aree industriali con sovrastanti capannoni, l’ipermercato, etc.

In questa maniera di fatto si vieta la caccia dove non sarebbe comunque possibile, definendo come aree di ripopolamento delle zone prive di fauna, per poter aprire ai fucili aree di demanio pubblico, interessanti per i cacciatori perché piene di specie cacciabili fino a questo momento protette.

Abbiamo quindi deciso di fare ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) sia per bloccare l’aumento delle zone cacciabili, sia per dimostrare la nostra contrarietà alla caccia ed alla riduzione della fauna nelle aree del demanio pubblico.

Ci serve però una mano per coprire le spese del ricorso che riguardano bolli, cancelleria, notifiche: da soli non possiamo farcela.
Puoi dare il tuo contributo con una piccola donazione attraverso il sito buonacausa: www.buonacausa.org/cause/description/295

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PIANO CASA – NON SI TOCCHI IL TERRITORIO AGRICOLO. POSITIVI GLI INTERVENTI PER LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI

Da quello che si legge sui giornali le proposte avanzate dalla AC paiono indicare obiettivi condivisibili, pur all’interno del c.d. piano casa, ennesimo provvedimento di deregulation urbanistica che , come tutti quelli che lo hanno preceduto, porterà solo danni alla collettività e al territorio.
Quindi legare la riduzione dei consumi energetici agli ampliamenti è senz’altro un fatto molto positivo che i verdi apprezzano.
Per quanto riguarda le case agricole vorremmo sottolineare due questioni che a nostro avviso dovrebbero indurre il sindaco ad un atteggiamento di massimo rigore : il piano regolatore vigente pare aver individuato numerosi edifici di interesse storico – testimoniale, la cui tipologia merita di essere conservata . (altro…)